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Donne e Uomini, Politica maggio 26, 2011

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Forse l’unico che si sta comportando da gentiluomo con Letizia Moratti è proprio il suo competitor Giuliano Pisapia. Che non si nega a una stretta di mano, anche se nessuno potrebbe biasimarlo se si sottraesse.

Si vede un bel po’ di gente, in quest’ultimo scorcio di campagna elettorale, saltare sul carro di quello che potrebbe essere il vincitore: segnale che vale più di mille sondaggi. Quanto agli alleati della signora Moratti, il governatore Roberto Formigoni invita doverosamente a votarla, dicendo che è meglio la sua padella che la brace di Pisapia. Il leghista Matteo Salvini dice che chiunque verrà eletto sarà anche il suo sindaco, affermazione pleonastica per il futuro prossimo, ma significativa per il presente. Il direttore del Giornale Alessandro Sallusti sostiene che al sindaco uscente è andata già di culo con quel 41 per cento al primo turno, che non la voleva nessuno, il fatto è che si chiama Moratti, come si poteva fare? Umberto Bossi le tira le orecchie e le dà buca a un’iniziativa. E infine ieri sera a Porta a Porta il premier Silvio Berlusconi, oltre a dare con il consueto garbo della “gente senza cervello” a tutti quei milanesi, più della metà, che hanno votato Pisapia, assesta l’uppercut scrollandosi vigorosamente Moratti di dosso, dicendo che è una candidata debole, e facendo capire che il governo non andrà in nessun modo a fondo con lei.

Quasi in contemporanea a Linea Notte su Rai Tre, in un confronto con Stefano Boeri la signora Moratti annaspa, si contraddice, dà segni di grande fatica fisica e psicologica. Fossi in lei, essendo data per sconfitta, mi concederei un’uscita alla grande, togliendomi tutti i sassolini che posso dalle scarpe. Magari dicendo che sì, probabilmente lei non è una candidata così forte, ma che sfiderebbe chiunque a farcela, avendo dovuto correre zavorrata dalla presenza ingombrante di questo vecchio uomo senza il senso del limite, che ogni lunedì di campagna ha dovuto presentarsi in tribunale, a cui la maggioranza dei milanesi, stanchi della sua inefficacia, della perdita di buon senso e di misura e dai deliri di onnipotenza, e soprattutto le milanesi, umiliate dal suo disprezzo e dai suoi priapismi, hanno presentato il conto.

Prima o poi doveva capitare. Letizia si tolga la soddisfazione, lasci perdere Zingaropoli e tutte le volgarità che è stata costretta a dire, e metta in piedi un gran finale degno.

Donne e Uomini, Politica maggio 25, 2011

PENSIERI BIPARTISAN: UN PROSINDACO E…

Due o tre temi che pongo alla vostra attenzione stamattina (stiamo sempre parlando di ballottaggio, portate pazienza), e li pongo in chiave bipartisan.

a) giustamente l’ex sindaco Tognoli dice che il vero omissis di questa infuocata campagna è la Grande Milano, l’area metropolitana, e che una visione strettamente municipale delle questioni è miope e fuori dal tempo. E infatti, io credo che oltre a un vicesindaco/a ci vorrebbe una prosindaca/o con delega all’area metropolitana. Che poi vuole dire soprattutto il tema dei trasporti, del lavoro, delle infrastrutture e dell’ambiente.

b) Giuliano Pisapia ha garantito una giunta 50/50 a ogni livello (assessorati, enti, municipalizzate, partecipate, eccetera). Sono un sacco di posti, e ci vogliono un sacco di donne. Letizia Moratti non si è pronunciata in questo senso, e purtroppo nel centrodestra c’è solo una donna eletta, l’assessora uscente Mariolina Moioli, contro il 30 e rotti per cento del centrosinistra: domani sera incontrerò Moratti in un dibattito a Telelombardia e le chiederò. In ogni modo, suggerisco a entrambi candidati di dare un’occhiata all’elenco di curricula femminili eccellenti raccolti dalla Fondazione Marisa Bellisario: almeno 300 sono di milanesi.

c) intendiamoci sulla nozione di merito, e non siamo restrittivi: merito non equivale al numero di master totalizzati. Ci sono persone di grande competenza, generosità e passione che si sono fermate alla terza media. Uno o una può essere un illuminato senza avere nemmeno il diploma.

Donne e Uomini, Politica maggio 22, 2011

ANTICRISTI E ALTRE STR…ATE

Certo che quando si arriva al punto di dare all’avversario politico dell’Anticristo (il blog del settimanale ciellino Tempi, parlando di Pisapia), uno o una può pensare di averle viste tutte. Conosco Luigi Amicone, direttore del settimanale, è anche un uomo spiritoso, sono sicura che la cosa è sfuggita al suo controllo. Purtroppo, come la storia recente insegna, alle parole violente seguono spesso fatti violenti: se qualcuno indica una persona come l’Anticristo, qualcun altro può ritenere cosa buona e giusta cospargerla di benzina e darle fuoco.

Quindi ora basta. Questa campagna feroce non somiglia affatto alla mia città, tradita da questi modi e da questi toni. Niente odio, e tutto lo spazio possibile al conflitto e alla dialettica civile sulle cose e sui programmi. Chiedere per esempio al centrodestra come è possibile tutta questa munificenza in extremis, multe condonate, abolizione ecopass e parcheggi gratis per i residenti, a fronte di un bilancio comunale così gravemente affaticato, e in un contesto nazionale che preoccupa Standard & Poor’s. Magari ricordare che fu lo stesso beato Giovanni Paolo II a invitare il comune di Roma a offrire il terreno per la costruzione della grande moschea di Paolo Portoghesi, e dunque se ne costruissimo una a Milano avremmo certamente la sua benedizione. Chiedere al centrosinistra di sgombrare definitivamente il campo da quest’idea delle baracche rom sparse per la città: come ho già scritto in questo blog, ( http://blog.leiweb.it/marinaterragni/2010/09/28/rom-in-centro/) invece di pensare ai campi e agli sgomberi, vediamo di sgomberare il campo della politica da un problema, quello dei rom, che nella vita dei cittadini pesa infinitamente meno di quello della salute e dell’inquinamento ambientale, del lavoro e della casa. Liberiamoci da questi schemi di gioco.

E in questo rush finale diamo volti precisi alle due proposte contrapposte: chi c’è nella squadra di uno e in quella dell’altra. Per i milanesi è molto importante, ed è molto importante avere garanzie del fatto che la ricchezza della nostra società civile potrà irrompere nei luoghi di governo della città, che le relazioni tra una politica asfittica e una realtà sociale piena di desideri, di fermento e di talenti saranno in ogni modo favorite. Almeno due o tre nomi, che facciano vedere subito la nuova Milano.

Queste non sono state elezioni come le altre. La città si è mobilitata intensamente e capillarmente, la partecipazione è stata fortissima. sarebbe grottesco che tutta questa energia, comunque vada a finire la partita, tornasse a immiserirsi nell’imbuto delle scelte meramente e classicamente partitocratiche.

Aria, lì dentro, energie nuove, Big Society!

Donne e Uomini, esperienze, Politica maggio 18, 2011

COSE ARANCIONI

L’arancio è un bellissimo colore, è anche liturgico, come sappiamo, e la scelta non è casuale.

ARANCIO PER TUTTI In linea con quanto scrivevo ieri, c’era un umore della città che aspettava soltanto le parole per dirsi e rivelarsi. Lo dico soprattutto per chi legge da fuori: c’è un fermento reale, per le strade, nei negozi, una partecipazione intensissima alla campagna per il ballottaggio. Tutti guardano al 29 maggio -che è anche il giorno del mio compleanno, acc…- come al giorno della rinascita, della fuoruscita dal tunnel della tristezza, dell’inefficienza, delle solitudini. Vai in banca e agli sportelli ti dicono: “Ancora due settimane!”. Il messo del comune -maledetto- che arriva a portarmi una multa, la butta lì: “Ringrazi la sciura Moratti. E poi salutiamola”. Dov’erano, finora? C’erano, e soffrivano silenziosamente. Si deve dare un modo a questa gente di significare la sua partecipazione con un segno: sciarpe, magliette, camicie arancio, un drappo arancione alla finestra, un palloncino, qualcosa. L’idea potrebbe essere lanciata all’appuntamento di stasera al teatro Smeraldo.

CENTRODESTRA SUPERMACHO Anche per il fatto che abbiamo lottato tanto, Giuliano Pisapia ribadisce l’intenzione di mantenere la sua promessa di una squadra 50/50. In Consiglio non è andata benissimo. Il centrosinistra porta una decina di donne -complimenti a tutte, a proposito, in particolare a Mariagrazia Guida, Marilisa D’Amico, Paola Bocci, con cui c’è amicizia e condivisione, ma anche ad Anita Sonego, a Daniela Benelli, a Carmela Rozza, la  più votata, che giustamente manifesta esplicitamente a sua intenzione di protagonismo politico, e a tutte, e un abbraccio di incoraggiamento a quelle che non ce l’hanno fatta, Rosaria Iardino, Milly Moratti, e anche Barbara Ciabò di Fli, queen maker di Affittopoli), mentre il centrodestra elegge solo Mariolina Moioli: nessuna eletta nel Pdl, nessuna per la Lega, così come non ci sono donne nei tavoli Expo. Si conferma e si aggrava il paradosso Moratti, sindaca donna non-amica delle donne, con le quali non ha saputo stringere alcune legame, nemmeno difenderle dalle volgarità dei suoi sodali. E la sta pagando caramente. La maggioranza delle donne ha scelto Pisapia: sembra un paradosso, ma non lo è affatto. Meglio uomini come lui e come Stefano Boeri (bravo Stefano,  splendido exploit, quasi 13 mila preferenze, il più votato dopo Berlusconi), che si sono messi in ascolto e in legame con le donne, di una donna intrappolata nel potere maschile, con grande ed evidente infelicità a segnarle il viso, che si sente tanto più libera quanto più riesce a dimenticare e a far dimenticare di essere nata di sesso femminile, che in questo non vede un’opportunità ma un grave handicap. E’ in gran parte il vento della libertà femminile, e la bufera del 13 febbraio, questo vento del Nord.

ARIANNA! Qui avevamo lanciato la proposta di Arianna Censi vicesindaca, e dopo che l’idea ha fatto festosamente il giro delle donne di Milano, la riprendiamo. Arianna è perfetta per le ragioni che abbiamo già detto: ha legami storici con le donne di questa città, è giovane e baldanzosa, è un’ottima mediatrice, ed è già stata sindaca, quindi ha tutta l’esperienza amministrativa che fatalmente manca a Giuliano Pisapia. Sarebbe per lui una splendida compagna di viaggio, e un ulteriore segnale da parte sua di voler intensamente ascoltare quello che le donne hanno da dire.

S-VIP non c’è un segno dei tempi, rivelatore dello Zeitgeist, più interessante dell’insuccesso elettorale dei vari vip ingaggiati come specchietti per le allodole: da Ornella Vanoni a Gianni Rivera (ottime persone, per carità, ma evidentemente lì come acchiappavoti), ma anche Emma Bonino e Marco Pannella superstar (per non parlare del povero vecchio Silvio). Gli elettori chiedono serietà, sostanza e capacità di squadra. Anche l’idea del leader più o meno carismatico o showy (neologismo che mi invento sul momento, ma rende l’idea) è al tramonto. La società dello spettacolo sta finendo. Semplicità, autenticità di relazioni, back to the basic, ritorno a quello che conta davvero nella vita: è questo a contare, sempre di più.

p.s. Attendo con grande curiosità -e anche un po’ d’ansia- un’uscita di Silvio Berlusconi. Quasi mi manca: è da tanto che non sta zitto così a lungo. Mi aspetto una cosa delle sue, tipo: tutti in vacanza a spese mie, quest’anno.

p.p.s.: Quello che sta avvenendo a Milano è straordinario soprattutto perché dimostra che contro l’energia vera i soldi non possono nulla! Vale anche per la vita personale!

p.p.p.s.  Ma perché diamo ancora retta ai sondaggi? Imbrogliano o semplicemente non la imbroccano?

Politica aprile 29, 2011

VOTARE DISGIUNTO


Il voto disgiunto, dicono, è un voto molto sofisticato. Be’, certo, è sofisticato perché i partiti si guardano bene dal dare questa informazione agli elettori, e la gente non ne sa nulla. Se gli elettori conoscessero per tempo questa possibilità, non sarebbe sofisticata per nulla. Insomma, è il classico cane che si morde la coda.

Non è nulla di difficile, vediamo di spiegarlo. Nei comuni oltre i 15 mila abitanti gli elettori possono votare una lista (e anche indicare un candidato di questa lista) e però dare la preferenza a un sindaco diverso da quello che sostenuto dalla lista che hanno votato.

Esempio concreto: un elettore della Lega, come ce ne sono tanti, che a Milano non abbia nessuna voglia di sostenere Letizia Moratti, candidata sindaca indicata dal suo partito. Questo elettore potrebbe tranquillamente votare per la Lega, e dare anche una preferenza a un candidato della lista leghista, ma mettere una croce sul nome di un sindaco diverso da Letizia Moratti: ad esempio Manfredi Palmeri, candidato sindaco del Terzo Polo, o anche Giuliano Pisapia, candidato del centrosinistra. In questo modo resterebbe “fedele” alla Lega, ma disubbidirebbe di fronte all’indicazione di un sindaco che non gli piace.

Naturalmente il ragionamento vale per tutti gli schieramenti. Un elettore del centrosinistra potrebbe votare una delle liste di centrosinistra e anche dare una preferenza all’interno della lista prescelta, ma poi indicare un candidato sindaco diverso da quello sostenuto dal suo schieramento.

Io credo che quando si va alle urne sia essenziale disporre di tutte le informazioni per poter esercitare con pienezza il proprio diritto di voto. Se nessuno vi ha mai parlato della possibilità del voto disgiunto –ho verificato che pochissimi ne sono a conoscenza- ecco che qui vi ho spiegato come funziona. E ve l’ho spiegato anche volentieri, proprio perché, com’è intuibile, il voto disgiunto ha un’interessante valenza antipartitocratica e aggiunge al voto un plus di autonomia.

Donne e Uomini, Politica aprile 11, 2011

NARCISISMI RADICALI

Emma qualche volta l’ho votata, anche se non mi piaceva quando diceva propagandisticamente di sé che era un uomo, anche se non mi riconosco nel suo laicismo e recentemente il suo show newyorkese mi ha fatto molto incavolare. Ma nell’“anomalia” radicale ho sempre visto una variabile interessante per la politica italiana. Ora Emma, e anche Marco Pannella, Maria Antonietta Coscioni, Mina Welby,  insomma tutto lo stato maggiore radicale si candida a Milano in sostegno a Giuliano Pisapia. Sostegno che tuttavia rischia di avere un prezzo molto alto per il candidato sindaco del centrosinistra.

Innanzitutto non mi piace questa cosa dei big nazionali, a cominciare da Berlusconi, che si mettono in lista, vengono eletti e poi tornano ai loro incarichi romani: è un gesto di sprezzo nei riguardi delle istituzioni locali. Nel caso di Emma poi, che è vicepresidente del Senato, il rischio è anche quello che le elettrici che vogliono votare-donna scelgano lei, sottraendo voti a candidate che invece a lavorare in consiglio comunale ci starebbero effettivamente.

Ma il prezzo alto che si chiede a Pisapia è porgli fin d’ora la condizione, tra le altre, di un registro per il testamento biologico. Qualunque cosa ne pensiate, il tema è sensibilissimo nel rapporto con i cattolici. E il voto cattolico per Pisapia è un problema. Chiedergli l’istituzione di questo registro, oltre a quello delle coppie di fatto, significa metterlo in serie difficoltà, in una campagna elettorale peraltro già non brillantissima e parecchio sottotono.

Il protagonismo radicale, dunque, oggi potrebbe fare male a Milano. E fare male a Milano, oggi, è fare male a tutto il paese.

economics, Politica aprile 6, 2011

DEVE AVERE SENSO

Di 60-40 o 30 milioni di euro che sia il Moratti-investimento elettorale, la domanda: perché tanti soldi, e precisamente quanti? è una domanda che DEVE avere senso. Per i milanesi, anzitutto, ma non solo per loro. Sono stupita dall’acquiescenza e dalla rassegnazione di fronte a notizie come queste. Non è possibile stare lì a fare e rifare i conti, in tutte le nostre case, vedere come si può risparmiare qualcosa-5 euro di qui, 3 di là-, fare a meno di tante cose, e poi accettare che ti venga recapitata a casa una strenna patinata (a me non è ancora arrivata) dove si celebrano le mirabolanti imprese di una sindaca che non piace a nessuno, neppure ai suoi.

Una che spende 60-40 o 30 milioni di euro -ci dica lei quanti- per farsi rieleggere è una che non può candidarsi rappresentare una città come Milano, dove basta separarsi per precipitare nella miseria più nera, dove i giovani non trovano lavoro né casa, e nessuna delle nostre città, a maggior ragione, io credo. E il fatto che “lo fa anche Berlusconi”, come mi hanno detto in tanti, non è una ragione per non chiedere conto. Anzi, diventa una ragione in più. Non siamo ancora un sultanato, a quanto pare. E le città non sono in vendita.

Ma la notizia non è più questa. La notizia è che nessuno ne vuole parlare politicamente, che i suoi competitor, Giuliano Pisapia e Manfredi Palmeri, non ne fanno oggetto eminente della campagna elettorale, ed è veramente difficile capire il perché. Per il Nuovo Polo si può anche pensare che non vogliano crearsi troppi problemi nella prospettiva di un eventuale apparentamento. Ma il centrosinistra? Perché questa esitazione? Perché non si sanno cogliere gli umori circolanti nella città?

Su una cosa come questa si può sconfiggere Letizia Moratti, e non comprendo perché si esiti a capirlo. Man mano che la strenna elettorale arriva, mi telefonano amici e conoscenti fuori dalla grazia di Dio.

Domande come quelle che vado ponendo da giorni devono avere un senso nella città e nel paese in cui io voglio vivere. Così quando sulle pagine di Repubblica oggi leggo l’amico fraterno Ivan Berni che finalmente ne scrive, ponendosele a sua volta, tiro un sospiro di sollievo.

economics, Politica aprile 1, 2011

MILIONARIA LETIZIA

Mentre Giuliano Pisapia e tutti quanti i suoi alleati di centrosinistra, e immagino anche Manfredi Palmeri e il Terzo Polo si arrabattano con le cene di fund-raising e altre invenzioni per sostenere economicamente la campagna elettorale, la sindaca uscente Letizia Moratti non ha certo di questi problemi.

Cinque anni fa, per la sua prima campagna, dichiarò un impegno economico di oltre 6 milioni di euro, una cifra davvero enorme. Ma secondo le voci che corrono a Palazzo Marino, quasi nulla a confronto dell’impegno che sarebbe profuso in questa tornata elettorale, nonostante la crisi e le nuove povertà.

Già due mesi fa il coordinatore regionale di Futuro e Libertà Giuseppe Valditara aveva parlato di un investimento tra i 40 e i 50 milioni di euro per essere riconfermata alla guida di Milano.

Al momento Valditara non è stato smentito. Le dichiarazioni di Valditara sono state riprese dal tg di Primarete Lombardia -anche qui, nessuna smentita- e saranno oggetto di uno speciale che potrete vedere oggi alle 20.30 su Telecolor, canale 18 del digitale terrestre, e martedì prossimo alla stessa ora su Primarete, canale 89.  Commenteranno tra gli altri la consigliera comunale di Fli Barbara Ciabò, Francesco Rizzati, capogruppo comunale Pdci, e Carlo Montalbetti del coordinamento Comitati civici e Consumatori.

Tre domande:

1. esiste un tetto massimo di spesa per la campagna elettorale del sindaco? e come può essere verificata questa spesa?

2. si potrebbe ancora parlare di una competizione ad armi pari, se il budget fosse effettivamente quello indicato da Valditara?

3. come mai un posto di sindaco vale un investimento così imponente? e quanto rende, come investimento?