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AMARE GLI ALTRI

AMARE GLI ALTRI, Donne e Uomini, lavoro Febbraio 22, 2011

GUERRA ALLE MAMME

Una storia che mi arriva via FB. Somiglia di sicuro a quella di tante.

Ciao, sono mamma da poco più di un anno, avevo un buon lavoro, e con buono intendo che lo stipendio era pagato con precisione ogni mese, dal 2007. Nel 2008 mi hanno chiesto se conoscessi qualcuno interessato al lavoro ed io proposi una mia cara amica che avrebbe accettato solo se le fosse stato concesso un part time, avendo già un figlio. E così fu.

Con il passare degli anni la vita, quella vera fuori dall’ufficio, scorreva: mi sono sposata e l’anno scorso è nata la dolcissima Lavinia. A novembre rientro al lavoro, con le due ore di permesso per l’allattamento, e a gennaio iniziano i problemi: mi impongono di entrare più tardi due volte a settimana (usando le 2h di allatamento prima) per uscire alle 18:00 e viene chiesto alla mia collega di sacrificarsi e allungare i suoi 2 giorni di part time più lunghi dalle 4 alle 6. Nel frattempo, a dicembre, avevo chiesto anche io il part time una volta che Lavinia avesse compiuto un anno. La “capa” sembrava disponibile e ci ha proposto di continuare con questi turni per sempre, anche se il mio part time era comunque di 35 h a settimana contro le 25 della mia collega. Ma a me sarebbe andato bene.
Insomma, la “Capa” aveva un piano: era convinta che la mia collega non avrebbe mai accettato questo cambiamento definitivo ma non aveva calcolato fattori quale l’amicizia e la gratitudine. Quando la mia collega le ha comunicato la sua decisione a mio favore la capa si è ammutolita, e, due giorni prima il compimento del primo anno di Lavinia mi telefona e, candidamente, mi dice di aver cambiato idea e che dal lunedì successivo sarei dovuta tornare al mio orario originario 9,00-18,00.

Ora sono a casa in malattia di Lavinia, e non ho intenzione di tornare, ho bisogno di lavorare e ho mandato decine e decine di cv con la richiesta di un lavoro part time, ma la cosa ancora più assurda è che non posso neanche licenziarmi altrimenti non avrei diritto all’indennità di disoccupazione. Mi tocca tenere duro, io che dura non lo sono, per il mio bene e di mia figlia. Ho anche pensato che in fondo ce la potrei fare a sopportare nove ore al giorno di silenzio e tensione ma poi penso che ora c’è Lavinia… e quindi sono costretta a stare a casa senza più lo stipendio.
Questo è uno sfogo sicuramente comune a tante mamme ma è anche una denuncia di quanto una donna di 50 anni senza figli e ancora piacente possa essere crudele verso un’altra donna.

AMARE GLI ALTRI, Politica Febbraio 15, 2011

L'ORA DELLA RESPONSABILITA'

Questo è il tempo della responsabilità, e lo è per tutti. Per quelli che inneggiano alla soluzione giudiziaria, e per quelli che gridano alla persecuzione, a occhio e croce il 30 per cento del paese. Per chi è al governo e per chi sta all’opposizione. Per il premier, che dovrebbe attentamente considerare le possibili conseguenze della sua resistenza. Per il Presidente della Repubblica, chiamato a preservare il delicato equilibrio tra i poteri. Per ciascuno di noi, da qualunque parte stia, perché sappia tenere nella giusta considerazione le ragioni dell’altro e porsi in relazione dialettica con lui. Per chi ama la politica e intende continuare a fare politica, e non delegarla ai tribunali.

E’ il momento di abbassare i toni, di dare il massimo valore ai minimi gesti e ai più piccoli spostamenti, e di sentirsi tutti protagonisti di questo difficile pezzo di storia del nostro paese. Il gesto di ognuno significa qualcosa.

AMARE GLI ALTRI, Politica Febbraio 7, 2011

ANTIPATICI

Ne abbiamo parlato qui l’altro giorno, ma vale la pena di tornarci su, specie dopo il Palasharp e l’appello di Roberto Saviano a saper parlare all’Altro (l’altro-altro). Prima quello che diceva la mia adorata Etty Hillesum, di fronte, lei ragazza ebrea, dell’altro-altro-altro, l’aguzzino nazista:

“Dobbiamo respingere la barbarie che è dentro di noi, e non dobbiamo riempirci di odio, perché altrimenti il mondo non sarà in grado di spostarsi di un centimetro dal fango in cui si trova“.

Leggere e meditare Etty, dunque, il Diario e le Lettere (Adelphi).

E poi un libro uscito nel 2005, a cui la gente di sinistra dovrebbe dare o ridare un’occhiata: Perché siamo antipatici? La sinistra e il complesso dei migliori, di Luca Ricolfi (Longanesi). Tema a cui accennavamo qui l’altro giorno. Ma vediamo con Ricolfi, sociologo di sinistra, che descrive il razzismo etico o il sentimento di superiorità morale e antropologica  del popolo di sinistra, dai vertici alla base più engagée. Questi i mali da combattere:

1) L’abuso di schemi secondari, ovvero le scappatoie contro l’evidenza. Le “scuse”, insomma, con cui giustificare i fallimenti delle proprie ideologie dinanzi agli altri e a se stessi. A destra «non esiste e non è mai esistito nulla di paragonabile all’immenso sforzo della cultura marxista di occultare i fatti – povertà, lavori forzati, repressione del dissenso – e di edulcorare le evidenze storiche dissonanti, dall’Unione sovietica alla Cina e a Cuba». Ci stanno arrivando anche loro, però (aggiungo io).

2) La paura delle parole, ovvero la dittatura del politicamente corretto che ha tabuizzato  parole come cieco (non vedente), vecchio (anziano), donna di servizio (colf), eccetera. Questo allontana dal senso comune della gente, che invece Berlusconi, con il suo linguaggio diretto, sa interpretare benissimo.

3) Un linguaggio «legnoso, infarcito di formule astratte». Berlusconi usa le parole per spiegare concetti,  la sinistra usa le parole per nasconderli anzitutto a se stessa. Si tratta di tenere insieme tutti gli alleati della coalizione, e troppa chiarezza non aiuta.

4) Il complesso di superiorità etica. L’idea delle “le due Italie“: quella dei “giusti” contro l’Italia della barbarie. Veleno ancora in circolazione, l’altro giorno al Palasharp. L’idea di un elettorato, quello di centrodestra, che, «legge pochi quotidiani e pochissimi libri», pensa solo al calcio e al Grande Fratello.
Ecco, proviamo a ragionare un po’.
AMARE GLI ALTRI, esperienze, scuola Gennaio 29, 2011

W I PROF!

Ho visto una notizia, qualche settimana fa, che forse vi è sfuggita, e mi ha commosso: da un sondaggio SWG emerge che l’85 per cento degli insegnanti italiani è soddisfatto del mestiere che fa. Pur con tutti i guai: stipendi bassi, caduta verticale del prestigio sociale, inadeguatezza di strutture e mezzi. Eppure si dicono “orgogliosi”.

Orgoglio che conosco: ero poco più che una bambina e mi capitò una supplenza in un istituto tecnico maschile. Una ragazza sui 25 anni con trenta belve aggressive e testosteroniche. Be’ fu duretta. Ho ancora i sudori freddi. Ma dopo venti giorni di quell’andazzo–andavo in bagno a piangere, nei momenti più tosti, una furiosa battaglia di cancellini o una battutaccia sessuale- all’improvviso quella luce nello sguardo di alcuni, proprio fra i più riottosi. Come se improvvisamente, ascoltandomi, avessero intravisto altro. Altro rispetto alla violenza del nostro rapporto, alla miseria della loro condizione, alla turpitudine dell’ignoranza, al fatalismo sul loro futuro. La possibilità di uno scarto, di un colpo di reni che li avrebbe portati fuori di lì. Uno che mi disse, al congedo, con un’occhiata tenera e grata, dandomi una protettiva pacchetta sul braccio: “E allora grazie, prof. Bella lì, prof”, che in slang stava a dire tutta la sua approvazione. Gli avevo lasciato in dono un lumicino. Adesso stava a lui tenerlo vivo, alimentarlo nel fuoco che spero poi sia divampato.

Sì, capisco i guai degli insegnanti, ma invidio questo loro bellissimo orgoglio. E il privilegio che hanno: quello di stare a contatto con l’aurora, con lo statu nascenti, che è un po’ come essere sempre innamorati. E ripenso, oltre che alla mia amata e severissima maestra Elide Andreoni, alla professoressa Luciani, con quella sua cotonatura un po’ Fifties e quei modi garbati: le piacevo, per quanto casinista. Il suo: “Terragni… Mi meraviglio di te”, mi ri-baricentrava istantaneamente.

E poi al liceo: il prof Renato Fabietti, Storia e filosofia. Un partigiano, toscano sanguigno, strepitoso oratore. Mi fece amare Giordano Bruno come nessun altro. La mattina che arrivò la notizia della strage di piazza della Loggia abbandonò la cattedra, pallido come un morto. E il professor Salvatore Guglielmino, siciliano ombroso e malinconico, autore di una splendida Guida al Novecento. Li abbraccio tutti. Gratitudine!

AMARE GLI ALTRI, esperienze, Politica Gennaio 26, 2011

ASCOLTATE QUEST'UOMO

Riduzione del danno, e superiore diritto del minore: l’ho scritto e detto tante volte, sono i miei principi politici assoluti.Li ritrovo nell’emozionante discorso al Lingotto di Renato Soru, ex governatore della Sardegna. Impossibile non riconoscersi in quello che dice, che si sia del Pd o non del Pd, di destra o di sinistra. Ascoltate quest’uomo. Basterebbe, quello che dice, come programma per qualunque governo, governetto o governissimo.

AMARE GLI ALTRI, lavoro, Politica Gennaio 15, 2011

UN PEZZO, UN CULO

Gianmaria Volonté, La classe operaia va in paradiso

La vittoria dei sì al referendum a Mirafiori (54 per cento) non è una sorpresa. Eppure lo è, per com’è avvenuta. Ci si aspettava una valanga di sì, sotto il segno del terrore. E invece abbiamo assistito a una vittoria di misura, per la quale a quanto pare il voto degli impiegati è stato decisivo. Almeno la metà dei blue collar, questo è certo, qualunque cosa si pensi del piano Marchionne, ha scelto di rischiare il lavoro in cambio della dignità e di una qualità decorosa della propria vita, anche alla catena. Per un lavoro che restasse umano, che salvasse quel poco di relazioni, che non annullasse, in cambio di un salario, buona parte dei diritti politici.

“Se vincono i sì, che vita è?”, ho sentito dire a una giovane operaia e mamma. Dieci ore di turno durissimo senza interruzioni, e un’ora e mezza per andare e tornare, neanche il respiro di quei 10 minuti, tutti in coda in bagno o alla macchinetta del caffè. Hanno vinto i sì, ma hanno vinto soprattutto il coraggio e la dignità. E proprio mentre ci tocca leggere con ripugnanza delle indegnità e della viltà del potere, di bambine sacrificate a una lussuria luciferina che non ammette limiti, dello smarrimento assoluto della coscienza di ciò che è bene, la lezione che ci arriva da Mirafiori è insieme amara e confortante. Un pezzo, un culo, come diceva Volonté. Un plus di umanità, a compensare lo spettacolo tragico di quel meno, di quel niente, di quella cosa putrida che un uomo può diventare, di quel morto che può essere fin da vivo.

La classe operaia va in paradiso, altri sono già all’inferno.

AMARE GLI ALTRI, ANIMALI, esperienze Gennaio 2, 2011

PELO E PIUME

Il miglior augurio di buon anno l’ho avuto ieri a Napoli, in piazza San Domenico, in mezzo a tutto quello splendore barocco. Un signore che passeggiava con il suo cane, un grosso maremmano. E il grosso maremmano che passeggiava con la sua oca. In sequenza: uomo, seguito da cane, seguito da oca, che trotterellava un po’ affannata dietro al suo amico. Come se fosse la cosa più normale del mondo.

Non sapevo che cani e oche potessero diventare amici, la cosa mi ha reso incredibilmente felice: allora è possibile proprio tutto. Poi frugando su Google ho scoperto che Balto, il meticcio disneyano, aveva come amico l’oca Boris. Un precedente c’è.

Non so se il signore napoletano si sia ispirato a questo, o se si sia semplicemente affidato alla sua creatività. Sta di fatto che la brigata era davvero allegra, e l’oca molto devota. Probabilmente è stata presa cucciola, e invece di mangiarsela il maremmano l’ha adottata. Le oche, come ha dimostrato Konrad Lorenz, sono piuttosto propense a stabilire queste parentele intraspecifiche. Immagino che dormano insieme, e che le loro ciotole siano affiancate. L’amore non si fa fermare da nulla.

P.S.  se per caso qualcuno fra voi  conoscesse questo signore e i suoi due amici, mi darebbe un contatto?

AMARE GLI ALTRI, TEMPI MODERNI Dicembre 16, 2010

MILANO: APRIRE IL METRO' SUBITO!

Ho dormito molto male, stanotte. Mi giravo e mi rigiravo nel letto intirizzita. E pensavo a quei due senza fissa dimora che ho visto intorno a mezzanotte in corso Buenos Aires, mentre rientravo a casa, imbozzolati nelle loro coperte e buttati sul marciapiede, con il freddo pazzesco che fa. L’altra notte ai Giardini Pubblici è morta una donna, un’ucraina, probabilmente una badante rimasta senza lavoro e senza casa.

Non è tollerabile che nella mia città, e in tutte le città, possa esserci qualcuno che, mentre io e voi dormiamo nei nostri letti e stiamo caldi nelle nostre case, possa rischiare di morire assiderato, o anche solo patire all’addiaccio. Non riesco a sopportarlo.Teniamo al caldo anche i nostri animali e le nostre piante, non posso credere che non troviamo uno spazio protetto anche per i nostri fratelli e le nostre sorelle. E’ questo il freddo più intollerabile.

I City Angels dicono che spesso queste persone in difficoltà rifiutano di essere ospitate in strutture, specie quando si tratta di coppie che non vogliono essere separate: be’, non è poi così strano. Si tratta forse allora di individuare dei luoghi -per es., una fabbrica dismessa- di riscaldarli e di minimamente allestirli, dove le persone senza dimora possano liberamente trovare ricovero nelle notti più gelide dell’anno. Strutture aperte, in cui semplicemente offrire rifugio ed eventualmente una bevanda calda, niente di più.

Io spero, e prego perché le amministrazioni delle nostre città facciano qualcosa al più presto. Subito.

Orribile aggiornamento: dopo la signora ucraina, un altro morto per il freddo a Milano, un cittadino srilankese. La giunta Moratti sostiene di aver preso iniziative, ma è evidente che queste iniziative sono inefficaci!
Aprire i mezzanini del metrò, subito! L’emergenza è adesso! E intanto ispirarsi alle buone pratiche di comuni più virtuosi: come Parma, dove è stata ideata una struttura mobile per l’accoglienza notturna e anche diurna dei senza fissa dimora. Moduli prefabbricati, trasportabili e flessibili attrezzati con letti, materassi e coperte.

Ma i mezzanini vanno aperti subito! Non si può aspettare un solo minuto!

AMARE GLI ALTRI, Politica Novembre 23, 2010

MILANO=ADRO

Nei giorni scorsi  erano state montate a Milano Via Padova le luminarie natalizie con dei cuori e la scritta “Buone Feste” in molte lingue. Questa notte (questa notte!) sono state smontate dall’amministrazione comunale le scritte in lingue diverse dall’italiano.

“Milano non può diventare Adro – dichiarano i dichiarano i consiglieri comunali Pd Pierfrancesco Maran e Maurizio Baruffi – le feste sono un momento di unità e pensare che le scritte in lingua urtino la sensibilità di qualcuno è da cretini. Pensano di amministrare una grande città come Milano come se fosse un borgo di provincia.

Se il Comune non recede da questa stupidata rimettendo immediatamente le scritte che c’erano prima, sono certo che saranno i residenti della via ad intervenire in tutte le lingue del mondo per ricordare a tutti che le feste sono un momento di unione e di fratellanza”.

Non si può essere amministrati da gente così.

AMARE GLI ALTRI, Politica Novembre 19, 2010

GIU' LE MANI DAL 5 X 1000

Nel testo della nuova “legge per la stabilità” di prossima discussione e approvazione in Parlamento, si limiterebbero a 100 milioni di euro i fondi da destinare al 5 x 1000 per il 2011. Oltre non rispettare la volontà dei cittadini che liberamente decideranno di versare alle associazioni destinatarie la loro quota del 5 x 1.000 con la prossima dichiarazione dei redditi, si tratterebbe di una riduzione del 75 per cento rispetto all’importo destinato nell’anno precedente, che va aggiungersi ai tagli al bilancio della cooperazione internazionale italiana, ai contributi alle istituzioni internazionali che si occupano di aiuti ai paesi in via di sviluppo, a quelli per la ricerca scientifica, universitaria e sanitaria.

Questi tagli colpirebbero le organizzazioni del terzo settore, oggetto di apprezzamento in Italia e all’estero e dunque motivo di orgoglio.  Associazioni come Emergency, Libera, Gruppo Abele, Greenpeace, Coordinamento Italiano Network Internazionali (ActionAid, AMREF, Save the Children, Terre des hommes, VIS, World Vision e WWF), Medici Senza Frontiere, Amnesty International – Sezione Italiana, Mani Tese, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Sezione Provinciale di Milano, UNICEF Italia, Comunità Nuova, Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus, Centro Nazionale per il Volontariato, Albero della vita, Volontariato Oggi, Bambini Onlus, UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, Fondazione Serena Onlus, Intervita Onlus, Fratelli dell’Uomo, Fondazione Roberto Franceschi Onlus, Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson, Associazione Italiana Parkinsoniani, FIAGOP Onlus, Associazione Dianova Onlus, Associazione Risveglio Onlus, Lav, Parada Italia, Fondazione Operation Smile Italia Onlus, Fondazione Ivo de Carneri Onlus, Global Humanitaria Italia Onlus, ACRA, Seacoop Società Cooperativa Sociale Onlus, FIAB Onlus Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Più Vita Onlus, CAF Onlus, Associazione Amici di Brera e dei Musei Milanesi, CCS Italia, La Quercia Millenaria Onlus, Fund-raising.it, Scuole di Fund Raising di Roma, Insieme nelle Terre di Mezzo Onlus, Ai. Bi. Associazione Amici dei Bambini (prime firmatarie di una lettera appello alle nostre istituzioni rappresentative), che insieme a moltissime altre fanno la politica vera nel nostro paese.

Giù le mani dal 5 x 1000.