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silvio berlusconi

Donne e Uomini, Politica Gennaio 31, 2011

ROSY NOW!

Ecco, per esempio: se invece di scendere in piazza per dire che le donne hanno una dignità si scendesse per dire che questo paese ha già una premier bell’e pronta, ed è Rosy Bindi, forse sarebbe meglio. Ecco a che cosa può davvero servire la manifestazione indetta per il 13 febbraio. Non solo a dire quello che deve finire, ma anche a indicare quello che deve cominciare. Non solo a gridare quello che non si vuole più, ma anche ad affermare quello che d’ora in poi pretendiamo. Se si dicesse, alla destra ma anche alla sinistra: non solo non farete più di noi merce di scambio, oggetto della VOSTRA INDEGNITA’ SESSUALE, ma non ci impedirete più di decidere, anzi di governare, questo sì che sarebbe un progetto, questo sì che sarebbe protagonismo politico.

Troppo comodo elogiarci per la protesta, mentre loro decidono (ed è per questo che non sono andata in piazza Scala, a difendere “la mia dignità”). Io, voi, noi, dobbiamo poter decidere.

Per le ragioni che più volte ho spiegato, Rosy Bindi è la candidata naturale -indicata paradossalmente da lui stesso e dai suoi lazzi difensivi- alla successione a Silvio Berlusconi. Una più agli antipodi di lui non c’è. Gode della fiducia e della stima di moltissime donne e uomini del centrosinistra, ma anche del centrodestra. Avrebbe il consenso dei cattolici. Arginerebbe l’effetto Vendola. Entusiasmerebbe molti giovani. E’ l’alternativa vivente, e bell’e pronta.

In questo blog l’abbiamo invitata a scendere in campo (e lei ha gentilmente partecipato alla discussione) http://blog.leiweb.it/marinaterragni/2010/10/05/lei-non-ha-paura/.

Abbiamo invitato il segretario Bersani a saper vedere il tesoro che ha in casa. http://blog.leiweb.it/marinaterragni/2010/12/06/caro-segretario-bersani/

Ora che perfino il nascente polo di centro, nella persona di Italo Bocchino, indica in una speaker-portavoce-leader-candidata premier la vera alternativa per il suo schieramento, è arrivato il momento di rompere gli indugi.

Vogliamo Rosy premier. Adesso. Subito. Usiamo la manifestazione del 13 per questo progetto politico.

Donne e Uomini, lavoro, Politica Gennaio 28, 2011

PROSTITUTA??? PREGO, ESCORT

Ieri sera ad Annozero, c’è anche Nadia Macrì. Come si sa, la giovane donna ha rivelato di essere stata pagata dal premier per svariati rapporti sessuali. Qualcuno, sia pure con garbo, e sempre chiamandola “signora”, allude al fatto che è una prostituta. Sul megascreen lei sobbalza, sinceramente indignata. L’interlocutore corregge: “… scusi, escort”.

E’ interessante questa differenza,  perché pur sempre di prostituzione -sesso in cambio di denaro- si tratta. Ma la ragazza la sentiva profondamente, intimamente, convintamente. Provo a decodificarla.

La prostituta è una sfigata, la escort una vincente. La prostituta in genere ha un pappone, la escort un agente. Se fai la prostituta fai quello e basta, il lavoro di escort invece può abbinarsi a qualcos’altro: ospitate in discoteca, incursioni in tv ecc., Quella di prostituta è una condizione perenne, uno stigma che non ti leverai mai, quella di escort è una variazione nello showbitz, un passaggio, una cosa temporanea, poi puoi “farti una famiglia, avere dei bambini” o piazzarti molto bene in carriera, in tv, o anche in politica. Nessuno augurerebbe alla propria figlia di fare la prostituta, ma un giro da escort si può fare: la mamma di Macrì dice che le dà “un po’ fastidio”, ma niente di più. E poi, certo, la prostituta va con tutti, la escort è solo per ricchi e famosi.

Continuate voi…

nadia macrì

Donne e Uomini, Politica, TEMPI MODERNI Gennaio 27, 2011

DEAD MAN WALKING (politicamente, s'intende)

Non è strano che gli uomini si aspettino da noi donne una presa di parola forte su una questione che è maschile? Ovvero la loro sessualità estenuata e violenta, l’intrico sesso-soldi-potere –di cui talune approfittano-, l’incapacità di fare a meno del dominio delle donne, come di un esoscheletro che li tiene in piedi. C’è oggi una “questione maschile”, altro che “questione femminile”, che coincide almeno in parte con quella che Benedetto XVI ha definito “perversione del rapporto tra i sessi” a causa degli uomini. Sono gli uomini a dovere affrontare la loro questione, a doversi fare qualche domanda nel profondo del cuore. Lo dice perfino Famiglia Cristiana: “Dovrebbero essere gli uomini a organizzare manifestazioni contro la pubblica umiliazione delle donne, il mercimonio del corpo di giovani ragazze, dovrebbero essere i maschi per primi a ribellarsi a questa nausea e disgusto”. Una manifestazione è anche troppo: basterebbe un pensiero pubblico e condiviso su se stessi.

Non è per caso -e anzi, si potrebbe perfino leggere come un disegno provvidenziale- che la bellezza femminile, la vera bellezza dell’essere donna che è soprattutto nel suo genio e nella sua sapienza, tenuta fuori dalla porta, cacciata con violenza dallo spazio pubblico della polis, si ripresenti dalla finestra corrotta e mercificata: quel perverso ritorno del rimosso che sono le prostitute nelle nostre istituzioni rappresentative. E’ la maschera estrema della donna totalmente a disposizione, che rinuncia alla sua autorità e alla potenza materna per diventare figlia compiacente, disponibile nella testa e nel corpo. In un paese misogino com’è il nostro la crisi non poteva che passare di qui, dal corpo femminile, epicentro peraltro di molta parte della storia recente e oggetto-simbolo del civilization clash. E del resto il nostro paese, per la sua posizione geografica e culturale, non è forse ponte tra le due civiltà?

Le fantasie sessuali del premier,  a cui ci tocca assistere malgrado noi –lui si lamenta di essere invaso nel suo privato, in realtà è il suo privato che ha invaso lo spazio pubblico, amplificato dalle sue tv- alludono sempre masochisticamente a una donna punitiva: infermiere, dottoresse, poliziotte dotate di un potere al quale rinunciano docilmente, nude sotto i camici e le divise, soggiogate da lui, piegate dalla sua forza, dal suo fascino, dal suo potere. Ogni volta la messa in scena è la stessa: lui che ha la meglio sulla forza femminile: una scena-madre, in un duplice senso. E’ la forza femminile, la sua nemica assoluta. Il suo terrore.

L’uscita di qui non può essere dunque che il protagonismo politico femminile. Riportarci come donne dalla posizione di figlie sottomesse a quella di madri autorevoli. L’irruzione massiccia delle donne, con la loro differenza, nei luoghi di governo del Paese, obiettivo da perseguire con ogni mezzo e senza perdere altro tempo.

E’ un momento di grandi opportunità.

media, Politica Gennaio 27, 2011

DOMANDE

Singin' Berlusconi

Ieri mi ha contattato una gentile collega del Periódico de Catalunya, Barcelona. “Para este domingo” mi scrive “estamos haciendo un reportaje sobre la situación real de las mujeres en Italia”. Mi scrive anche: “Queremos hacer un texto sobre cómo vive y qué lecturas hace el movimiento feminista italiano de esta falocracia decadente y de esta invasión del espacio público de la “sexualidad depredadora y en serie”: vorremmo realizzare un servizio su come è vissuta e su che lettura dà il femminismo italiano di questa fallocrazia decadente e di questa invasione dello spazio pubblico della sessualità predatoria e seriale. Ed ecco le domande -ve le riporto già tradotte- che danno un’idea precisa di come siamo visti fuori dai confini nazionali, per chi ancora non lo sapesse. E poi dagli spagnoli -pardon, dai catalani- che in genere all’Italia vogliono piuttosto bene.

1) Il femminismo italiano come sta rispondendo alla situazione politica e giudiziaria che il paese sta attraversando? Il caso Ruby è sintomatico della situazione delle donne in Italia o della decadenza della politica maschile?

2) In questi giorni la stampa non fa che parlare della discriminazione patita dalle donne italiane, e dei passi indietro nello spazio pubblico (lavoro, politica, tv) nell’era Berlusconi. Sei d’accordo con queste analisi? Come si manifesta la libertà femminile in Italia?

3) Come si deve leggere il fenomeno delle veline e delle madri che consegnano le figlie a Berlusconi? Sono fatti episodici, o sintomi di qualcosa di più grande?

4) Che cosa dicono di tutto questo le donne politiche?

5) Come mai gli italiani sostengono con il voto questa fallocrazia, questa caricatura di leader populista che è Berlusconi?

6) Qual è l’alternativa proposta dall’opposizione?

7) L’agonia del berlusconismo sta permettendo a un’altra politica di prendere piede?

Le mie risposte contano molto meno. Intensa umiliazione. Neanche una class action per danni morali e materiali ormai basta più. Vorrei darmi fuoco davanti al Duomo, così magari sblocchiamo la situazione.

Donne e Uomini, Politica Gennaio 26, 2011

UN VECCHIO E BASTA

Lui dice che la ragazza è brava, si è pagata gli studi, è di madrelingua inglese, svolge un prezioso lavoro alla Regione, etc.


Lei dice di lui: “E un pezzo di m..”. Così, secondo quanto riferisce chi ha letto le nuove carte inviate alla Giunta per le autorizzazioni dalla Procura di Milano, si sarebbe espressa Nicole Minetti in una intercettazione in cui si dice molto arrabbiata con il Premier. “Se vuole vedermi mi chiama lui, ma se vado ci vado con gli avvocati” avrebbe ancora detto, intercettata, la consigliera regionale.In particolare il colloquio della Minetti avviene con Clotilde Strada: “non me ne fotte un c… se lui è il presidente del Consiglio o, cioé, è un vecchio e basta. A me non me ne frega niente, non mi faccio prendere per il c… Si sta comportando da pezzo di m.. pur di salvare il suo c… flaccido”.

Altre intercettazioni segnalano lo sconforto di altre ragazze finite nell’affare Ruby: “mi ha rovinato la vita. E’ un vecchio..” si leggerebbe nelle carte. Tra le altre ci sono anche le lamentele di Barbara Fagioli che direbbe: “so che mi stanno ascoltando ma queste cose le dico lo stesso..”.”A lui gli fa comodo mettere te e me in Parlamento perché dice ‘bene me le sono levate dai c…i, lo stipendio lo paga lo Stato'”. E’ questo uno dei colloqui intercettati l’8 gennaio scorso dalla Procura di Milano tra Nicole Minetti e Barbara Faggioli, le ragazze al centro dell’inchiesta sul caso Ruby. Nella stessa conversazione, secondo chi ha letto gli atti trasmessi dai Pm di Milano alla Giunta per le Autorizzazioni, la Minetti si lamenta anche della raccolta delle firme che sarebbe cominciata contro di lei per “scacciarla via” presumibilmente dalla Regione Lombardia. (notizia Ansa).

Un vecchio e basta. Nel caso si fosse illuso. Si illudono sempre. Credono di essere irresistibili. Anche a 80 anni. Mica è l’unico. Compassione per loro.

Politica Gennaio 22, 2011

HABEMUS JULIUM

Silvio Berlusconi ha preso una gran brutta botta dal Vaticano -e non è ancora finita…- e nemmeno Gianni Letta riesce più a trovare le necessarie mediazioni. Il premier deve aver accusato il duro colpo, tant’è che ieri non si è fatto vedere ai funerali di Luca Sanna, l’alpino ucciso in Afghanistan. e non si è prodotto in alcun acting out significativo.

Parallelamente salgono molto le quotazioni di Giulio Tremonti, che papa Ratzinger chiama “il professor Tremonti”, non nascondendo il suo apprezzamento e la sua stima. Forse allude a questo Umberto Bossi quando consiglia a Berlusconi di “riposarsi un po’, che ci pensiamo noi”?

Intanto il professor Tremonti è stato parte attiva alla presentazione di un libro che raccoglie un discorso sull’economia di Enrico Berliguer, “La via dell’austerità”, insieme alla figlia Bianca, a Emanuele Macaluso, Nicola Zingaretti, Bobo Craxi, Gianni De Michelis. Ha elogiato la lungimiranza del grande leader comunista e ha citato il celebre discorso di Pasolini sulla scomparsa delle lucciole. Qualcuno ha intravisto nella circostanza prove di governissimo.

Giulio Tremonti perciò apprezzato a destra e a manca, gradito al Vaticano, e sempre più in alto nei sondaggi sulla popolarità. Tutto sta a convincere Silvio Berlusconi ad “andare a riposarsi”. Non un po’, ma definitivamente. Magari ad Antigua.

Forse dandogli le necessarie garanzie… Forse garantendogli un’uscita “onorevole”…

Donne e Uomini, Politica, TEMPI MODERNI Gennaio 21, 2011

AIUTARE LE SFRATTATE DI VIA OLGETTINA

Le 14 ragazze che abitano nel residence Olgettina hanno ricevuto stamattina una lettera dall’amministratore del condominio con la quale vengono invitate ad andarsene entro otto giorni. Una di loro, Marysthelle, racconta che nella lettera è spiegato che la decisione è stata presa per le lamentele degli altri inquilini. L’amministratore ha chiesto alle inquiline di andarsene, perchè in qualche modo la loro presenza danneggerebbe l’immagine di decoro dello stabile.

«Non è giusto, anche noi siamo delle vittime. Io avevo anche tolto il mio nome dal citofono perchè mi insultavano giorno e notte – dice Marysthelle – Io ho già telefonato al mio avvocato e gli ho detto di occuparsene. Non credo che sia giusto nè legale un’imposizione del genere.  «L’appartamento è intestato a me – ha detto ancora Marysthelle – ci abito con la mia bambina, non so proprio dove dovrei andare adesso e dove potrei portare lei».

Vomito.

Uno smaltimento di rifiuti speciali e pericolosi,  come osserva un lettore. Assolutamente ripugnante. Via le ragazze di Via Olgettina, via Nicole Minetti, diamole in pasto alle belve, e lasciamo il Drago al suo posto.

Le ragazze di via Olgettina dovrebbero chiedere aiuto alle altre donne. Dovrebbero stringersi a loro, contro il sultano onnipotente. Noi le difenderemo. Noi impediremo quello sfratto. Si facciano vive con noi.

Condividete.

Corpo-anima, Politica, TEMPI MODERNI Gennaio 20, 2011

GOTICO ITALIANO

Detto così, a latere, il paradosso è questo: che oggi il centrosinistra si trova nelle condizioni di dover sostenere la morigeratezza sessuale, e il centrodestra, o almeno una sua parte cospicua, a difendere le ragioni della sfrenatezza e del godimento senza limiti. Storicamente le cose sono sempre andate in un altro modo, anche se il moralismo sessuale dei conservatori -vedi “Signore e signori” e altro- spesso è stato solo un’imbiancatura del sepolcro.

Il rischio è che da questa brutta storia del Rubygate la sinistra esca mutata nel suo Dna. E soprattutto che a questa fase “scostumata” ne succeda per contrappasso una tristemente bigotta, in cui ogni sensualità, bellezza e joie de vivre saranno guardate con sospetto.

Donne e Uomini, Politica Gennaio 19, 2011

PUBBLICO E PRIVATO

Mettiamo il caso che la minore Ruby Rubacuori non sia andata a letto con il premier Berlusconi. Mettiamo il caso, anche se è difficile crederlo, che lui non le abbia mai neanche pizzicato quel magnifico sedere.

Mettiamo il caso, insomma, che non sia stato commesso alcun reato: è su un’ipotesi di reato –anzi, due: ci sarabbe anche la concussione- che la magistratura si è mossa. Deve trattarsi di un reato, e non di un comportamento privato, per quanto esagerato, imbarazzante, bulimico, addicted, e anche preoccupante, visto che a certe maniacalità potrebbero accompagnarsene altre, non auspicabili in un capo di governo.

Nel caso non si accertasse alcun reato, nessun dubbio: la magistratura dovrebbe farsi i fatti suoi. Ci manca che un giudice pretenda di amministrare le mucose di chicchessia, prescrivendo come, quando, quanto e con chi (sempre che il “chi” sia maggiorenne e consenziente, e il “dove” un luogo privato).

Quanto al privato, appunto: noi femministe l’abbiamo sempre detto, che è politico. Qui è confermato ad abundantiam. Troppa grazia. Con Berlusconi la confusione tra i piani, privato e pubblico, interessi personali e del paese, casting e liste elettorali, tv e vita -il bunga-bunga come una specie di Drive-in esclusiva, una cochonata tutta per sè- ha raggiunto livelli senza precedenti.

Se il privato del premier viene violato dallo sguardo pubblico, è vero anche il contrario: che dal suo privato lo spazio pubblico è stato invaso. Il suo immaginario lo ha colonizzato, amplificato a dismisura dalle tv, il suo io ipertrofico vi si è insediato, la sua propensione a un perenne festante godimento lo ha infiltrato. E, non per essere prosaici, le sue igieniste dentali e svariate belle gnocche vi si sono adeguatamente piazzate, accomodate in posti di rilievo nelle istituzioni rappresentative, a spese di tutti.

Che poi il pubblico pretenda di farsi i fatti suoi, be’, è il minimo contrappasso. E che magari una parte di esso auspichi addirittura che si dia una calmata, e che adotti un comportamento più sobrio, più consono al ruolo e all’età, non può essere ritenuto pretesa insensata, anche senza stare a scomodare l’etica pubblica e la Costituzione.

Politica Gennaio 18, 2011

SI TENGA CONTO DEL FATTO

Si tenga conto del fatto che -gli alleati politici non saprei, quello è un altro conto, lì le logiche sono ben diverse…- il popolo berlusconiano non molla Berlusconi. Che pensa che sì, ha questi vizietti, è un po’ maiale, e anche un po’ coglione, e si è fatto fregare dalla minorenne marocchina Ruby, lei non gli ha detto la verità sulla sua età, si fa coglionare da tutti, anche da Mora e Fede, altro che amici… Ma chi lo ha votato con ogni probabilità sta ancora dalla sua parte.

Chi non lo ha votato, perciò, non dovrebbe essere completamente soddisfatto dalla sua probabile e imminente fine. Sarebbe stato molto meglio averlo battutto politicamente. Le questioni politiche restano lì, intatte, tutte da affrontare…

Tenersi pronti al terremoto.