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silvio berlusconi

AMARE GLI ALTRI, lavoro, Politica Gennaio 15, 2011

UN PEZZO, UN CULO

Gianmaria Volonté, La classe operaia va in paradiso

La vittoria dei sì al referendum a Mirafiori (54 per cento) non è una sorpresa. Eppure lo è, per com’è avvenuta. Ci si aspettava una valanga di sì, sotto il segno del terrore. E invece abbiamo assistito a una vittoria di misura, per la quale a quanto pare il voto degli impiegati è stato decisivo. Almeno la metà dei blue collar, questo è certo, qualunque cosa si pensi del piano Marchionne, ha scelto di rischiare il lavoro in cambio della dignità e di una qualità decorosa della propria vita, anche alla catena. Per un lavoro che restasse umano, che salvasse quel poco di relazioni, che non annullasse, in cambio di un salario, buona parte dei diritti politici.

“Se vincono i sì, che vita è?”, ho sentito dire a una giovane operaia e mamma. Dieci ore di turno durissimo senza interruzioni, e un’ora e mezza per andare e tornare, neanche il respiro di quei 10 minuti, tutti in coda in bagno o alla macchinetta del caffè. Hanno vinto i sì, ma hanno vinto soprattutto il coraggio e la dignità. E proprio mentre ci tocca leggere con ripugnanza delle indegnità e della viltà del potere, di bambine sacrificate a una lussuria luciferina che non ammette limiti, dello smarrimento assoluto della coscienza di ciò che è bene, la lezione che ci arriva da Mirafiori è insieme amara e confortante. Un pezzo, un culo, come diceva Volonté. Un plus di umanità, a compensare lo spettacolo tragico di quel meno, di quel niente, di quella cosa putrida che un uomo può diventare, di quel morto che può essere fin da vivo.

La classe operaia va in paradiso, altri sono già all’inferno.

Politica Dicembre 15, 2010

THE DAY AFTER

Due immagini, ieri.

Discorso di Silvio Berlusconi alla Camera:”… Oggi non è in gioco la persona del presidente del Consiglio...”. Fischi, boati. Berlusconi sorride. Poi francamente ride. Si “pinza” le labbra, come a dire: non fatemi parlare.

La seconda: quel bacio a Casini. L’ho percepito come un segno di sprezzo nei riguardi delle istituzioni e delle sue regole. Come a dire: e dai, non fare così, vedrai che ci sistemiamo Al momento Casini dice no. Al momento.

Due pensieri, stamattina:

i soldi possono davvero tutto, ma tutto-tutto. Hanno il potere diabolico di fermare ciò che deve andare avanti, di far sembrare vero ciò che è falso, di distrarci dalle cose che contano, di farci marcire. Non per sempre, ma molto a lungo. Anche qui a Milano, i soldi potranno moltissimo. Non dimentichiamolo.

Secondo pensiero: oggi mi sento molto più insicura di ieri. Berlusconi è oggettivamente più debole, sotto la spada di Damocle del voto della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento, e questo aumenta il pericolo. Lo scenario è confuso e inquietante, la cornice di Roma a ferro e fuoco rende bene. Molti si compiacciono parlando di “fase caimano“. Non penso a questo. Penso ai due scenarielezioni anticipate, in un clima infernale, con un’opposizione debolissima, berlusconizzata e senza idee. Il paese spaccato, la crisi economica; o maggioranza “esteticamente” allargata, l’ingovernabilità sostanziale, altri due anni di paralisi, il paese allo sbando, unica crescita: il debito pubblico. possibili:

Penso questo, e prego lo Spirito Santo di venire a ispirarci. Che ci dia la saggezza necessaria. Stavolta ci lasceremmo la pelle.

Donne e Uomini, economics, Politica, WOMENOMICS Novembre 26, 2010

FASE RICOSTITUENTE


Non è chiaro se Luca Cordero di Montezemolo assumerà responsabilità politiche dirette oppure no. Si dovrà attendere che cada il governo. Non si sa quanto Milano avrà a che vedere con una sua eventuale discesa in campo. Ma una cosa l’ha detta forte e chiara: oggi non ci si può più sottrarre a una responsabilità politica. E questa cosa, io credo, vale per tutti, ciascuno nel suo proprio contesto.

La fine del quasi-ventennio berlusconiano si presenta come un grandioso disordine, spaventoso ma anche entusiasmante. E dà occasione a tutti di partecipare all’inevitabile rinnovamento. Comprese le donne, io dico, anzi, soprattutto le donne, che devono liberarsi da ogni timidezza e da ogni forma di automoderazione per entrare nella partita e contribuire ai processi di decisione. Un inevitabile rebound, dopo una fase horribilis, in cui politicamente abbiamo contato meno che nella fase costituente. Ci sono tutte le condizioni per essere protagoniste per la fase “ricostituente”, womenomics compresa.

Oggi il più grave tra i peccati, e questo per vale per uomini e donne, è l’ignavia.

P.S. Silvio ha tentato il battutone anche con Susanna Camusso. Le ha detto “Più cattiva di Rosy Bindi non riuscirà a essere”. Di nuovo i suoi fantasmi di castrazione, di fronte a una donna che va avanti sulle sue gambe, senza bisogno di scopriròe. Stia bene attento: per come conosco Susanna, quella lo fa blu.

i costituenti

Donne e Uomini, Politica Novembre 21, 2010

FILUMENA CARFAGNA

Insieme all’ammissibilità del preservativo (in certe condizioni: Benedetto XVI) le dimissioni da tutto della Ministra Mara Carfagna sono la notizia del giorno.

Lasciamo perdere se a Natale, dopo aver votato la fiducia al governo, lealtà in extremis al suo Capo, entrerà a far parte delle truppe finiane, ed eventualmente si candiderà a sindaca di Napoli.

Lasciamo perdere questa politica, che è ben poca cosa rispetto alla politicità del percorso di questa donna bellissima, dai calendari allo scranno di Ministra, dal corpo morbido da soubrette di fila a una magrezza allampanata e sospetta, sempre reclusa in tenute monacali. I capelli tagliati punitivamente. Lo sguardo, da vellutato che era, sbarrato e allucinato, come in uno spavento infinito.

La ragazza è faticosamente cresciuta. Ha lottato. Ha preso sul serio il suo incarico. Ha fatto molto contro la violenza alle donne e contro l’omofobia. Si è ben assestata in se stessa. Ha voluto e vuole essere protagonista delle sue scelte.

Lasciamo perdere i dossier eventualmente pronti nei cassetti delle macchine sparafango, l’orrendo Giornale di Feltri e Sallusti (quello stesso che sta fallendo nella sua ripugnante iniziativa Una firma contro Saviano, respinta da gran parte degli stessi fedelissimi lettori, vero autogol) che fascisticamente la chiama “la battistrada”.

Mara non ha più nulla da temere: il peggio che di lei si poteva dire è già stato detto. I cecchini hanno ben poco da sparare. Il male è alle spalle. Una fierezza da donna del sud che fa pensare a Filumena.

La politica le piace, e con ogni probabilità continuerà a farla. Pronta a scommettere che vedremo il suo corpo tornare ad ammorbidirsi, lo sguardo a illanguidirsi. Dopo la tesi e l’antitesi, la sintesi della maturità e della fiducia. Può finalmente tornare a essere una donna (con i capelli lunghi, il seno, la sensualità nello sguardo e tutto il resto)

Lesson number one: la fiducia è la strada maestra, via le lenti scure del pregiudizio, che impediscono di vedere.

Lesson number two: le donne fanno male alla salute del premier. Veronica, Patrizia, Noemi, Ruby, e ora Mara. Quello che si chiamerebbe un vero Karma.

Politica Novembre 11, 2010

VADO E TORNO

“Berlusconi potrebbe lasciare se ha la garanzia di un reincarico”, dice Bossi.

Non vuole rischiare, mentre sale al Colle, che qualcuno gli occupi la cadrega.

Il problema è lui, ma vuole risolverlo lui.

Pazzesco. Ma si rendono conto di quello che dicono?

AMARE GLI ALTRI, Corpo-anima, Politica Ottobre 31, 2010

LETTERA A UN VECCHIO DI NOME SILVIO

Signor Presidente del Consiglio,

sono abbastanza vecchia da non poter più aspirare a essere selezionata per i suoi party a Villa San Martino, ma anche abbastanza giovane da poter essere sua figlia (per bontà divina non lo sono). Quelle ragazze sono mie figlie, e lei è il loro nonno. Lei dice di aver diritto a godersi la vita, ma anche quelle ragazze hanno diritto a godersela. Se sua figlia o sua nipote, per godersi la vita, per trovare un posto nel mondo, o per legittima per quanto malriposta ambizione, dovessero danzare e spogliarsi per un vecchio quale lei è, o perfino accomodarsi tra le sue braccia, lei di sicuro ne soffrirebbe molto. Che queste ragazze siano minorenni o maggiorenni è un fatto che riguarda la legge. Ma anche se avessero  25 anni, rimarrebbe aperta una seria questione di coscienza.

Signor Presidente del Consiglio, attualmente lei gode ancora del consenso della maggioranza degli italiani, ma questo non la dispensa dalla più elementare legge morale, che è quella di non fare del male a chi è indifeso, e di non approfittare di chi si trova in una situazione di bisogno. Se quelle ragazze vengono ai suoi party, Presidente, non è perché la trovino attraente, ma solo perché sperano di ricavarne qualche vantaggio. Per qualunque donna giovane e feconda, non si faccia illusioni, il contatto con un uomo vecchio è ripugnante. Senza eccezioni. Lei compreso. Questo può essere molto doloroso per un uomo che provi ancora il desiderio di una donna, contravveleno alla paura della morte che si avvicina. A quanto ci viene raccontato da molta letteratura, da vecchi il desiderio può essere ancora lancinante, e perfino disperato. Ma vi è la possibilità che il dispositivo della coscienza sia più forte, che il desiderio venga sublimato, che l’istinto di proteggere chi è più piccolo, come quelle quasi-bambine, abbia la meglio. Su questa possibilità e su questa speranza basiamo grande parte del patto umano.

Ci sono anche i ragazzi, non solo le ragazze, a cui da molti anni, praticamente da quando sono al mondo, lei offre un modello di relazione tra uomini e donne basato sullo scambio sesso-potere-denaro. I suoi figli e i suoi nipoti, che la osservano, e si sentono certamente mortificati dal suo lassismo.

Signor Presidente, molti osservatori concordano sul fatto che il tempo del suo premierato è in scadenza, che siamo agli ultimi giorni di Pompei, e si sa che un impero alla sua fine esprime quasi sempre un collaterale degrado morale. Ma senza voler parlare di politica, stando all’essenziale della sua e anche della mia umanità, l’auspicio, Presidente Berlusconi, è che in uscita lei accetti i limiti e le responsabilità connessi alla sua età veneranda, che trovi la forza morale per esprimere qualche ravvedimento, per restituire in extremis alle giovani generazioni quello che, insieme a ben altro -la possibilità di un lavoro, di una casa, di una vita- è stato loro tolto: la fiducia nell’amore vero, costruito nel rispetto e nella dignità, e nella possibilità di costruire insieme, uomini e donne, quel poco di serenità in cui ci viene dato di sperare nella vita. Si lasci aiutare a farlo, se da solo non ci riesce.

Detto come da una figlia a un padre in gravi difficoltà, e provando una profonda compassione, per lei e per tutti.

(foto ansa)

Donne e Uomini, Politica, TEMPI MODERNI Ottobre 29, 2010

ULTIMI BUNGA BUNGA

Semplicemente mi domando: essendo che questa storia dei Bunga Bunga nel Sultanato d’Italia farà il giro del mondo -la rete è letteralmente impazzita, non si parla d’altro- è possibile intraprendere una class action di popolo per danni morali e d’immagine?

Ma sì, godiamoci spensierati questa pochade da fine Impero.

Donne e Uomini, Politica, tv Ottobre 5, 2010

LEI NON HA PAURA

Io Rosy Bindi la vedo bella. Ha un volto chiaro, che negli anni si è addolcito, illuminato di intelligenza, lampi arguti e ironici negli occhi, lo sguardo diritto di chi è signora delle circostanze. Le battute camionistiche sul suo appeal non raccontano di lei, ma della miseria e della paura e del camionismo di chi le fa. Credo che il nostro premier abbia paura di Rosy Bindi perché la sua libertà non dipende dagli uomini.

La “bruttezza” di Rosy non sta nei suoi tratti, ma nel fatto di non chiedere agli uomini, di mostrare il suo non-bisogno di loro, di non cercare in alcun modo di compiacerli e di ingraziarseli. E questo indebolisce un uomo, in particolare un uomo che viceversa sulla seduzione basa la gran parte dei suoi traffici umani, professionali e anche “politici”, chiamiamoli così. Al punto da non poter sopportare il proprio decadimento fisico, e di umiliare se stesso con accorgimenti estetici da avanspettacolo. Il premier non sopporta Rosy Bindi -o meglio, ne è attratto, come da un gorgo irresistibile– perché è una donna che minaccia la sua virilità, che eccita i suoi fantasmi di castrazione, che titilla il suo fondo masochistico e passivo.

A me piace Rosy Bindi perché se ne strasbatte e anzi espone anche di più la sua faccia serena in tv. Perché questo dà una lezione a tutte, ed è una lezione politica. Perché esorcizza la nostra paura di essere rifiutate per una ruga, un’occhiaia, un chilo in più, un seno non svettante. Perché adotta una postura magistrale. Perché non si lascia indebolire, e anzi è empowering, dà forza. Perché non permette a nessuno di dettarle tempi e canoni. Perché è intoccata dall’umiliazione.

E’ quello che dico sempre alle amiche tentate dal vittimismo e dalla recriminazione contro chi ci umilia e ci offende, a cominciare dal nostro premier, dalle sue tv e dal suo partito: è un problema del sex offender, non nostro. L’ignominia a cui assistiamo parla della sua mediocrità, della sua debolezza, della sua malattia, non di noi.

Impariamo da Rosy.

Politica Settembre 6, 2010

BANDIERE ROSSE E CRAVATTA ROSA

Ed eccoci qua, con un bipolarismo Nord-Sud pronto a sostituire quello Destra-Sinistra. Con i movimenti pre-elettorali delle truppe. Con la Sinistra che esulta per una Destra finalmente “nel solco delle grandi famiglie conservatrici europee”. E si commuove per Fini “che ha capito ed è cambiato” come mi ha detto una mia amica ieri -anche se a fare le vituperate leggi ad personam veramente c’era pure lui- passando dalla droga dell’antiberlusconismo al metadone del finismo.

Mi domando se questa commozione sia lecita e sensata, se questo spasimare il nuovo non conduca il popolo di sinistra all’errore di vederlo dove oggettivamente non può esserci: nella destra di Gianfranco Fini, pur galantuomo e ravveduto, figlioccio di Almirante, Prima Repubblica.

Donne e Uomini Luglio 20, 2010

BAVOSITA’

L’ha rifatto. Ieri, alle studentesse dell’università di Novedrate, Silvio Berlusconi ha detto: ”Mi accusano sempre di circondarmi di belle ragazze senza cervello. Ecco invece qui delle belle ragazze che si sono laureate con il massimo dei voti e che non assomigliano certo a Rosy Bindi”. Nell’ottobre 2009, intervenendo telefonicamente a Porta a Porta, il presidente del Consiglio si rivolse alla Bindi dicendo: ”Ravviso che lei e’ sempre piu’ bella che intelligente”. ”Mi limito con tristezza a prendere atto che tra i tanti segnali della fine dell’impero c’e’ anche questa ormai logora ripetitività delle sue volgarità”, ha commentato Bindi. E Alessandra Mussolini, spiritosissima: ”La nomina sempre. Forse Berlusconi si e’ innamorato. Stanno diventando una mezza coppia”.

Io non ci trovo niente di divertente. Anche l’aplomb della Bindi non mi soddisfa. “Preso troppo Viagra, vecchietto bavoso?“: meglio una cosina così. Seguita da una padellata in testa, la prima volta che lo incontra.