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AMARE GLI ALTRI

AMARE GLI ALTRI, esperienze Novembre 12, 2009

STATE BENE

Se stamattina disperate, e vi lasciate prendere dallo sconforto, e pensate che niente cambierà mai, provate a ritrovare la fiducia con questo.

AMARE GLI ALTRI, Politica Novembre 9, 2009

S-CROCIATI

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Ragazze e ragazzi, qui non abbiamo dibattuto sulla faccenda del crocifisso nelle scuole, e della sentenza della Corte Europea: si deve riparare!

Io dico questo (l’ho detto anche a Radio 1 l’altra mattina): che mi piacerebbe che il crocifisso fosse levato dal muro dell’aula, e lì restasse un segno della sua ex-presenza, come quando si toglie un quadro dal muro e rimane la sua impronta. Un’ombra, un fantasma inquietante, a significare tutti i nostri dubbi.

E dico anche questo: che la croce, da simbolo religioso, è diventato l’epicentro della cultura occidentale, luogo in cui Dio si è fatto uomo (e quindi anche l’uomo può farsi Dio). Togliere questo significa contribuire allo sfaldamento di una comunità, e quanto più si è comunità tanto più si è in grado di accogliere e integrare. Lo dico per esperienza diretta.

E dico anche questo, appreso personalmente da due donne dell’Islam, Ayaan Hirsi Ali e Irshad Manji: nulla di più della resa culturale eccita i fondamentalisti, ogni segno di debolezza fomenta l’attacco e invita alla sopraffazione. Tu mostrati fragile e loro ti disprezzeranno e ne approfitteranno. In questo modo non si fa bene nemmeno all’Islam moderato, che con la croce sa convivere in pace.

Ora dite la vostra, che ho detto la mia.

AMARE GLI ALTRI, Politica Settembre 21, 2009

PACE SUBITO

Massimi onori militari ai 6 militari italiani uccisi a Kabul: il grido “Folgore!”, il coreografico passaggio delle Frecce tricolori sopra la cattedrale di San Paolo a Roma. E’ giusto: questi erano i loro valori.

Durante le esequie religiose, al momento dello scambio rituale di un segno di pace, un uomo anziano sale sull’altare e con voce rotta grida “Pace subito!”. E’ giusto anche questo. Ma per la gran parte dei telecronisti queste due parole che parlano immediatamente d’amore, parole del Cristo vivente, suonano come una bestemmia. Bestemmio anch’io: pace subito. Parola del Signore.

E bestemmio anche di più, cristianamente penso anche alla settima vittima, il kamikaze caduto nella sua scellerata missione, e prego per lui.

AMARE GLI ALTRI, Libri Settembre 14, 2009

TRE TEDESCHI

Tema libero: analizzate e commentate questa frase di Philip Roth (da “il professore di desiderio”):

“Il singolo tedesco non è cattivo. Ma mettete tre tedeschi insieme in una stanza, e addio mondo“.

AMARE GLI ALTRI, scuola Luglio 29, 2009

PROF, MI PASSI LA CADREGA

La signora onorevole Paola Goisis, deputata della Lega veneta ed ex professoressa, ha una faccia da casalinga perbene, con i capelli rossi un po’ a pagoda. Ha avuto un’ideona, che ha proposto in commissione Cultura della Camera, dove si sta discutendo di riforma della scuola. Che i professori siano sottoposti a un «test dal quale emerga la loro conoscenza della storia, delle tradizioni e del dialetto della regione in cui intendono insegnare». Conoscenza, questa sì, meritoria, altro che alla selezione basata sui titoli di studio. Alla presidente della commissione, Valentina Aprea (Pdl), dev’essere venuto un colpo, tant’è che ha sconvocato il comitato ristretto, investendo della questione la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. La Lega però si è opposta, e la riforma si è bloccata.

Intanto l’idea non è dell’onorevole Goisis, ma di Aldo Giovanni e Giacomo, che nella gag -qui sopra- cercano di smascherare il terrone chiedendogli che cos’è la cadrega. E poi vedo che l’onorevole Goisis è nata a Livorno, quindi è quasi terrona: la prova di veneto, per candidarsi su al Nord e ottenere un cadreghino giù al Sud, gliel’avranno fatta fare?


AMARE GLI ALTRI, Politica Luglio 28, 2009

ENTRARE NEL MERITO

La fine dei finanziamenti a pioggia delle università è un’ottima cosa. Non si può pretendere che i ragazzi diano il loro meglio a scuola e che i meritevoli siano premiati se gli stessi criteri non vengono applicati anche fra gli insegnanti. Ricordo al Liceo Parini di Milano una professora assenteista e inetta, e il preside che allargava le braccia: non ci si poteva fare nulla, quel posto era garantito a vita.

Il criterio del merito non può essere assoluto, e va temperato con principi solidaristici. La scuola non può essere solo agonistica, dev’essere anche un luogo di socializzazione, in cui si sperimenta la gratuità del sapere. Ma i meritevoli non possono più essere penalizzati.

E’ lecito domandarsi per quale ragione la sinistra abbia sempre difeso la scuola degli inetti e la pubblica amministrazione dei burocrati e degli assenteisti. Perché su questo fronte abbia predicato tanto bene e razzolato malissimo. E’ lecito rispondersi: perché quelli sono preziosi bacini elettorali. E’ lecito immalinconirsi, per questo.

AMARE GLI ALTRI, Corpo-anima, Senza categoria, TEMPI MODERNI Luglio 27, 2009

INSETTI CLANDESTINI

“Insetti clandestini? Ferma l’invasione!”: che cosa ve ne pare? E’ il claim di un manifesto pubblicitario dell’insetticida Sandokan. Stupendo, no? Qualcuno ha reagito. Per esempio l’Assessora Nadia Conti, comune di Campi Bisenzio (Firenze). Che all’azienda ha scritto così:

Gent.ma Direzione, stamani sollecitata da alcuni cittadini della città di Campi Bisenzio, ho visto la vostra pubblicità sugli insetticidi che penso siano di vostra produzione. Ritengo sinceramente che essa contenga degli slogan che non aiutano la convivenza. Per quanto possa conoscere degli insetti, se non ritenerli semplicemente fastidiosi, non credo che essi siano dei clandestini, forse viaggiano nascosti da un continente all’altro nei nostri bagagli o forse affrontano lunghe ore di viaggio per venire nel nostro bel paese sperando di trovare alimenti migliori. Ma credo che abbiano il diritto e la libertà di volare, viaggiare, riprodursi e che non vi sia al mondo una legge che richiede la loro identificazione o permessi. Che io sappia inoltre non esistono centri dove identificarli nè tanto meno credo che voi abbiate la possibilità di espellerli anche se asserite che potreste fermane l’invasione. Per cui ritengo non appropriato utilizzare questo aggettivo dispregiativo degli insetti anche perchè, come voi sicuramente sapete esso è utilizzato per gli esseri umani e fermarne l’invasione ricorda la venuta dei normanni, la sconfitta di Pirro, l’arrivo dei Turchi, la presa della Bastiglia e via via a seconda del paese in cui si nasce e poco si adatta a una campagna pubblicitaria che vuole aiutarci ad allontanare solo dei fastidiosi insetti. Questo ovviamente quello che penso e spero che anche voi possiate ripensare al vostro messaggio commmerciale. Grazie per l’attenzione, cordiali saluti.

L’azienda risponde in questo modo:

In merito alla ns. ultima campagna pubblicitaria desideriamo chiarire le ns. posizioni:

* Il termine clandestino significa “fatto di nascosto o contro il divieto di qualche autorità” . Non ha in alcun modo accezione negativa e tanto meno razzista: i movimenti partigiani e la stessa Resistenza erano sistemi di lotta clandestina all’oppressione nazi-fascista.
* Proprio per il suo significato, il termine clandestino è perfettamente adeguato per descrivere tutti quegli animali indesiderati si annidano nelle abitazioni e nei giardini. Tanto è vero che il termine clandestino è stato impiegato in diverse autorevoli pubblicazioni che trattano di Zoologia Applicata e Entomologia Urbana. Per Sua conoscenza: Marco Di Domenico, 2008 Clandestini. Animali e piante senza permesso di soggiorno Bollati Editore 208 pag.GIORGIO CELLI sulla formica Argentina ed altre ancora che potrà trovare facilmente in internet.
* Nel nostro messaggio pubblicitario sono inserite numerose immagini identificative di zanzare, blatte, formiche acari e altri animali indesiderati che fugano ogni eventuale fazioso dubbio interpretativo.
* Si sta giudicando l’operato del Nostro Staff e della Nostra Azienda che ha sani principi che tutti i nostri Clienti ci riconoscono e che ha il merito di aver offerto al mercato innovazione e soluzioni a basso impatto ambientale ma allo stesso tempo molto efficaci per insetti e altri animali “clandestini”.
* Tornando ai clandestini, non troviamo nessun nesso tra la parola clandestini e l’allusione razzista o xenofoba! Ognuno di noi anche se Italiano può facilmente diventare clandestino! Basterebbe recarsi in qualsiasi paese civile e restarci senza i necessari permessi o visti di soggiorno. Quindi razzisti contro chi? E per quale ragione?
* La nostra Azienda ha il piacere di contribuire per l’apertura di asili in Brasile ed in Madagascar senza adoperarli come strumenti pubblicitari, questo sì che sarebbe di cattivo gusto.
* Non gradiamo che si strumentalizzi nè Socialmente nè Politicamente in alcun modo la nostra campagna pubblicitaria che riteniamo chiara ed adeguata agli obiettivi di comunicazione.
* La nostra Azienda ha oltre 25 anni di storia e ha dato lavoro a tante meritevoli persone, sia Extracomunitari che Italiani.
* È necessario salvaguardare il principio che sancisce che la libertà del singolo termina ove inizia quella degli altri. Questo principio è valido anche per la libertà di espressione.

Il fatto è che oggi, nell’uso comune, il termine “clandestino” ha un significato quasi univoco, e indica la condizione dei sans papier. E spesso gli indesiderabili, per esempio gli ebrei, in momenti storici ancora molto vicini, sono stati definiti “insetti”. Una parola significa anche in relazione al contesto, e il contesto attuale è questo. La sensazione è che lo slogan abbia voluto accarezzare il pelo al contesto. Qualcuno propone di boicottare l’insetticida Sandokan. Vedete voi. Intanto stamattina, mentre compravo il pane nel mio paesello, un’angelica bambina mi ha detto che ieri in piazza c’erano gli zingari. E che loro bambini, doverosamente, gli hanno dato la caccia. Come a dei topi, o a degli scarafaggi, appunto. L’onda razzista minaccia costantemente di alzarsi, e la guardia va tenuta alta.

AMARE GLI ALTRI Luglio 21, 2009

VINCERO'

Cento milioni di euro a Superenalotto. Perfino per una non-giocatrice come me la cosa si fa interessante -sotto i cento milioni non considero nemmeno-. Non ho mai vinto nulla, se non una volta -che gioia quello scroscio di monete!- alla slot machine. Ma oggettivamente ho sempre giocato pochissimo, nemmeno il gratta e vinci del supermercato. Quando me li danno li regalo alla cassiera.

Cento milioni però sono cento milioni. Non giocherò comunque, ma fantastico sugli investimenti. A occhio ne terrei 10-15 al massimo. Gli altri 85-90 porterebbero solo disgrazie. A meno di convertirli subito in puro bene. Una mano a tutti gli amici e parenti che ne abbiano bisogno. E poi fare bene a chi fa del bene, in una moltiplicazione d’amore. Di più non si può sperare di comprare. Investimento più grande non c’è. Quello che conta è liberarsene prima possibile. Anche di quei dieci o quindici, voi dite? Ora ci penso, d’accordo. Ma accidenti, sono un essere umano…

AMARE GLI ALTRI, Politica Luglio 15, 2009

GRILLEIDE

Ok, d’accordo, non si può non parlarne. Ditemi che cosa ne pensate della mossa di Beppe Grillo. Io per il momento mi taccio. A voi la parola. Pronti? Via.

AMARE GLI ALTRI Luglio 9, 2009

LA LEGGE DEL CONDOMINIO

Mia mamma ha 82 anni, e sta per andare al mare. Come ogni anno, vorrebbe portare le piante che tiene sul balcone giù nel cortile del condominio, perché possano sopravvivere alla sua assenza. Quest’anno però il condominio non lo consente, e senza di lei le sue piante moriranno di sete. Stiamo cercando una soluzione dell’ultimo minuto, ma non sarà facile trovarla. Mia mamma non avrà più le sue piante. Tutto il condominio farà a meno delle sue piante. Ci saranno delle piante in meno nel palazzo, il che dovrebbe dispiacere a tutti i condomini. E invece a quanto pare non gli dispiace affatto. Anzi, la maggioranza dei condomini gioirà per la morte di quelle povere piante, visto che a maggioranza è stato approvato questo geniale punto di regolamento. Le piante sono molto preziose, in una città che soffoca come Milano. Non dovrebbe essere possibile a nessun condominio condannare a morte certa anche un solo geranio, o proibire a qualcuno di ricoverare la bicicletta negli spazi comuni. E’ una piccola storia da niente, ma anche lei dice quello che capita.