Browsing Category

TEMPI MODERNI

AMARE GLI ALTRI, esperienze, TEMPI MODERNI Agosto 18, 2011

"Adottare" i bambini di Lampedusa

La notte scorsa sono approdati a Lampedusa altri 312 profughi, tra cui 59 donne e 4 bambini.
Il numero degli immigrati supera ormai le 2.600 presenze. Intanto a Pantelleria è stato dato alle fiamme il centro che ospitava  un centinaio di immigrati, per protesta contro la scarsità di spazio e cibo. Molti centri di accoglienza italiani iniziano a dichiararsi saturi.

A Lampedusa ci sono anche 200 bambini non accompagnati, messi sui barconi dai loro genitori alla ricerca di un destino migliore del loro. La situazione di questi bambini è particolarmente penosa: soli, lontani dalle loro famiglie, ospiti di strutture giocoforza inadeguate.

Si dovrebbe poterli ospitare nelle nostre famiglie, in una sorta di affido temporaneo. Aiutarli a ricominciare a vivere in quello che sarà il loro nuovo paese. Qualcuno ci starà pensando?

Politica, TEMPI MODERNI Luglio 15, 2011

Dovendo scegliere, meglio i partiti

Oggi in prima pagina sul Corriere della Sera Dario Di Vico (“Tra i primi rompicapo di Pisapia c’è pure il Pd“) in qualche modo celebra l’autonomia del sindaco di Milano dal Partito Democratico, facendo riferimento alle sue scelte sul Pgt, il Piano di governo del Territorio, e in materia di Expo: “E’ chiaro che il copione lo scrive Pisapia” sostiene Di Vico “e il Pd non può farsi illusioni“. E menziona anche il dialogo aperto con l’ex-sindaca Letizia Moratti e con il governatore Formigoni.

Ora, si può pensare quello che si vuole, del Pd in particolare e dei partiti in generale. La polemica antipartitocratica ha tutte le sue ragioni. Ma stiamo già patendo molto per il fatto che da quasi vent’anni “il copione” per il Paese lo sta scrivendo un uomo solo che “ghe pensa lü”. Forse i partiti sono obsoleti e bisognerebbe inventarsi qualcos’altro, ma probabilmente il leader unico, per quanto stimabile e carismatico, è perfino più obsoleto (vedi Leadershit) e anche meno tranquillizzante.

Vi dirò che, dovendo scegliere, tra le due obsolescenze, tutto sommato preferisco la prima.

 

 

ambiente, Politica, TEMPI MODERNI Luglio 6, 2011

Un presidente competente

montemarcello, la spiaggia di punta corvo

Il mio bel monte smotta. E’ stato un inverno piovoso ed è franato un po’ dappertutto. Interrotta la bella strada che valica il promontorio del Caprione, qualche chilometro di spettacolari tornanti tra macchia e pinete. Alla spiaggia di punta Corvo, minacciata dai massi, luogo del cuore di generazioni di nativi e di turisti, non si può più scendere. Tanti sentieri nei boschi sono occlusi. La gente dei paesi è avvilita. Cambia la terra, il paesaggio, l’umore. Ci vogliono soldi, per sistemare le cose, e questo è molto scoraggiante. Ma ci vuole anche qualcuno che sia capace di sistemarle. La competenza vale più di qualunque budget. L’amore per la propria terra non ha prezzo.

A breve si dovrà nominare il nuovo presidente del meraviglioso Parco Montemarcello-Magra, ai confini tra Liguria e Toscana. C’è bisogno di qualcuno che sappia salvaguardare e riqualificare il paesaggio, progettare una rete di servizi, con ricaduta in posti di lavoro, in una zona dove di lavoro ce n’è poco, e il ricatto occupazionale è una spada di Damocle costante. Che sia in grado di pianificare una ripiantumazione dell’originale flora mediterranea minacciata da specie invasive, nocive e non autoctone. Ci vuole qualcuno che tutte queste cose le sappia fare.

Posizioni come queste, presidenza e il consiglio direttivo dei parchi, di regola sono in quota ai partiti, oggetto di scambio e di mercanteggiamento. C’è sempre qualcuno da sistemare in queste retrovie politiche, magari in attesa di una collocazione in prima fila. Ecco, sarebbe la definitiva rovina di questo meraviglioso sito. Oggi da sistemare c’è il Parco, non dei clientes. E in un momento come questo, in cui le risorse economiche scarseggiano, l’importanza delle altre risorse, quelle vere –la competenza, la passione civile, l’amore per il territorio- diventa capitale.

Tutte le associazioni ambientaliste e grande parte della cittadinanza ritengono che il professor Piero Donati, nato e cresciuto qui, storico dell’arte ed ex funzionario della Sovrintendenza ai Beni Storico Artistici della Liguria di Levante, da sempre in prima fila nella difesa e nella valorizzazione di questo territorio bellissimo e difficile, benché non in quota ad alcun partito, sarebbe il candidato ideale per la presidenza del Parco e avrebbe tutte le competenze necessarie per fare un ottimo lavoro.

La battaglia per il merito -a Milano oggi è gran parte del lavoro politico- è decisiva. Sarebbe importante che il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando considerasse la possibilità di questa nomina.

 

p.s. domenica 10 luglio, ore 11 a Montemarcello il flash mob «Pinne, fucile e occhiali per una… dimostrazione pacifica nel ricordo della spiaggia chiusa. L’iniziativa, promossa da un gruppo di «Amanti di Punta Corvo» per ricordare agli enti e alle istituzioni il valore turistico e affettivo della spiaggia chiusa al pubblico dall’ordinanza firmata dal sindaco di Ameglia dopo i vari sopralluoghi che hanno confermato la pericolosità per le frane sulla scogliera. Gli organizzatori invitano tutti i partecipanti a presentarsi in tenuta da bagno. Intanto sono centinaia le firme di residenti, turisti, bagnanti e affezionati raccolti dal Comitato di Montemarcello per protestare contro la chiusura prolungata della spiaggia e sollecitare interventi rapidi che ne consentano la messa in sicurezza.

 

 

 

Donne e Uomini, Politica, TEMPI MODERNI Luglio 4, 2011

Dice Ritanna (su Strauss-Kahn e Ophelia)

Ricevo dall’amica Ritanna Armeni e volentierissimo pubblico:

Lo confesso, sono fra le donne che aveva provato una certa intima soddisfazione nel vedere il potente Strauss Kahn incriminato per aver violentato una cameriera. E non perché mi piacciano  il carcere e le manette. La soddisfazione, certo amara,  veniva dal fatto che quella denuncia per  stupro aveva acceso un faro e aveva illuminato la vita precedente di Strauss Kahn, la sua condotta sessuale, il suo rapporto con le donne, l’abuso di potere continuamente esercitato. Perchè tutti sapevano delle inclinazioni ( chiamiamole così) di Strauss Kahn, della sua propensione a pretendere prestazioni sessuali, di quello che, sempre molto misericordiosamente, giornalisti e politici chiamavano la sua debolezza, la sua ossessione, il suo demone e che invece era semplicemente e banalmente la concezione  e quindi l’esplicitazione, la concretezza del suo rapporto con le donne. Ma nessuno, fino al momento della denuncia della cameriera nera, aveva mai detto niente. Il rapporto che aveva  con le donne era considerato un fatto secondario, insignificante di fronte alla “politica”. Si trattava di una debolezza. E chi non ne ha?  Di una questione irrilevante di cui si poteva anche sorridere. Di un  gossip divertente  nei salotti della gauche. Del “personale” da rispettare. Quella denuncia finalmente aveva acceso un faro. Aveva fatto capire a molti che il rapporto con le donne, la sfera personale, certo vanno vissuti liberamente, ma  non possono non essere sottoposti a giudizio. Che gli uomini non possono dividere come una mela la sfera pubblica da quella privata, che un uomo di potere, non può impunemente estendere questo anche al rapporto sessuale. E’ quel faro che si cerca di spegnere. La inaffidabilità della vittima non solo rende  Strauss Kahn automaticamente innocente, ma sta cancellando ogni riflessione sul suo comportamento precedente. La sua condotta sessuale, il suo rapporto con le donne, l’abuso di potere tornano ad essere pettegolezzi da salotto, questioni secondarie, piccoli vizi che nulla hanno a che fare con le capacità dell’uomo pubblico. Strauss Kahn potrebbe fare il Presidente della repubblica francese? Perché no? I vertici del partito socialista francese parlano addirittura della possibilità che partecipi alle primarie. Non è più alla testa del Fondo monetario internazionale? E’ una palese ingiustizia che il grande uomo pubblico ha subìto. In uno stato di diritto un uomo o una donna vanno giudicati solo in base alla legalità dei loro comportamento. Questo devono fare i tribunali ed i giudici. Come si può non essere d’accordo? Ma basta –questo il punto – nel caso di Strauss Kahn limitare il dibattito pubblico alla legalità e alla esistenza del crimine? Solo su questo devono giudicare i cittadini e le cittadine quando scelgono i loro rappresentanti? Come devono comportarsi, ad esempio, quelle e quelli che devono decidere sulla presidenza della Repubblica francese? Devono dimenticare tutto? Spegnere il faro del Sofitel come troppo ed inutilmente accecante? Cancellare come irrilevante quello che la denuncia di stupro ha illuminato, il fatto che un uomo con grandi responsabilità pubbliche  chieda continue prestazioni sessuali? Ignorare l’asimmetria di potere fra l’autorità di lui e la donna incaricata di rassettare la sua stanza? Se lo è chiesto Franca Fossati su Europa e ha dato la risposta giusta.

“Se Strauss-Kahn – ha scritto – diventa un Berlusconi qualsiasi, gli andrebbe chiesto, come al nostro premier, di non pretendere di rappresentare gli uomini e le donne del suo paese”. E questo anche se risulta completamente innocente nell’affaire Ofelia,  anche se in quella stanza del Sofitel lui non avesse degnato la cameriera nera neanche di uno sguardo. Cosa di cui francamente continuo a dubitare.

 

Donne e Uomini, TEMPI MODERNI Luglio 4, 2011

Colpevole di essere stuprata

Attente e attenti, perché in questa vicenda Strauss-Kahn potrebbero stabilirsi nuovi -antichissimi- paradigmi sulla violenza sessuale. Qui si sta giocando una partita molto ampia, ben più significativa della presidenza francese. Intanto riguardiamoci questo filmato, per tenere ben presente i fondamentali a cui si rischia di tornare. Con particolare riferimento alla colpevolizzazione della vittima, che come si vede non è un’invenzione di oggi. In memoria di Tina Lagostena Bassi.

Donne e Uomini, economics, esperienze, Politica, TEMPI MODERNI Luglio 3, 2011

Grande Capo Inutile

Una delle chiavi della svolta civica di Milano è stata proprio la mancanza di un leader conclamato. Se ci fosse stato, forse le cose sarebbero andate diversamente. La “sottoesposizione” di Giuliano Pisapia, catalizzatore più che capo -molti a sinistra erano preoccupati per il suo understatement mediatico-, si è invece rivelata la scelta giusta in contrapposizione al leaderismo invadente e a tuttatv del centrodestra.

In quello spazio lasciato vuoto si è rafforzato il tessuto connettivo del nuovo civismo -reti, comitati, connessioni, fai-da-te politico- che poche settimane dopo si è esercitato anche nella vittoria referendaria. I più giovani, natural born networker, hanno portato in dote tutta la loro agilità in rete e la loro viva idiosincrasia per l’individuo isolato e obsoleto.

L’aveva detto Giuseppe De Rita nell’ultimo rapporto Censis: l’idea del leader salvifico è entrata in crisi soprattutto fra i giovani e le donne. I quali, non casualmente, sono stati i veri protagonisti della svolta.

Un recente saggio di Andrea Vitullo, ex manager oggi executive coach e “philoeconomista” (“Leadershit-Rottamare la mistica della leadership e farci spazio nel mondo”, Ponte alle Grazie) sintetizza in un neo-brand inequivoco il destino della vecchia idea del capo in questo nuovo mondo scaravoltato dal web e dai social network, in cui visione e condivisione soppiantano il dirigismo narcisistico.

Al posto del leader unico e maximo in cima alla vecchia piramide gerarchica, di quell’Uno –quasi sempre anziano e maschio- che trattiene e cumula per sé ostacolando il flusso di energie, risorse e informazioni, di quell’irrazionale imbuto in cui vanno a ingorgarsi intelligenze e progettualità, Vitullo indica il modello femminile della rete che pulsa, co-crea, redistribuisce e fa fluire, velocizzando i processi e moltiplicando le opportunità. Leader e gerarchie, insomma, non servono più a far funzionare le organizzazioni. Semmai sono il problema delle organizzazioni.

E il pan-economicismo è la ciliegina sulla torta. “Ho studiato economia e me ne pento”, è il titolo di un libro di Florence Noiville, giornalista di “Le Monde”, che spiega: “Possibile che una formazione di altissimo livello arrivi a impedirci di essere padroni del nostro destino?”.

Maestre delle nuove pratiche sono proprio le donne. E a cinque di loro Vitullo si affida per l’appendice “laboratori leadershit” del suo stimolante saggio.

 

Donne e Uomini, TEMPI MODERNI Luglio 2, 2011

Una grandissima str…a

il sorriso di sollievo dei coniugi Strauss-Kahn

Se davvero la cameriera che ha accusato Dominique Strauss-Kahn di violenza sessuale si è inventata ogni cosa, be’, allora è una grandissima str…a.

Non solo nei confronti dell’uomo che ha incolpato ingiustamente di un reato odioso, ma anche nei confronti delle donne che questo reato odioso l’hanno effettivamente patito: oggi sarà più forte la tentazione di dire loro “avete visto? raccontate balle, siete delle pazze, delle visionarie, dicevate no ma intendevate sì”, e tutte le meraviglie che compongono la cosiddetta “vittimizzazione secondaria“. E anche nei confronti di un pubblico internazionale di uomini e donne, costretto a subire lo spettacolo dell’intrico sesso-potere, già ampiamente rappresentato, anche quando il caso non era questo.

Se, naturalmente. Se fosse così, mi pare che l’essenziale che c’è da dire sia questo.

Ma al momento di questa signora si sa solo che in passato ha detto alcune bugie, che ha degli amici poco raccomandabili, e che forse in albergo si prostituiva. Da questo non si deduce affatto che non sia stata violentata. Anche una bugiarda, una che ha amici non per bene e una  prostituta subisce una violenza se costretta a un rapporto sessuale contro la sua volontà. E al momento la signora non ha ritrattato le sue accuse.

Mettiamo il caso terribile che io, o una di voi che leggete subiamo una violenza sessuale. La difesa di colui che accusiamo andrà a frugare nelle nostre vite per scoprire se non vi sia qualcosa di storto, anche un piccolo problema con la giustizia, o una vita sessuale promiscua. Costituiranno tutti elementi per gettare discredito su di noi, e quindi rendere meno credibile la nostra accusa. Succede spesso, nei processi per violenza sessuale.

Ma anche una che non conduce una vita esemplare può essere costretta a un rapporto sessuale contro la sua volontà. Anche una prostituta, una ladra o un’assassina.

Quindi, stiamo attentamente a vedere.

Politica, TEMPI MODERNI Giugno 21, 2011

Tagliare subito i costi assurdi della politica

Nel suo primo discorso da sindaco, ieri Giuliano Pisapia ha parlato di seri problemi di bilancio, e della necessità di sobrietà e rigore. Ma anche tra le varie promesse di Pontida c’è quella della riduzione dei costi della politica. Che nel nostro sultanato sono mostruosamente lievitati, mentre noi tutti tiriamo la cinghia. Leggere qui, ne ha parlato qualche giorno fa Sergio Rizzo sul Corriere:

http://www.corriere.it/politica/11_giugno_18/costi-politica-rizzo_ceae1716-9975-11e0-872e-8f6615df4e68.shtml?fr=box_primopiano

C’è anche la questione dei vitalizi, rendite a vita per parlamentari e assessori regionali. Il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha chiesto al segretario del Pd Bersani di “dimezzare i parlamentari ed eliminare i vitalizi per i consiglieri regionali e i parlamentari”. Bersani sembrerebbe oggi orientato ad assumere la questione: i rappresentanti del popolo hanno diritto a un vitalizio quando hanno passato almeno 5 anni in Parlamento. Con il minimo dei versamenti, appunto 5 anni, gli ex parlamentari hanno diritto, a partire dai 65 anni di età, a un assegno vitalizio di 2.500 euro al mese.

Ma solo qualche mese fa, settembre 2010, una proposta di taglio presentata dal deputato dell’Idv Antonio Borghesi è stata respinta dalla Camera in modo bulgaro. “Le persone normali” ha detto Borghesi “devono lavorare 40 anni per avere diritto alla pensione. Ai parlamentari bastano cinque anni. Per abolire questo privilegio, io avevo previsto che i contributi di Camera e Senato potessero finire agli enti previdenziali di appartenenza. La Camera ha respinto la proposta a grandissima maggioranza”. Su 525 presenti, 22 hanno votato a favore del disegno di legge e 498 contro.

C’è sempre tempo per cambiare idea. Vale anche per i parlamentari del Pd.

qui come hanno votato i parlamentari: http://parlamento.openpolis.it/votazione/index/id/33629/sf_highlight/vitalizio

 

Politica, TEMPI MODERNI Giugno 15, 2011

Il ministro Brunetta non ha capito

Se il ministro Renato Brunetta reagisce in questo modo alla civile domanda di una precaria della pubblica amministrazione, vuole dire che non ha capito quello che sta succedendo in questo paese. Male.

Donne e Uomini, Politica, TEMPI MODERNI Giugno 14, 2011

Nessuno pensi di cavarsela con 4 collanine

L’immagine di Silvio Berlusconi che dopo la botta dei referendum compra collanine (per chi?), e non da Bulgari, ma in uno di quei negozietti che vendono pietre sciolte e accessori per farsele da sé, la faccia mesta di uno che comincia finalmente a capire che la festa è finita, e che lui è rimasto da solo sulla pista da ballo, potrebbe essere il presagio di un’uscita di scena a breve e senza troppi clamori, molto diversa dalle fantasie alla Caimano. Tutto finisce, ed è finito anche il berlusconismo, e ormai lo sa anche Berlusconi: il primo colpo a Milano, quello definitivo probabilmente fra pochi giorni a Pontida. Forse un governo balneare, poi un premierato Tremonti, e infine al voto, questo è uno degli scenari a oggi. Anche se qui si naviga a vista.

Questo post solo per dire che se Berlusconi piange, è un’intera classe politica a non poter ridere: la valenza antiberlusconiana del quorum e della valanga di sì è stra-evidente, ma -e lo dico avendo vissuto intensamente la vicenda milanese- il messaggio è inviato a tutti. Il voto referendario parla di una rivolta civica, e chiede un cambiamento vero. Non piccoli aggiustamenti e pateracchi, ma una stagione di riformismo radicale, nei tempi e nei modi.

Anche altre facce, sì: i leader politici e i veterani di Montecitorio e di Palazzo Madama ne prendano atto. I nostri indignados vogliono una nuova classe politica. La vogliono più femminile e la vogliono più giovane e quindi più efficace e più capace di innovare. Che prendano la foto ufficiale della neonata giunta milanese e la studino attentamente: il modello è quello, e non si torna più indietro. Donne e giovani, gli esclusi della politica, le uniche e gli unici a offrire la garanzia del cambiamento. E fine dei compromessi e dei lassismi di qualunque tipo.

L’accanimento con cui grande parte degli elettori di Giuliano Pisapia sta chiedendo che il neoassessore al Bilancio Bruno Tabacci, sia pure apprezzato per la sua onestà e la sua competenza, rinunci al suo mandato di parlamentare per non ricoprire un doppio incarico -accanimento che personalmente non condivido- è lì a dire con chiarezza un’esigenza di rigore e una fortissima richiesta di partecipazione a ogni atto di governo della città. Capita qui, e capiterà ovunque.

Sono queste le novità, e sono ineludibili. Nessuno pensi di cavarsela con quattro collanine.