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TEMPI MODERNI

Donne e Uomini, questione maschile, TEMPI MODERNI settembre 13, 2017

Fecondazione assistita anche per le single, no all’utero in affitto: la Francia riconosce la differenza sessuale

La logica dispari riconosce asimmetria riproduttiva tra uomo e donna, al cuore della differenza sessuale. Sì alle tecnologie riproduttive per tutte le donne, anche single. No all’utero in affitto per tutti, anche per quegli uomini che vogliono cancellare la madre. Se un uomo vuole un figlio lo chieda a una donna, e non pretenda con i suoi soldi di farla scomparire.

Corpo-anima, diritti, TEMPI MODERNI maggio 31, 2016

Tutti pazzi per la famiglia

La famiglia era considerata un destino da sfuggire a ogni costo, una trappola borghese, tempio di ogni ipocrisia, un sepolcro imbiancato, un inferno a cui sottrarsi sperimentando forme diverse di aggregazione umana. Per Michel Foucault, tra i massimi ispiratori delle queer theory e lui stesso omosessuale, la famiglia è uno dei dispositivi dell’”internamento”. E questo è André Gide: “Famiglie, io vi odio! focolari chiusi; porte sprangate; possessi gelosi della felicità”. La critica dei focolari e dei ruoli familiari è stato uno dei fuochi del femminismo. Non è detto che si fosse nel giusto, ma tutto questo è evaporato come neve al sole. La famiglia è diventata il nuovo Graal.

diritti, esperienze, TEMPI MODERNI gennaio 25, 2016

Tutti pazzi per la famiglia

La piazza di Milano per il riconoscimento delle unioni civili

Ho partecipato alla manifestazione per il riconoscimento delle unioni civili. Piazza della Scala era strapiena e, per quanto conosco la mia città, quella di sabato era una piazza “vera”. Ma mentre stavo lì pigiata, al freddo e al gelo, non potevo non domandarmi che fine aveva fatto la feroce critica alla famiglia, definita addirittura “schizofrenogena”, ovvero generatrice di disagio mentale, da profeti dell’antipsichiatria come Ronald D. Laing  e David Cooper, che ha a lungo informato i comportamenti dalla generazione post baby-boomer, ovvero la mia.

La famiglia era considerata un destino da sfuggire a ogni costo, una trappola borghese, tempio di ogni ipocrisia, un sepolcro imbiancato, un inferno a cui sottrarsi sperimentando forme diverse di aggregazione umana. Per Michel Foucault, tra i massimi ispiratori delle queer theory e lui stesso omosessuale, la famiglia è uno dei dispositivi dell’”internamento”. E questo è André Gide: “Famiglie, io vi odio! focolari chiusi; porte sprangate; possessi gelosi della felicità”. La critica dei focolari e dei ruoli familiari è stato uno dei fuochi del femminismo. Eccetera.

Non è detto che si fosse nel giusto, ma tutto questo è evaporato come neve al sole. La famiglia è diventata il nuovo Graal. Non che sia più solida di un tempo, anzi: una famiglia su due è destinata a sfasciarsi. Ma tutti vogliono una famiglia, e in un certo senso le piazze Lgbt + supporter di sabato erano piuttosto stranianti: tocca proprio alla cultura Lgbt rilanciare l’antica istituzione?

Abbiamo rinunciato a ogni riserva critica sulla famiglia? e perché? Si tratta di una resa (forse l’unica vera alternativa che siamo riusciti a configurare, la solitudine, è un inferno ben peggiore)? Di un desiderio un po’ esteriore di normalità? E’ neoconformismo o c’è dell’altro? Forse vediamo la famiglia come l’ultima zattera di salvataggio tra i marosi della società liquida? Ed è giusto smobilitare senza riserve?

Non so: pensiamoci.

giovani, italia, lavoro, TEMPI MODERNI ottobre 21, 2015

La triste vita nelle aziende

Giovani e precari, fortunatissimi giovanotti/e che in un modo o nell’altro lavorano, e non è roba per tutti, in-attesa-di-rinnovo-di-contratto  ammazzandosi di fatica, mandare comunque in giro curriculum perché non si sa come va a finire, mai alzare la cresta, mai rivendicare un diritto anche se ce l’hai in contratto, manca un mese alla scadenza, mancano 15 giorni, a te ti hanno detto qualcosa? (tra me e te spero che salvino te, scusa, sono costretto a pensare questo, amico), sempre sissignore, pedalare anche con la febbre, odio soprattutto per quei maledetti vecchi, 40 o 50 anni ormai fuori dal mondo, con capiscono un ca…o, non imparano più un c…o, e perché non se ne vanno? supergarantiti e non rendono niente e possono permettersi tutto, finché non vanno a casa loro per noi non c’è speranza, ma adesso si sente dire di una legge –l’ho sentito alla tv- una legge che possono licenziare anche i vecchi, possono lasciarli a casa come noi, cioè anche a loro gli tolgono l’articolo 18, è questione di mesi, l’ha detto il governo, gli daranno un po’ di pensione, non so, basta che si levino dalle palle, non ce la faccio più a farmi un mazzo così e loro sempre in malattia, sempre una scusa, e la maternità e una palla e l’altra, e noi qua ogni 6 mesi-un anno a tremare perché non sai mai come va a finire, e una volta mi sono girate e ho risposto male al capo e lui non mi ha parlato per una settimana e io non ci dormivo la notte, sono fregato, pensavo, e invece ‘sti vecchi di m…a che hanno tutti i diritti, ma che muoiano, ma che vadano ai giardinetti col cagnolino, che se ero io a poter andare a casa sparavo i mortaretti, perché questa è vita? ditemi se è vita, ogni mattina venire qua e la sera uscire con le ossa rotte, che se vai in bagno una volta di più ti guardano male, tu messo così, quei due amici e quelle due amiche che lavorano come te, stanchi morti che ce la fai a malapena a farti una birra, e gli altri e le altre messi e messe invece molto peggio, perché la birra gliela devi pagare tu (la disoccupazione giovanile in Italia è al 40,7 per cento, con tendenza a crescere, ndr).

La triste vita nelle aziende.

bambini, Corpo-anima, diritti, TEMPI MODERNI marzo 30, 2015

The Body affitta un body per avere un figlio a 51 anni

La ex-stra-top Elle Macpherson (The Body), 51 anni, vorrebbe un terzo figlio. Per via naturale, com’è ovvio, non ce la farebbe mai, perciò avrebbe deciso per una madre surrogata. The Body affitterebbe un altro body in cui fare impiantare i suoi ovuli (congelati anni fa) fecondati con il seme del terzo  marito Jeffrey Soffer, anche lui già ampiamente padre insieme ad altre donne.

Di figli, volendo, ce ne sarebbero già abbastanza. Ma Elle e Jeffrey ne vorrebbero uno tutto loro, e avrebbero già individuato l’utero, quello di una donna di trent’anni. Non so come escano certe notizie: forse è un modo per avere i riflettori, o forse il close-insider è la candidata-utero che vuole arrotondare e ha spifferato tutto alla rivista Woman’s Day, che ha diffuso la notizia.

Per i paladini e le paladine delle “libertà” femminili –sempre pronte-i  a difendere in il diritto di ciascuna di vendere o affittare il proprio corpo, con particolare riferimento agli annessi sessuali: perché i diritti sono inviolabili, mentre vagina, utero etc sono violabilissimi– dico che se The Body maiuscolo e the body minuscolo trovano un accordo, e se la legge lo consente (in Italia no), si potrebbe anche dire che sono affari loro.E dico anche che mi piacerebbe vederli sostenere, con uguale accanimento, il diritto di avere figli entro la scadenza biologica, contro tutto e contro tutti (le aziende che non ti assumono o ti licenziano, le banche che non ti danno il mutuo casa, etc.).

Quanto a me penso che una coppia di cinquantenni già plurigenitori, in buona salute e pieni di soldi dovrebbero ringraziare Dio ogni giorno, fare del bene per condividere la propria buona sorte, e magari baloccarsi con il pensiero di un bambino tutto loro, e poi guardarsi negli occhi e dirsi: “Ma no, lasciamo stare…” e aspettare e sperare nei bambini dei propri figli.

E a quella ragazza così bisognosa, al punto di affrontare gravidanze per conto terzi, offrire il proprio aiuto senza pretendere niente in cambio.

Non metterebbero al mondo un bambino, ma ho la sensazione che darebbero alla luce qualcosa di più grande: un’umanità più adulta, capace di accettare il limite.