Trans-ragazze: la nuova anoressia

bambini, Corpo-anima, donne, Femminismo, gender, sessualità Dicembre 13, 2020

Le boomer hanno cercato di sfuggire alla miseria femminile ricercando la parità e l’androginizzazione simbolica. Una sorta di disforia politica. Le anoressiche hanno lavorato direttamente sul corpo. Le ragazze che transizionano portano ad apparente perfezione questo lavoro sul corpo femminile usando le nuove tecniche degli ormoni e della chirurgia. Il corpo femminile come campo di battaglia

Come verremo al mondo nel 2050?

bambini, Corpo-anima, donne, salute, sessualità Novembre 29, 2020

Silvia Guerini del gruppo Resistenze al Nanomondo commenta il recente convegno “Scienza ed etica del controllo riproduttivo: come sarà la riproduzione umana nel 2050?”. Una proposta di discussione

Il Transchilismo è un culto. La realtà non conta

Femminismo, gender, questione maschile, violenza maschile Novembre 27, 2020

Transattivisti e queer sfuggono a ogni confronto: o ti sottometti al culto o sei transfobica. Forse perché i loro argomenti non tengono alla prova di realtà. Come nel caso degli omicidi di persone trans: vediamo

Armine non è bella

Corpo-anima, Donne e Uomini, TEMPI MODERNI Agosto 29, 2020

Armine Harutyunyan, modella di Gucci, non è bella. E dire che non è bella non è bodyshaming. Attente al business, e al pensiero unico queer

APPUNTI PER UNA CITTA’ NUOVA

Corpo-anima, Donne e Uomini, economics, Politica, TEMPI MODERNI, Uncategorized Luglio 13, 2020

Dopo Covid-19 l’accelerazione riformista non basta. Donne di tutto il mondo sono al lavoro per un cambio di paradigma. Questo il nostro contributo alla discussione: i corpi al centro, con il loro spazio-tempo inviolabile, e un’altra idea di lavoro. Appunti per un Manifesto sulla Città, luogo della trasformazione e della politica

PERCHE’ LA LEGGE CONTRO L’OMOTRANSFOBIA E’ UNA FACCENDA CHE RIGUARDA NOI DONNE. TUTTE

Corpo-anima, Donne e Uomini, Politica, questione maschile, TEMPI MODERNI Giugno 22, 2020

Tutte, davvero tutte  le donne devono capire i rischi che corrono con la nuova legge contro l’omotransfobia se si insisterà a parlare di “identità di genere”. E unirsi per ottenere che quel testo cambi

#COVID-19: QUALCHE UMILE IDEA PER LA LOMBARDIA

Uncategorized Aprile 16, 2020

Non è il momento di recriminare sugli errori della politica, che si tratti del Governo o delle Regioni. Né tantomeno -spregevolmente- di fare campagna elettorale. Contribuiamo tutti a ridurre il danno Coronavirus. Qui qualche idea per la Lombardia

IN RADICE- PER L’INVIOLABILITA’ DEL CORPO FEMMINILE

Corpo-anima, Donne e Uomini, questione maschile Febbraio 11, 2020

Un’ampia rete di associazioni e singole femministe radicali italiane collegate con il femminismo europeo darà vita nel prossimo marzo a un’articolata serie di iniziative alleate sul tema dell’INVIOLABILITÀ DEL CORPO FEMMINILE e invita altri gruppi e singole a unirsi alla mobilitazione. Per aderire scrivere a inviolabili01@gmail.com o nei commenti al post

La vera discontinuità: Mariana #Mazzucatopremier

Donne e Uomini, economics, Politica, questione maschile Agosto 26, 2019

Con la sua carica innovativa, il profilo internazionale e il portato di competenza, la premiership all’economista Mariana Mazzucato potrebbe davvero sparigliare, restituendo campo allo sguardo e all’autorevolezza femminile di cui la politica italiana continua ostinatamente e insensatamente a privare il Paese.

Cgil e utero in affitto: progressisti contro femministe. Ecco gli appelli delle donne a Landini

Corpo-anima, Donne e Uomini, Politica Giugno 16, 2019

Cgil pro utero in affitto: ecco gli appelli delle femministe a Maurizio Landini per un franco e definitivo confronto

Via le spalle dal muro! Una Rete delle donne per fare cose meravigliose (e trovare i soldi per farle)

Donne e Uomini, economics Maggio 21, 2019

Resistere non basta più! La rete che ci tiene insieme contro violenza, prostituzione, utero in affitto deve servirci anche per dare corso ai nostri desideri, per le nostre belle imprese, per trovare i soldi necessari a metterle al mondo

Verità per Imane Fadil

Donne e Uomini, questione maschile, Uncategorized Maggio 20, 2019

Attaccamento alla verità e alla giustizia hanno dato senso alla vita di Imane, ci tocca raccogliere questo senso e continuare nel lavoro di dire la verità, di dire di quante falsità e menzogne e ingiustizie abbia bisogno chi esercita il dominio

Regione Emilia: Sinistra Italiana pronta a rompere la maggioranza in difesa dell’utero in affitto

Politica, questione maschile, Uncategorized Aprile 18, 2019

Il capogruppo di Sinistra Italiana in Regione Emilia Igor Taruffi pronto a rompere la maggioranza di governo e a votare con il M5S pur di avere la legge contro l’omotransnegatività senza pronunciamenti contro l’utero in affitto. Continua l’anomalia della sinistra in Italia: pro Gpa mentre nel resto d’Europa è contro

Per un libero confronto con Giorgia Meloni

Donne e Uomini, Politica, questione maschile Marzo 31, 2019

Giorgia Meloni a Verona ha detto alcune cose condivisibili (non tutte). Ma nelle sue analisi si ferma a metà del guado. E non arriva mai ad attaccare l’origine dei mali che denuncia: il patriarcato

Trento per l’abolizione della Merlin. Grazie all’astensione del Pd

Donne e Uomini, Politica, questione maschile Marzo 30, 2019

A Trento due mozioni Lega e M5S per l’abolizione della legge Merlin passano grazie all’astensione del Pd. Che il giorno dopo cambia idea, ma la frittata ormai è fatta. Un partito allo sbando su temi eticamente sensibili, che non si vogliono affrontare perché “divisivi”. Ma le sinistre d’Europa lo hanno fatto

Distruggi la mia vagina!

Corpo-anima Marzo 19, 2019

Perché prostituzione e immaginario pornografico pretendono di stare al cuore del discorso femminista? Perché il sex work spinge per consolidarsi come paradigma di libertà femminile e a dare corpo a iniziative politiche a tutto vantaggio del colossale business del mercato prostituente?

La battaglia delle calabresi contro il Consiglio Regionale saudita

Donne e Uomini, Politica, questione maschile, Uncategorized Marzo 17, 2019

Occhi puntati su Regione Calabria, dove il 25 marzo in vista del voto di novembre si tenterà di approvare la doppia preferenza di genere contro la scandalosa misoginia istituzionale: 1 donna contro 31 uomini. Finora i tentativi si sono scontrati con una furibonda resistenza maschile

PROPOSTA PILLON SULL’UTERO IN AFFITTO: SOLO FUMO NEGLI OCCHI

Corpo-anima, Donne e Uomini, Politica, questione maschile Febbraio 19, 2019

Non serve nessuna nuova legge per perseguire la Gpa realizzata all’estero o per intervenire sulle anagrafi: bastano le direttive dei Ministri. Per questo la proposta Pillon è mera propaganda

Essere transessuali contro il transcult

Corpo-anima, Donne e Uomini, TEMPI MODERNI, Uncategorized Febbraio 15, 2019

Un documento importante, firmato da persone transessuali, che fa chiarezza sulla differenza tra transessualità e transcult/trans-attivismo. Da cui si sentono danneggiati e prendono le distanze

Depressione maschile, efficacia femminile: il mondo che viene avanti

Donne e Uomini, femminismo, Politica, questione maschile Febbraio 12, 2019

Non si deve avere paura: il contrattacco maschile è solo qui e ora, destinato a finire. In cerca della nostra efficacia, tenendo all’orizzonte il cambio di civiltà

Xenofemminismo, o della Seduzione

Corpo-anima, economics Gennaio 31, 2019

Xenofemminismo è un femminismo biotech, antinaturalista e abolizionista del genere che tiene al centro cyborg, trans e queer. Gli ormoni possono tutto, e la parola “donna” viene archiviata

SITI CACCIA-BUFALE: NON GLI CREDETE!

informazione, TEMPI MODERNI Gennaio 26, 2019

I siti di fact-checking e i cacciatori di fake news in molti casi sono i primi a spacciare bufale per ottenere il massimo di clic, protetti da una super-credibilità che non meritano affatto

Umiliazione Banfi

Politica, TEMPI MODERNI Gennaio 23, 2019

La nomina di Lino Banfi all’Unesco è l’amarissima ciliegina sulla coeva manovra del popolo, che non spreca soldi in minchiate come i libri, la scuola, la ricerca e l’università. La definitiva dimostrazione che la cultura non serve a niente. Una cosa enorme, nella sua meschinità

I “due padri” vogliono TUTTO

bambini, questione maschile Dicembre 16, 2018

Su un piatto della bilancia il tuo desiderio di diventare padre senza madri tra le scatole. Sull’altro piatto il male che si fa alla salute fisica e psichica di donne e bambini. L’indifferenza etica assoluta pur di soddisfare un tuo desiderio e una tua fantasia di omofecondità

L’ADOZIONE DELL’ALTRO PADRE: SOLO IL MALE MINORE, NON IL SUPERIORE INTERESSE DEL BAMBINO

bambini, Donne e Uomini Novembre 14, 2018

Il Tribunale dei minori di Milano sbaglia: l’adozione del “secondo padre” è solo il male minore, non il superiore interesse del bambino. Il cui best interest sarebbe non essere separato dalla madre

Differenza sessuale nell’accoglienza: il dono che dobbiamo a Desirée

Donne e Uomini, migranti, Politica, stupro, violenza maschile Ottobre 26, 2018

Desirée è l’ennesima bambina martire-testimone del dominio maschile. Favorire le donne nelle politiche di accoglienza è il dono che le dobbiamo

Ddl Pillon: l’autogoal dei pro-family (remembering Salomone)

bambini Settembre 26, 2018

Il ddl Pillon è un autogoal per i difensori della famiglia tradizionale. Per evitare di ritrovarsi nei guai, la gente si sposerà sempre meno e farà ancora meno figli

Gender X: il potere degli adulti, il corpo dei bambini

bambini, gender, genere Settembre 13, 2018

Che cosa fonda il supposto diritto dei genitori a non tenere conto del sesso biologico della figlia e del figlio e di optare invece per l’indeterminazione di genere, ovvero di farlo crescere né femmina né maschio a dispetto della verità del suo corpo? Sempre più potenti Big Pharma e Big Fertility

Asia, non Asia

donne Agosto 29, 2018

Sbaglio ad aspettarmi da una donna un più di umanità, di forza e di responsabilità? Non si fa un errore, piuttosto, a comprendere e giustificare sempre e comunque? Non si corre il pericolo dell’infantilizzazione, della vittimizzazione, e della deresponsabilizzazione?

Bambole, puttane, Dee

Corpo-anima, Donne e Uomini, femminicidio, questione maschile, violenza sessista Agosto 9, 2018

Le bambole da stuprare raccontano la resa senza condizioni a una sessualità maschile che si esprime come predatoria, perversa e violenta “per natura”. Che chiede una cosa da usare, non un soggetto con cui entrare in relazione. La donna incinta, da sempre adorata e divinizzata, diventa un orinatoio e un vomitatoio. Misoginia estrema da fine patriarcato

Lettera a Maurizio Martina sull’utero in affitto e altre brutte cose

bambini, diritti, Politica, questione maschile, violenza sessista Luglio 30, 2018

Grande parte del femminismo italiano esprime preoccupazione sull’idea di diritti civili rappresentata dal neo-nominato responsabile Pd Sergio Lo Giudice (utero in affitto, prostituzione, assistenza sessuale ai disabili, ormoni ai bambini). E’ questo il solco in cui si muove il partito, in opposizione a tutte le altre sinistre europee? Una politica neoliberale, misogina, distopica? E perché tacciono, le donne Pd?

Fontana, omogenitorialità, utero in affitto: quello che si DEVE sapere

bambini, Corpo-anima, Donne e Uomini Luglio 27, 2018

Le dichiarazioni del ministro Fontana aprono il conflitto nel governo su omogenitorialità e utero in affitto. Rivelando una confusione e una disinformazione inaccettabili, la necessità di un ampio dibattito pubblico e la misoginia della sinistra italiana, unica pro-Gpa in Europa

Utero in affitto: oggi la battaglia è nei Comuni

bambini, diritti, Donne e Uomini, violenza sessista Luglio 4, 2018

La legalizzazione dell’utero in affitto è difficile e non conviene ai committenti: meglio una madre surrogata dall’altra parte del mondo, più facile cancellarla. La battaglia è nelle anagrafi, perché riconoscano come figli legittimi i bambini nati da Gpa

Strappare il popolo al populismo

Donne e Uomini, Femminismo, italia, Politica Giugno 25, 2018

Si tratta di inventare un linguaggio pubblico che esprima i bisogni reali delle persone, contrastando la retorica populista. Di salvare la giustizia: la sinistra non l’ha saputo fare. E’ la sapienza femminile che può farlo

La carica delle Sudiste

Donne e Uomini, Politica, sud Marzo 14, 2018

La notizia non deve sfuggire: il Sud a 5 stelle manda un gran numero di donne alla Camera e al Senato. Molte più elette che in Lombardia. Una prima volta per le cittadine meridionali. Che va osservata con attenzione

Pamela, il suo cliente, il giornalista: analisi di un testo

Donne e Uomini, femminicidio, questione maschile, sessualità Febbraio 8, 2018

Indignazione e proteste per l’articolo del Corriere della Sera su Pamela e il suo “cliente”. Vale la pena di analizzare questo testo come lapsus rivelatore sui meccanismi della sessualità maschile

Campagna elettorale 2018: le donne non vanno più di moda

diritti, Donne e Uomini, italia, questione maschile Febbraio 5, 2018

Le donne non sono più target del marketing elettorale. Siamo un tema vecchio e poco smart. Ma come materia prima -prostituzione, utero in affitto- andiamo sempre piuttosto forte

Fatta la legge, gabbata la madre: Milano riconosce due padri gay

bambini, Corpo-anima, Donne e Uomini Gennaio 25, 2018

A Milano per la prima volta l’anagrafe iscrive due uomini come genitori. Stigmatizzato a parole, l’utero in affitto è ammesso nei fatti. E cresce il numero di bambini strappati alla madre. Senza dure sanzioni, il biobusiness non si fermerà

Le due madri di Juan, bambino-fantasma

bambini, diritti, Donne e Uomini, TEMPI MODERNI Dicembre 24, 2017

A Juan, nato da due donne italiane in Spagna, il sindaco di Perugia nega la cittadinanza: il bimbo non è italiano né spagnolo. Grave errore, che nasce dalla confusione tra maternità -che è semper certa- e l’omogenitorialità maschile. Ma non c’è parità tra i sessi, sul fronte riproduttivo

Utero in affitto: ora sanzioni e punizioni

bambini, diritti Dicembre 20, 2017

La sentenza della Corte Costituzionale sancisce definitivamente che l’utero in affitto è un disvalore assoluto e offende la dignità della donna. Ma non basta. Senza pesanti sanzioni, il turismo procreativo per Gpa continuerà a crescere

Il partito delle Foglioline Incazzate

Donne e Uomini, italia, Politica, questione maschile Dicembre 11, 2017

Piero Grasso di Liberi&Uguali ci chiama Fogliolinela miccia che accende definitivamente la rabbia delle donne. Tocca proprio alla sinistra rappresentare al meglio il maschilismo del Paese. La voglia di fondare un partito a guida femminile è irresistibile

Liberi & Machi, o del separatismo maschile

Donne e Uomini, Politica, questione maschile Dicembre 6, 2017

L’immagine dell’assemblea di Liberi&Uguali sembra quella di un partito iraniano. Uomini, uomini, uomini. Nemmeno il tempo di un frettoloso pinkwashing. Quando il gioco si fa duro e i posti sono pochi, le donne sono ricacciate ai margini. E perfino la destra appare più women friendly. E’ la principale debolezza della “nuova” sinistra

26 ragazze: io so (chi è stato)

Donne e Uomini, femminicidio, questione maschile, violenza sessista Novembre 19, 2017

Le 26 ragazze sono morte a causa della violenza maschile: uomini che le hanno torturate e stuprate prima del viaggio, uomini i compagni di viaggio sopravvissuti, uomini i futuri clienti, schiavisti “a loro insaputa”. Ma vogliamo i particolari

Un salto quantico: adesso sono gli uomini ad avere paura

Donne e Uomini, Femminismo, questione maschile, violenza sessista Novembre 4, 2017

Migliaia di uomini in tutto il mondo in queste ore stanno tremando: basta una testimonianza o un sms, e la loro vita può andare in pezzi. Adesso sono loro ad avere paura. Un cambio di stato radicale. Da che parte si ricomincia?

La violenza dei maschi femministi

Donne e Uomini, Femminismo, questione maschile, Uncategorized, violenza sessista Ottobre 30, 2017

Gli uomini ti spiegano tutto del mondo, ma pretendono di spiegarti anche che cos’è una donna. C’è un termine per questo sopruso: mansplaning. Che va denunciato e fermato come tutti gli altri. E’ tempo di un nuovo separatismo femminista

Nei panni dell’altra: gli argomenti di chi è a favore dell’utero in affitto

Corpo-anima, diritti, Donne e Uomini Ottobre 19, 2017

Sorprende che vi siano donne e femministe, soprattutto giovani, che militano per la libera Gpa. O altre che si ostinano nella ricerca di una terza via –né pro, né contro-. Proviamo a esaminare le ragioni di chi si trattiene sulla soglia. E a confutarle

Generazione di fenomeni

bambini, Corpo-anima, diritti, Donne e Uomini, sessualità Settembre 27, 2017

Ordinare un figlio usufruendo di grembi compiacenti si colloca sulla scia del pagare in cambio di sesso. Gli esseri umani prodotti di consumo con estensione del modello prostitutivo all’intera collettività

Quando Saviano parla di donne. E sbaglia

Donne e Uomini, femminicidio, italia, migranti, questione maschile Settembre 19, 2017

Dopo aver dato delle egoiste alle italiane perché non donano i propri ovociti, Roberto Saviano minimizza per correctness la questione migranti-libertà femminile. Alimentando il consenso alle destre xenofobe

Fecondazione assistita anche per le single, no all’utero in affitto: la Francia riconosce la differenza sessuale

Donne e Uomini, questione maschile, TEMPI MODERNI Settembre 13, 2017

La logica dispari riconosce asimmetria riproduttiva tra uomo e donna, al cuore della differenza sessuale. Sì alle tecnologie riproduttive per tutte le donne, anche single. No all’utero in affitto per tutti, anche per quegli uomini che vogliono cancellare la madre. Se un uomo vuole un figlio lo chieda a una donna, e non pretenda con i suoi soldi di farla scomparire.

Violenza sulle donne: ricominciare daccapo

Donne e Uomini, femminicidio, violenza sessista Settembre 10, 2017

Un’enorme baraccone, kermesse, scarpette rosse, trasmissioni tv, business della formazione –che dà da mangiare a molti uomini-. Ma la violenza sulle donne non diminuisce. Alcune idee per ripensare come contrastarla

Gli stupri, gli stranieri, gli italiani

Donne e Uomini, questione maschile, violenza sessista Settembre 1, 2017

La presenza di molti maschi migranti espone le donne del nostro Paese al rischio di un sovrappiù di violenza. Almeno 900 stupri in più nel giro di 6 mesi, 150 al mese, 5 al giorno. Dalle percentuali si può dedurre che i maschi stranieri stuprano di più dei maschi italiani. Tacere e minimizzare decuplica la violenza sulle donne

Boldrini, ArciLesbica e gli odiatori di donne

Donne e Uomini, Politica, questione maschile Agosto 15, 2017

Lo tsunami di odio che si è abbattuto su Laura Boldrini non si spiega solo con la sua politica sui migranti.

Qualche tempo fa si era sparsa la leggenda metropolitana (fake news) secondo la quale la presidente della Camera avrebbe auspicato l’abbattimento di tutti i monumenti del Ventennio: balla sesquipedale, motivo di ulteriori ingiurie e improperi, e che Boldrini è stata costretta a smentire.

Ho accolto con sollievo, per lei, per tutte, la sua decisione di passare a vie legali (vedo già i leoncini da tastiera che tendono a ritirarsi dalle pagine social di molte donne oggetto di persecuzione).

Boldrini ha cercato a lungo di risolvere politicamente la questione, con il dialogo, ragionando. Ma non c’è stato verso. Con gli hater non si dialoga: devono pagare –condanne, risarcimenti- per valutare di fermarsi. Lo dico per esperienza personale. Fagli mettere mano al portafogli e la musica cambia.

Che cosa odiano gli odiatori? Odiano soprattutto il fatto che Boldrini sia una donna. E che sia una donna assertiva, matura in una posizione di potere e sessualmente non dominabile. Non a caso cercano di ricondurla “a ragione” per vie sessuali: lo stupro come femminicidio simbolico.

Con lo stupro, atto pseudo-sessuale- si uccide il libero desiderio di una donna, si stermina la sua soggettività, la si riconduce allo statuto patriarcale di oggetto muto. Anch’io appartengo al genere maturo-assertivo, e me ne intendo.

Che molte donne partecipino al sabba non deve stupire: si chiama autosessismo, funziona da sempre, lo vediamo agire clamorosamente nel caso madri che infibulano le figlie, custodi zelanti dell’onore e del dominio maschile. Senza la collaborazione di molte donne il gioco finirebbe perché si rivelerebbe per quello che è: purissimo sessismo violento.

Boldrini è archetipicamente una madre, non una puella. E’ Demetra, non Kore. E’ una donna che esercita la sua autorità, eccitando una misoginia radicale.

Proprio in questi giorni, mentre Boldrini annuncia la sua decisione di passare a vie legali, un’ondata di inaudito odio misogino e lesbofobo si sta abbattendo sulle pagine social di ArciLesbica, storica associazione delle lesbiche italiane. Odio agito da uomini, soprattutto gay, con il sostegno di maschi Mra (Men’s Right Activist fascistoidi) e delle solite fervide vestali, comme il faut: le dinamiche sono sempre le stesse.

Anche nel caso di ArciLesbica, donne assertive che in particolare stanno dicendo no alla Gpa (utero in affitto) rompendo il fronte Lgbt (il “diritto” a Gpa è stato tema eminente e divisivo nell’ultimo Pride) e che, di fondo, esprimono un’estraneità radicale al fallocentrismo e al fallogocentrismo.

L’occasionale casus belli è stata la pubblicazione dell’articolo di una femminista americana che facendo riferimento alla “guerra dei bagni” -tema politico di primo piano negli Stati Uniti, che ha visto scendere in campo personalmente i Presidenti: in sostanza la possibilità per i transgender di accedere ai bagni riservati al genere d’elezione- dichiarava che tra le donne di nascita e le transwomen sussistono significative differenze. Lo ha detto la femminista Germaine Greer (L’Eunuco Femmina) ed è stata crocifissa e ostracizzata. Lo ha detto la scrittrice e attivista per i diritti civili nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie (Dovremmo essere tutti femministi), che per questa ragione viene perseguitata da quella che qualcuno ha chiamato Santa Inqueerizione. C’è molto da dire sulla pseudo-queer politics funzionale al mercato neoliberista, ne ho scritto qui e ne scriverò in un libro collettivo sull’utero in affitto che uscirà a novembre.

L’articolo dell’americana argomentava pacatamente una verità elementare –nascere donna e sentirsi donna/diventarlo non sono esperienze coincidenti-, ma pochi si sono presi la briga di leggerlo: sui social non si va oltre i titoli e i claim.

Come se qui capitasse ogni giorno che le transwomen non vengano accolte dalle donne e dalle femministe: che io sappia non è successo mai, fin dalla notte dei tempi. Nelle donne, a cominciare dalle proprie madri, e nelle femministe le transwomen hanno sempre e storicamente trovato sponda, accoglienza, relazioni, aiuto. Senza il sostegno delle donne le transwomen sarebbero ancora alle mercé degli uomini, clienti e sfruttatori, condannate alla prostituzione come unico destino. La cultura mediterranea ha molto da insegnare anche su questo fronte a quella anglosassone, con la sua ossessione queer-classificatorio-diagnostica. In Gb l’omosessualità è stata un reato penale fino al 1982. 

Ebbene, tanto odio contro le donne come contro ArciLesbica non l’ho mai visto. Forse, appunto, solo nel caso di Boldrini.

Invito le amiche di ArciLesbica a regolarsi come lei: screenshottare, querelare. Anche se le sentenze non liberano dall’incombenza del lavoro politico. Quello andrà avanti, lo faremo insieme.

Solidarietà a Laura Boldrini, solidarietà alle sorelle di ArciLesbica.

 

 

Censurata

Corpo-anima, Donne e Uomini, questione maschile, Uncategorized Marzo 23, 2017

Per la seconda volta in pochi mesi Facebook mi ha oscurato su segnalazione. L’altra volta ha dovuto scusarsi. La censura ha a che vedere con la mia battaglia contro l’utero in affitto

Alcune proposte per fermare l’utero in affitto

Corpo-anima, Donne e Uomini, economics, questione maschile, Uncategorized Marzo 18, 2017

Come fermare l’utero in affitto: le cose che ho detto il 16 marzo alla serata organizzata da Rua alla Casa dei Diritti di Milano

Renzi, Pisapia e il modello Milano: un treno da non perdere

Politica Marzo 12, 2017

La prospettiva di portare al governo nazionale l’efficace centrosinistra milanese rischia di essere compromessa da microinteressi, antipatie impolitiche e pregiudizi su Milano. Ma questo treno non si deve perdere

Il “padre” di Trento e l’adozione gay di Firenze: niente in comune tra le due sentenze

Corpo-anima, Donne e Uomini, Politica, questione maschile, Uncategorized Marzo 10, 2017

Nel primo caso utero in affitto, cancellazione della madre, mercato, egoismo e ingiustizia. Nel secondo accoglienza, generosità, umanità e il vero interesse del minore che passa dall’abbandono a un nucleo affettivo

Doppio padre, nessuna madre. La sentenza di Trento e la scomparsa delle donne

Corpo-anima, Donne e Uomini, questione maschile Marzo 1, 2017

La sentenza di Trento inventa una nuova figura di padre -né biologico, né adottivo- con cui sostituisce la madre. E procede verso la cancellazione delle donne dalla scena procreativa

La scissione del Pd e il silenzio delle donne

Donne e Uomini, Politica, questione maschile, Uncategorized Febbraio 20, 2017

La crisi del Pd è stata un affare per soli uomini, anche se il rischio politico lo corriamo tutte e tutti. Perché le donne si sono tenute fuori? Un fragoroso silenzio, che dice molte cose

Le donne, le/i trans e la pseudo-queerpolitics patriarcale

Donne e Uomini, questione maschile, sessualità Febbraio 2, 2017

Le operazioni di transizione linguistica (non donna incinta ma persona incinta, non seno ma petto, non vagina ma buco davanti) sono a danno delle donne di nascita e di genere –o ciswomen. Il pene e i testicoli non sembrano offensivi per nessuno. La pseudo-queerpolitics è il nuovo volto del patriarcato

Women First: la vera alternativa agli “uomini forti”

diritti, Donne e Uomini, Politica Febbraio 1, 2017

La presa di parola autorevole che abbiamo visto nella Women’s March di Washington ora deve tradursi in agenda politica. Perché le donne oggi lottano per tutti e sono la vera alternativa ai populismi

Strasburgo: giusto togliere il bimbo italiano nato da utero in affitto. Luci e ombre di una sentenza

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Caro Pd, io non ti capisco (la marcia delle donne contro il populismo)

Donne e Uomini, Politica Gennaio 22, 2017

Caro Pd leggi quello che sta capitando. Renditi conto che senza le donne o contro le donne oggi non si va da nessuna parte. Che l’alternativa al populismo e all’uomo “forte” è il senso del popolo e dei suoi bisogni autentici di cui le donne sono portatrici

Quelle che non si difendono dalla violenza

Donne e Uomini, femminicidio, violenza sessista Gennaio 16, 2017

Rosanna Belvisi, uccisa a Milano dal marito, ha subito per vent’anni senza reagire. A Messina Ylenia difende il fidanzato che le ha dato fuoco. Ha senso comprendere e giustificare? Non dovremmo pretendere che le sorelle abusate reagiscano prima che sia troppo tardi?

Il Diavolo probabilmente

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Qualunque spiegazione, in storie come quella di Ferrara, non dà mai pienamente conto dell’enormità di ciò che è accaduto. Psicologismi e sociologismi non colgono la banalità del male

Simpathy for the Devil (e Buon Natale)

AMARE GLI ALTRI, jihad, terrorismo Dicembre 23, 2016

Anis Amri, l’attentatore di Berlino, è stato ucciso dalla polizia a Sesto San Giovanni. Dal mio cuore sgorga un inconsulto sentimento di compassione per quel giovane diavolo assassino. Non so se è bene che io l’abbandoni in fretta o se devo seguire il suo filo

L’assedio di Milano

Politica, tv Dicembre 10, 2016

Milano non è la borghesia alla prima della Scala. Milano è il lavoro sui migranti, migliaia di giovani felici di viverci, una città rinata grazie al buon governo di centrosinistra. Che dovrebbe estendersi a tutto il Paese

Dopo il No: cosa dovrebbero fare Renzi e il Pd (imho)

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Il NO non è stato populista, ma popolare, che è ben altra cosa. Populista potrebbe essere semmai la risposta politica che è ancora tutta da costruire. Tocca al Pd arginare la deriva a destra. A patto di affrontare l’emergenza sociale. E quanto a Renzi…

Dopo il 26 novembre: ancora sul separatismo femminile

Donne e Uomini, Femminismo, Politica, questione maschile Novembre 30, 2016

Native paritarie e convinte di esserlo, molte ragazze fanno il femminismo insieme ai loro amici e compagni maschi e rigettano la scelta separatista come uno strumento inservibile. Ma prima o poi almeno una parte di loro sentirà il bisogno di luoghi separati e di un “tra donne”. Ecco una lettura propedeutica

Perché voterò sì

Politica Novembre 25, 2016

Si voterà la fiducia al governo Renzi, non la riforma. E le alternative sono un partito-nazione in cui la destra avrà un peso ancora maggiore, o il populismo 5Stelle, che capitalizzeranno anche il no di sinistra. Perché la sinistra oggi non esiste e sarà l’ultima tra i creditori. E poi c’è il modello Milano…

Il Papa, l’aborto e le parole che NON ha detto

chiesa, Donne e Uomini Novembre 22, 2016

Francesco parla di perdono alle donne che abortiscono, e non dei non-padri. Ma dietro ogni aborto e c’è un uomo responsabile tanto quanto la donna, e talora molto di più

Un po’ di amore per via Padova

milano, Uncategorized Novembre 15, 2016

Bene la sicurezza. Ma la militarizzazione di via Padova rischia di interrompere un processo virtuoso di risignificazione del quartiere avviato, per esempio, con l’invenzione di NoLo (North of Loreto) da parte di giovani creativi

La svolta americana. La fine dei “dirittini”. E il nostro “sì” o “no”

diritti, Politica, TEMPI MODERNI Novembre 10, 2016

C’entra la vittoria di Trump con il sì e il no al referendum sulla riforma costituzionale? C’entra eccome. E una possibile svolta politica in Italia non sarebbe meno “storica” della modifica della Carta

La sintomatica prepotenza di alcuni maschi antiviolenza

Donne e Uomini, Femminismo, violenza sessista Novembre 7, 2016

Molti uomini non accettano di stare in coda alla manifestazione antiviolenza del 26 novembre. Una sindrome da esclusione che ricorda la rabbia dei maschi violenti

La queer-politics, nuova faccia del patriarcato

Corpo-anima, Donne e Uomini, Femminismo, giovani, questione maschile Ottobre 28, 2016

Le femministe “radicali” –o pensatrici della differenza sessuale- vengono contestate nei convegni e nelle università, censurate dai social, bullizzate dal mainstream queer. Ma questo mainstream è maschile e patriarcale

Freddine con Hillary

Donne e Uomini, Femminismo, Politica Ottobre 17, 2016

La battaglia di Hillary Clinton suscita scarso entusiasmo tra le donne. Ma una donna nella Sala Ovale costituirebbe un enorme salto simbolico. Oltre che un formidabile argine politico al backlash patriarcale che stiamo attraversando

Elena Ferrante c’est moi

Libri, personaggi Ottobre 3, 2016

Il mistero Ferrante è ben altro, non c’è scoop che tenga. La prima domanda che ci siamo fatte leggendola non è mai stata: “chi sei?”, ma “chi sono io?”. L’anonimato ha facilitato questo travaso. Una sola carne, tra chi scrive e chi legge

La baby-prostituta e Hannah Arendt: una sentenza storica

Donne e Uomini, economics, Femminismo Settembre 23, 2016

Sentenza di Paola di Nicola sul giro di baby-prostitute dei Parioli: 2 anni al cliente che deve anche risarcire la ragazza con 30 saggi di pensatrici, da Irigaray a Dickinson. Un risarcimento che vale ben più dei soldi: il riconoscimento della grandezza femminile

Chiamiamoli delitti d’onore: il movente del femminicidio è ancora quello

Donne e Uomini, femminicidio, questione maschile Settembre 20, 2016

Un cornuto è lo zimbello del mondo, incapace di difendere il suo onore, suggello di quel patto tra uomini per tenere nascosta la propria secondarietà e fragilità. Chiunque –gli omosessuali, i cornuti- non stia al patto verrà irriso e messo ai margini. Vale anche per un distinto professionista

La Boschi è str..za e Milano fa schifo

Politica, questione maschile Settembre 16, 2016

Boschi va in Calabria, rispondendo all’appello dei centri antiviolenza: ma tante sono scontente. Milano è in ottima forma: ma è meglio non dirlo. Le buone notizie non ci piacciono. La paura di perdere la propria identità “critica” è più forte dell’amor mundi

Teniamoci il “Fertility Day”. Ma facciamolo diverso

bambini, Corpo-anima, Donne e Uomini, pubblicità, salute Settembre 13, 2016

Il Fertility Day lo terrei in piedi, anche se il nome è orribile. Risignificandolo totalmente e offrendo strumenti efficaci, alle donne prima di tutto – sono loro a decidere se mettere al mondo un figlio- perché possano liberamente decidere quando, tenendo conto di limiti naturali inaggirabili

Il vero lavoro che c’è da fare per uscire dalla violenza

Donne e Uomini, femminicidio, Femminismo, questione maschile Settembre 8, 2016

La lotta contro la violenza non funziona perché le donne non sanno leggere come politica la violenza che subiscono e la tengono nascosta nel privato. Mancano le parole per dirlo. Un simbolico efficace. Il lavoro da fare, dunque, è trovare queste parole. E una pratica politica efficace

Ecco come le donne farebbero più figli (se lo vogliono). Altro che Fertility Day

bambini, Donne e Uomini, economics, italia, Politica Settembre 1, 2016

La campagna lanciata dalla ministra Lorenzin per un Fertility Day è sbagliata e offensiva. Come se le donne non facessero figli per egoismo. Contro la denatalità servono lavoro, meno precarietà, servizi. La cura va posta al centro delle politiche

Dicte e il racket dell’utero in affitto: nuova serie tv in onda su FoxCrime

Donne e Uomini, tv, Uncategorized Agosto 31, 2016

Dicte” è una serie TV danese, liberamente ispirata al romanzo “Il danno” di Elsebeth Egholm . Protagonista una reporter che, tra le molte imprese criminali, si imbatte anche nel racket dell’utero in affitto. In onda su Fox Crime

Post-terremoto: l’Italia finalmente al punto di svolta

ambiente, economics, Politica Agosto 29, 2016

Il terribile male del terremoto in centro Italia, se in tanto dolore ha portato un bene, non è certo quello di una “ripresa dell’edilizia”. Al contrario. Il bene è quello della consapevolezza e dell’attenzione, è un ritrovato senso di comunità da opporre all’egoismo dei pochi

Del terremoto, degli sciacalli e di altri orrori

cronaca, italia, media, Politica Agosto 25, 2016

La disperazione alla vista di interi paesi distrutti, delle case sbriciolate, del dolore umano, quei nostri borghi come Aleppo e Sirte, è stata superata dallo sbigottimento per la trattazione mediatica del terremoto e per l’incredibile canea sui social

La dannata faccenda del burkini

Corpo-anima, Donne e Uomini, migranti, questione maschile Agosto 17, 2016

Sono uomini che ti obbligano a coprirti, e sempre uomini che ti obbligano a scoprirti. E in mezzo tante donne zelanti esecutrici e custodi di quelle leggi di uomini. Dov’è lo spazio a lato per una libera significazione di noi stesse?

E’ ora che la sinistra dica con chiarezza che cosa pensa dell’utero in affitto

bambini, Corpo-anima, Donne e Uomini, Femminismo, Politica Agosto 3, 2016

Perché sull’utero in affitto la sinistra tace, esprime obliquamente il suo favore o farfuglia imbarazzata? Essere di sinistra vuole dire vendere diritti e dirittini al mercato del qui e ora, avendo rinunciato a ogni prospettiva? E garantire il libero accesso al libero mercato della carne umana?

Solo l’Islam potrà fermare il terrorismo islamista

jihad, Uncategorized Luglio 27, 2016

Tocca ai musulmani allargare a dismisura e guidare la schiera del “noi”, confinando il terrorismo jihadista nel recinto angusto del “loro”

Una donna, una cagna, una sciacalla e altri animali

bambini, Donne e Uomini, economics, Femminismo Luglio 14, 2016

Cagna, sciacalla, trovati un fidanzato, prendi le goccine, mettiti gli ovuli vaginali, stronza, merda, omofoba, sei Adinolfi, sei Salvini, tutto per fare pubblicità al tuo libro (?). Ma tu “hai figliato gratis?” Una giornata di hate speech

Utero in affitto: la madre surrogata è la madre. Importante sentenza inglese

bambini, Corpo-anima, diritti, questione maschile, TEMPI MODERNI Luglio 7, 2016

Secondo la giudice Justice Russell la madre surrogata, si è dimostrata “più capace dei committenti di corrispondere ai bisogni fisici ed emotivi del bambino, nonostante non abbia alcun legame biologico con lui”

Il macho De Luca e il Paese “imbambolato”

Donne e Uomini, italia, Politica, questione maschile Luglio 5, 2016

De Luca è legittimato a dare addosso anche con veemenza all’avversaria politica Raggi. Anzitutto, però, dovrebbe riconoscerla come avversaria politica, e non diminuirla dandole della “bambolina”. Se il piano è quello dello sprezzo misogino, adottato per indebolirti, la possibilità del confronto è tolta

“Populista” è diventato un complimento

Politica Luglio 1, 2016

Oggi “populista” è inteso dai più come “amico del popolo”. Come qualcuno che ha finalmente a cuore i problemi della gente, che sono davvero tanti e variegati, e non solo gli interessi delle banche, gli “appetiti delle oligarchie”

Il discorso della Regina (The Queen’s Speech)

Uncategorized Giugno 27, 2016

In questo grave momento, probabilmente tra i più importanti della nostra recente storia, un messaggio per il mio popolo, rivolto a ognuno di voi, come se potessi parlarvi personalmente. Che cosa diavolo avete combinato?

Utero in affitto: le femministe “omofobiche” e altre cretinate

Donne e Uomini, Femminismo, questione maschile Giugno 15, 2016

Tra le stupidaggini che occorre fare fuori se si vuole davvero discutere della questione utero in affitto, la prima è l’accusa di omofobia. Lo dico in particolare agli amici gay che con questo argomento censurano e bloccano ogni confronto

Perché voterò Beppe Sala, e vi chiedo di fare lo stesso

Politica Giugno 14, 2016

A sinistra non c’è niente di niente. Non ci sono orizzonti realistici, non c’è una leadership, manca una cultura di governo. Difettano, forse, anche volontà e coraggio di governare. In compenso a Milano c’è una destra arrembante, peggio della destra che ci ha governato fino a 5 anni fa

#Orlandoshooting: pazzia omofobica o terrorismo, cambia poco

Donne e Uomini Giugno 13, 2016

In un caso o nell’altro, gli ingredienti sono gli stessi: omofobia, paura, violenza maschile. La stessa violenza che viene normalmente agita dal jihad contro quegli uomini che “rompono il patto” e si amano tra loro, mettendo a repentaglio la costruzione patriarcale

Femminicidio: effetto contagio. Più si uccide e più si uccide

Donne e Uomini, Femminismo Giugno 11, 2016

Tutto farebbe pensare che se un uomo sta covando il proposito di uccidere, di fronte a una tragedia come quella di Sara e alla sua beffarda inutilità -lei morta, lui in galera e intorno a loro solo un immenso dolore- possa fermarsi catarticamente a riflettere, rinunciare al suo piano, fermare la sua mano.E invece capita il contrario, come in un mostruoso contagio: più si uccide, e più si uccide.

bambini, cronaca, Femminismo Dicembre 12, 2014

Alle mie amiche ricordo che la vittima è il piccolo Loris. Non sua madre

Un bambino barbaramente ucciso. E sua madre, una ragazza -per cui vale, come per tutti, la presunzione di innocenza- indicata dagli inquirenti come la sua assassina. Ma circola un femminismo giustificazionista che rischia di fare il paio con il colpevolismo mediatico. E’ per questo che scrivo questo post, rompendo un istintivo riserbo su questo dramma.

No al colpevolismo mediatico. No all’innocentismo ideologico.

Fin dal principio della storia ho temuto che le cose potessero essere andate nel modo in cui gli inquirenti ritengono che siano andate: che una madre poteva avere ucciso il suo bambino. E’ già capitato e capiterà ancora. Così come capiterà ancora che, per un misterioso meccanismo di denegazione, la donna finita nel gorgo orrendo del figlicidio neghi fino alla fine di averlo commesso -davvero convinta di non averlo commesso- perfino dopo essere stata condannata, perfino dopo aver scontato la condanna.

Nella “sarabanda infernale” (Winnicott) che è il rapporto madre-figlio è contemplata anche la possibilità che lei uccida la creatura, e che la creatura uccida lei.

Vero che tanti uomini uccidono i loro figli, e molto più spesso delle madri (quasi il 90 per cento di tutti gli omicidi sono commessi da uomini): ma per quanto sia orribile, è un orrore che non sembra non arrivare a uguagliare quello di una madre figlicida. Quando una madre uccide siamo scossi fino alle fondamenta, perché mater semper certa est, il suo amore non meno certo, gratuito e scontato, una madre deve sempre essere assolutamente buona.

Si possono dire tante cose. Si può scandagliare fino agli abissi. Ma non si può trarne, come mi pare di infraleggere in alcuni commenti, una richiesta di impunità. Se la ragazza Veronica ha ucciso il suo bambino, anche tenendo conto di un’eventuale instabilità mentale, è necessario che paghi il suo delitto.

Il rischio di una generosità che si spinge solidalmente a cercare nella vita di lei ogni possibile chiave per giustificare -traumi, disagi, solitudine, una madre “cattiva”: perché poi, paradossalmente, per la madre della madre non ci sono attenuanti, lei è assolutamente cattiva- è quello di inchiodare le donne a una sorta di cittadinanza minore, che le dispensa da un’assunzione piena delle proprie soggettive e oggettive responsabilità. Quest’operazione giustificazionista ha altissimi costi, ed è profondamente ingiusta.

Se Veronica ha davvero ucciso Loris, il più dei sentimenti di pietà di cui sono capace è per il bambino. Senza tentennamenti.

Tutti possiamo essere vittime di qualcosa o di qualcuno. Anche Veronica, certo, e anche la sua mamma che non esitiamo a pensare come “cattiva”. Ma in questa catena di dolore e di colpe è il più debole e indifeso ad avere pagato.

cronaca, Politica Dicembre 9, 2014

La Grande Monnezza

Ho proposto di spostare la capitale a Göteborg (pronuncia: jœtəˈbɔrj): scherzavo ma non troppo. Almeno per un po’ –avranno pur bisogno di qualche tempo per organizzarsi e per un change di guardaroba- potremmo liberarci dalla Grande Monnezza.

Chiedo scusa alle amiche a agli amici romani, che amo tutte e tutti, ma quella robaccia di Roma si percepisce anche a pelle, se ne sente l’odore, nei ristoranti, nelle viuzze del centro politico, nei riti cafonal. Ce n’è per tutti in questo Paese, d’accordo, non dimentico Venezia, non dimentico Expo e le ‘ndrine dell’hinterland milanese, ma la qualità di quella monnezza autoctona è speciale e, appunto, capitale. Non sono semplici ruberie, non è semplice corruzione: è mafia, nata e radicata a Roma.

E se non bastasse la percezione sensoriale, c’erano pur sempre le inchieste di Lirio Abbate per L’Espresso –ancora lì da leggere, non è un caso che il coraggioso collega viva sotto scorta-, c’era un bel libro di Andrea Di Nicola e  Giampaolo Musumeci, “Confessione di un trafficante di uomini” (Chiarelettere) dove si annunciava che quello di carne migrante è il più redditizio traffico del mondo come confermato dalle intercettazioni (“Famo più soldi co’ gli immigrati che co’ la droga”), c’era magari semplicemente “Romanzo Criminale”, grande serie Sky diretta da Stefano Sollima e venduta in tutto il mondo, in cui l’intrico tra gli affari di Carminati (il Nero), la banda della Magliana e i servizi segreti era narrato in modo esemplare: anche un comune telespettatore texano è informato dei fatti.

E invece nessuno sapeva, nessuno si era reso conto, nessuno immaginava, nessuno aveva dato un occhio ai fatturati dell’impero coop di Salvatore Buzzi (che solo come presidente della “29 giugno” intascava 25 mila euro al mese), nessuno sospettava che senza il suo bacino di consenso era difficile andare da qualche parte.

Non è credibile. Non è accettabile.

Serve un fortissimo segno di discontinuità, forte almeno quanto lo spostamento della capitale a Göteborg. In galera Massimo Carminati fa il gradasso, come chi sa che molto presto sarà –di nuovo- un uomo libero, soprattutto libero di continuare a fare business: la sua forza di ricatto deve essere immane.

Ci vuole una prova di forza come mai prima d’ora. Diversamente, altro che titoli spazzatura. Sarà l’Italia a essere spazzatura, anche quel poco tessuto sano si infetterà, e il mio, il nostro Paese morirà.

p.s. In giro per Milano, sui mezzi pubblici, per strada, nei bar, non si parla d’altro. Stavolta il colpo è grande, forse paragonabile a Tangentopoli. La gente sembra colpita soprattutto dal traffico di migranti, e dice “Ecco a che cosa serviva Mare Nostrum”. Tanti dicono: “Non voteremo mai più”. Ribadisco: il segnale deve essere fortissimo.

economics, italia, lavoro, Politica Dicembre 5, 2014

Censis, Italia: la paura mangia l’anima. E chiama il fascismo

L’ultimo rapporto Censis fotografa un Paese divorato dall’incertezza e dalla paura.

Una-cento-mille Tor Sapienza, dove la disperazione spinge i poveri a prendersela con gli ancora-più-poveri: la coesione sociale, la nostra capacità di accoglienza e integrazione sono preziose risorse in via di esaurimento. Gli immigrati semmai sono carne umana con cui la criminalità può fare soldi, come in Libia: ce l’hanno spiegato nelle intercettazioni del “cupolone”, “rendono più della droga”.

Povertà e paura della povertà sono la chiave: più del 60 per cento ritiene che gli possa capitare di finirci, con picchi del 67 per cento tra gli operai. Il dato della natalità continua significativamente a decrescere: il Paese, già il più vecchio d’Europa, lo diventa sempre più. Quanto ai giovani, capitale umano «inutilizzato» e «dissipato», 2,4 milioni tra quelli che vivono soli ricevono un aiuto economico dai propri genitori… un flusso di risorse pari a oltre 5 miliardi di euro annui», altrimenti non ce la farebbero.

Tra disoccupati e inattivi, sono quasi 8 milioni i cittadini “non utilizzati”. Il Sud è l’epicentro della crisi: il tasso di occupazione dei 25-34enni oscilla tra il 34,2 per cento di Napoli e il 79,3 di Bologna, a Bari solo 2,8 bambini su 100 vanni al nido contro i 36,7 di Bologna, il 25 per cento delle scuole medie la banda larga non sa nemmeno cos’è (contro il 5 per cento europeo medio).

Eccetera.

La paura mangia l’anima, chiama risposte immediate, sommarie, adrenaliniche, fight or flight, lotta o fuggi. Non dà il tempo per riflettere, analizzare, concepire strategie. E’ il “negro” che mi porta via il lavoro, anche se non va così, è l’immigrato che stupra le “nostre” donne, e hai voglia a esibire statistiche in cui si vede che le violenze sono una cosa di famiglia: non c’è più tempo per queste “cazzate”, è venuto il momento di agire.

Quando la pazienza, la temperanza, la resilienza, la capacità di assorbire i colpi, di mediare, di accomodare e di arrangiarsi degli italiani vengono meno, noi “brava gente” diventiamo cattiva, cattivissima gente, e gli ultimi saranno i primi. A lasciarci le penne. Poi toccherà ai penultimi, e via via, a salire.

Ci sono tutti gli ingredienti per la replica di una Storia che abbiamo già visto: paura, rabbia, povertà, disuguaglianza, corruzione, ruberie, privilegi, inefficacia di una politica asserragliata nei centri storici. La destra vola in Europa e sbatte trucemente le ali anche da noi.

Attente e attenti, c’è il fascismo appena dietro l’angolo. Non è il momento per distrarsi.

Fai la cosa giusta.

 

AMARE GLI ALTRI, Donne e Uomini, Femminismo, questione maschile, Senza categoria Dicembre 3, 2014

Noi e loro: le donne dell’Islam, Isis, Allah. Conversazione con Luisa Muraro

Aïcha El Hajjami

Il numero di dicembre del periodico Via Dogana (l’ultimo, almeno per ora), edito dalla Libreria delle Donne di Milano, pubblicherà un articolo dal titolo “A proposito del sedicente Stato islamico (o Isis)” a firma di Aïcha El Hajjami.

Marocchina, Aïcha El Hajjami ha insegnato giurisprudenza a Fès e Marrakech, è ricercatrice e studiosa dell’Islam e si occupa in particolare dello studio e dell’applicazione del nuovo diritto di famiglia e della posizione giuridica e politica delle donne nell’Islam. È anche consulente per vari organismi nazionali e internazionali. È nota per aver tenuto una lezione al re del Marocco Mohamed VI durante il Ramadan del 2004 (vedi VD 75, Il re e la maestra).

L’intervento di Aïcha mi offre lo spunto per una (lunga) conversazione con la filosofa Luisa Muraro, che con lei è in relazione politica da anni, sui temi affrontati nell’articolo: Isis, Occidente, condizione delle donne. Partiamo dall’inumanità e dalla ferocia dei jihadisti, che secondo Aïcha sono “il prodotto di un’accumulazione storica di ignoranza e di frustrazioni… conseguenze di una lunga serie di aggressioni e umiliazioni subite dal mondo arabomusulmano fin dai tempi della colonizzazione; del sostegno occidentale ai regimi corrotti e tirannici nella nostra area (Saddam Hussein, Gheddafi, fintanto che servivano i loro interessi!); della rapina delle ricchezze di questi paesi da parte delle multinazionali;del perdurare dell’occupazione israeliana e del massacro della popolazione palestinese; della guerra in Afghanistan, di quella in Iraq, di quella in Libia… Senza dimenticare che l’islamismo radicale è anche una creatura degli Stati Uniti ai tempi della guerra fredda contro l’ex-URSS: Bin Laden era stato armato da loro”.

La chiave, dunque, per Aïcha è l’umiliazione. Analisi sulla quale si può facilmente concordare. Ma la diagnosi non costituisce una terapia: che cosa si deve fare per fermare Isis e le sofferenze che provoca?

“Il lavoro di Aïcha è provare a contenere e impedire il contagio del fanatismo tra i giovani maschi del mondo arabo musulmano, sia tra quelli che vivono in quei paesi sia tra i figli di immigrati nei nostri paesi. Lei lotta insieme a molte altre donne e uomini perché valga un’interpretazione più giusta dell’Islam e delle parole del profeta Maometto, contro la lettura  fanatica e la rabbia vendicativa, peraltro già esplicitamente condannate da svariate autorità religiose”.

E con quali mezzi fa questo lavoro? Ci sono altre donne impegnate a farlo?

“Il 12-14 novembre ho preso parte a un convegno internazionale a Rabat al quale state erano invitate donne delle tre grandi religioni monoteiste, e anche, come nel mio caso, donne che portavano un contributo filosofico. L’Islam è l’ultima delle tre grandi religioni, e ha raccolto molto del messaggio sia del Vecchio sia del Nuovo Testamento. Per fare un esempio: riconosce Maria di Nazareth come profeta. Maometto non è che l’ultimo di una serie di profeti che comincia con Mosè, e in questa serie c’è anche Maria”.

Che per noi non è una profeta…

“Nella Chiesa delle origini la figura di Maria era tenuta in grande conto. C’è lei a pregare con gli apostoli, quando arriva lo Spirito Santo. E’ lei a capo di questa assemblea di uomini spaventati”.

Che cosa hai visto a Rabat a testimonianza dell’impegno antifondamentalista?

“Ho visto molte donne ben presenti nel vivo delle società di religione islamica: maestre, professoresse, teologhe, consigliere di entità politiche e religiose. Sono anche predicatrici: Aïcha, che è sunnita, è titolata a predicare nelle moschee, in più c’è il suo lavoro di consigliera. Altre invece sono teoriche pure, impegnate a dimostrare come lo spirito dell’Islam sia gravemente tradito dai guerrieri jihadisti. Secondo loro è un lavoro efficace, sia nei loro sia nei nostri paesi. D’altro canto le minoranze musulmane d’Occidente si sono spesso pronunciate contro Isis, benché anche da noi vi siano giovani malconsigliati che si uniscono al jihad”.

Colpisce che sia il medesimo libro, il Corano, a fondare sia il femminismo islamico che le atrocità di Isis. Si parte dalla stessa fonte, con esiti tanto diversi.

“E’ successo anche da noi. Nella civiltà europea premoderna, imbevuta di fervore cristiano, la fede è stata fonte di atti eroici, di grande devozione, della cura degli infermi in nome di Gesù… Ma nello stesso nome di Gesù altri andavano in giro a sgozzare il prossimo. Ho letto la bellissima lettera degli Ulema Sauditi al “califfo” Al-Baghdadi: gli dicono che sta sbagliando, e testo alla mano gli mostrano dove. Gli dicono: tu metti la spada allo stesso posto della misericordia, ma il Profeta ha sempre detto che la spada si usa limitatamente a certe situazioni, mentre la misericordia di Dio è assoluta, e trionfa, è scritta sul suo trono. Tu e i tuoi seguaci, gli scrivono, siete una ferita terribile per l’Islam, per i popoli musulmani e per l’umanità intera. Sul numero di via Dogana che ospita l’intervento di Aïcha è riportata la parola del Profeta, che spiega: Jihad piccolo è usare il coraggio e la spada, quello grande è tenere a bada i propri impulsi e istinti“.

Si può parlare di un movimento delle donne nei paesi islamici? Abbiamo menzionato personalità femminili eminenti, che fanno un grande lavoro: ma c’è qualcosa che somigli a un movimento delle donne come noi lo conosciamo?

“Ci sono paesi più vicini al nostro modo di concepire la politica, come la Tunisia: lì c’è una base di movimento femminista, con associazioni e gruppi, ispirato al femminismo francese. Ma c’è anche un femminismo che vuole salvaguardare e custodire i valori religiosi, un femminismo che passa attraverso la parola. Aïcha appartiene a questo tipo di femminismo. Io l’ho conosciuta a Parigi, lei ha spiegato la strada che stava intraprendendo con altre e ci sono state critiche di femministe marocchine che avevano una formazione laica, e che chiedevano la separazione tra Stato e Chiesa, tra religione e politica. Io invece mi sono convinta della bontà degli argomenti di Aïcha”.

Quel legame tra la libertà femminile e Dio, tu come lo pensi? Come un limite di quel femminismo o come una risorsa? Te lo chiedo in particolare per il fatto che hai dedicato gran parte del tuo lavoro degli ultimi anni al pensiero delle mistiche.

“La borghesia occidentale ha voluto la separazione non solo tra Stato e Chiesa, separazione che è benefica, ma anche tra religione e la politica. E’ un’operazione finta. Di tutto si può fare politica, anche della fede. E la borghesia ce ne ha dato più volte dimostrazione. Queste realtà che riguardano gli esseri umani non sono separabili. Sono anche sicura che una religione meno costruita della nostra, in cui c’entra molto il potere degli uomini e il prestigio del sesso maschile, una religione più libera, più fluida, come quella che si vive nella tradizione mistica, per le donne sia la possibilità straordinaria  di dialogo interiore con l’Assoluto, con il divino, con l’Amore. Quelle che io ho incontrato ne hanno guadagnato forza per sé”.

Che cosa sta sfuggendo di essenziale nella percezione comune, quando parliamo di Islam? E in particolare quando parliamo delle donne di quei paesi, di cui in questo momento non sentiamo la voce?

“Ci sfugge  la dimensione spirituale. Il senso della giustizia, della pietà, della misericordia. La puntura dell’interiorità, che non va intesa come la intendiamo noi. Si tratta di una dimensione interiore costantemente curata insieme al comportamento esteriore. Noi vediamo una interpretazione molto maschile dell’Islam, ma l’Islam non è quello. Nell’Islam c’è anche una cultura di separazione fra i due sessi. Noi la intendiamo solo come segregazione femminile. Ma in una società dove gli spazi sono più grandi dei nostri piccoli appartamenti, le donne hanno grandi spazi per vivere tra loro, e per vivere bene, con agio, una vita civile. Il nostro immaginario è deformato perché l’immigrazione mette queste donne e questi uomini in situazioni pesanti, difficili da sopportare, e quindi questo agio femminile qui non lo vediamo. Però non si può negare che nelle campagne povere l’Islam sia una forma di patriarcato, com’è stato il Cristianesimo nelle nostre campagne povere fino a non molti decenni fa, quando gli uomini comandavano totalmente sulle donne, e questo veniva rivestito di Cristianesimo”.

Aisha scrive: “Abbiamo bisogno di un pensiero critico sul nostro patrimonio religioso e culturale, così come sulle sfide che ci vengono dalle ricadute della modernità e dalla globalizzazione. Dobbiamo occuparci di risolvere la problematica del rapporto tra religione e politica, la problematica dei diritti umani e soprattutto dei diritti delle donne. Bisognerebbe anche agire sugli aspetti economici dello sviluppo e aver cura di assicurare una suddivisione equa delle risorse nazionali. Il jihâd di cui abbiamo bisogno è quella del pensiero. Ha un nome nella nostra cultura: l’ijtihâd”. Non dovremmo, a tuo parere, contribuire da occidentali a questa lettura critica? Dire esplicitamente, per esempio, che per una donna e per la sua libertà quella cultura è meno ospitale della nostra?

“No, non sarebbe giusto. Le differenze culturali sono così profonde che rendono incommensurabili le situazioni. Il nostro compito è far conoscere la nostra cultura e la nostra civiltà senza complessi, ma anche conoscere meglio, più profondamente e dare più ascolto alla loro civiltà”.

E quali sono le occasioni di ascolto, qui in Occidente?

“Ormai nelle periferie è possibile intrecciare relazioni reali con questa gente. Nella scuola dei miei nipotini ci sono brave maestre che stanno facendo un grande lavoro di integrazione rispettosa. Davanti a scuola vedi madri di bambine e bambini italiani e stranieri. In attesa della campanella ascoltavo i discorsi, e devo dire che talvolta le cose andavano bene, talvolta no. Molte madri milanesi erano esposte all’influsso di discorsi xenofobi, ripetevano luoghi comuni, magari anche con argomenti non infondati: bisogna sapere ascoltare le popolazioni delle periferie che sono messe in difficoltà da questa immigrazione povera. Il problema è questa povertà. L’Islam che queste mamme milanesi vedono è povertà e difficoltà”.

Ma se non ammettiamo l’inevitabilità di un quid di xenofobia, rischiamo che siano i razzisti e gli xenofobi veri a dare parole estreme a questi sentimenti di disagio…

“Sono d’accordo. Occorre generosità sia nei riguardi degli immigrati sia nei riguardi di quelli che fanno fatica in questa convivenza. Prima avevano una vita tradizionale in cui i loro modi di pensare e di essere erano pacifici e universali, e all’improvviso si trovano davanti a presenze che li mettono in discussione. In più c’è il problema della lingua, del capirsi. Le maestre fanno grande opera di civiltà. Non fanno prediche a nessuno, mostrano affetto per i bambini degli immigrati e quindi sono amati dalle loro madri e dai loro padri, e poi hanno buoni rapporti con le madri locali, fanno feste a fine anno dove tutti contribuiscono con il loro cibo. Questo lo fanno anche tante associazioni, le parrocchie, sempre all’insegna del buon esempio e senza fare prediche. Bisogna essere severi con chi per tirare su voti semina odio: con questi no, non si deve essere indulgenti”.

Al di là di queste relazioni quotidiane, con queste donne si può costruire un legame più propriamente “politico”?  Un lavoro di coordinamento, di riflessione comune?

“Io ci riesco solo a livello di scambio colto con studiose di quei paesi. Ma il livello “politico” come lo intendiamo noi, che con la Rivoluzione Francese, e via via con i partiti di sinistra, con il movimento operaio e così via, ci siamo abituati a un agire che coinvolge anche i ceti medi, anche le persone meno attrezzate e più semplici, in altre situazioni non esiste. Per esempio sono stata in Africa, nel Burkina Faso, e ho provato a spiegare alle donne di lì questa forma di agire politico, ma non sono riuscita a fare loro capire che cos’è. Loro concepiscono provvedimenti calati dall’alto che aiutino i poveri. L’idea dei movimenti, della mobilitazione sfugge”.

Recentemente a Padova c’è stato il caso di alcuni profughi che hanno rifiutato di essere visitati da mediche, e l’Asl ha dovuto richiamare tre medici maschi pensionati per accontentarli.

“Dicevamo prima che loro sono abituati a una forte separazione tra i sessi. Vedersi toccare intimamente da una persona dell’altro sesso contravviene a un forte pudore che è anche maschile. Anche a Rabat c’erano uomini, partecipanti al convegno o servizio d’ordine o camerieri. Loro evitavano il contatto fisico in ogni modo. Quella Asl ha fatto molto bene, è stato un atto diplomatico e di grande civiltà”.

Tu non vedi il rischio di assecondare sentimenti misogini?

“Le emozioni che una persona ci mette dentro possono essere le più varie. Ma le interpretazioni –è misoginia, è disprezzo eccetera- ci portano già nel terreno scivoloso della mancanza di rispetto per l’altro”.

Ma dopo questo primo impatto in cui vengono dimostrati rispetto e pazienza, non si può cercare di spiegare: qui le cose vanno diversamente, dovete adeguarvi?

“Il tema è quanta capacità di adattamento abbiano questi immigrati. Io credo che la capacità sia diminuita dalla rabbia per quello che hanno vissuto nei loro paesi. Lì si è accumulato risentimento verso l’Occidente che li ha colonizzati, sopraffatti. Non è stato dato loro il tempo di recuperare il ritardo in cui sono finiti perché lo sappiamo com’è il capitalismo, che ha la terribile fretta del profitto. I cinesi si difendono bene e si adattano velocissimamente, e in fatto di capitalismo abbiamo solo da imparare da loro. I latinoamericani si inseriscono facilmente, favoriti dalla lingua e dalla comunanza di religione. Per i musulmani è più difficile. Sono popolazioni orgogliose e irrigidite nelle loro posizioni. In città meno grandi di Milano ho fatto esperienza di donne mussulmane ospitali e rilassate. Ricordo che anche tra gli emigrati italiani nella zona miniera del Belgio, che ho visitato da giovanissima, le donne davano prova di maggiore elasticità degli uomini, specialmente dei padri di famiglia”.