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silvio berlusconi

Donne e Uomini, esperienze, Politica Maggio 18, 2011

COSE ARANCIONI

L’arancio è un bellissimo colore, è anche liturgico, come sappiamo, e la scelta non è casuale.

ARANCIO PER TUTTI In linea con quanto scrivevo ieri, c’era un umore della città che aspettava soltanto le parole per dirsi e rivelarsi. Lo dico soprattutto per chi legge da fuori: c’è un fermento reale, per le strade, nei negozi, una partecipazione intensissima alla campagna per il ballottaggio. Tutti guardano al 29 maggio -che è anche il giorno del mio compleanno, acc…- come al giorno della rinascita, della fuoruscita dal tunnel della tristezza, dell’inefficienza, delle solitudini. Vai in banca e agli sportelli ti dicono: “Ancora due settimane!”. Il messo del comune -maledetto- che arriva a portarmi una multa, la butta lì: “Ringrazi la sciura Moratti. E poi salutiamola”. Dov’erano, finora? C’erano, e soffrivano silenziosamente. Si deve dare un modo a questa gente di significare la sua partecipazione con un segno: sciarpe, magliette, camicie arancio, un drappo arancione alla finestra, un palloncino, qualcosa. L’idea potrebbe essere lanciata all’appuntamento di stasera al teatro Smeraldo.

CENTRODESTRA SUPERMACHO Anche per il fatto che abbiamo lottato tanto, Giuliano Pisapia ribadisce l’intenzione di mantenere la sua promessa di una squadra 50/50. In Consiglio non è andata benissimo. Il centrosinistra porta una decina di donne -complimenti a tutte, a proposito, in particolare a Mariagrazia Guida, Marilisa D’Amico, Paola Bocci, con cui c’è amicizia e condivisione, ma anche ad Anita Sonego, a Daniela Benelli, a Carmela Rozza, la  più votata, che giustamente manifesta esplicitamente a sua intenzione di protagonismo politico, e a tutte, e un abbraccio di incoraggiamento a quelle che non ce l’hanno fatta, Rosaria Iardino, Milly Moratti, e anche Barbara Ciabò di Fli, queen maker di Affittopoli), mentre il centrodestra elegge solo Mariolina Moioli: nessuna eletta nel Pdl, nessuna per la Lega, così come non ci sono donne nei tavoli Expo. Si conferma e si aggrava il paradosso Moratti, sindaca donna non-amica delle donne, con le quali non ha saputo stringere alcune legame, nemmeno difenderle dalle volgarità dei suoi sodali. E la sta pagando caramente. La maggioranza delle donne ha scelto Pisapia: sembra un paradosso, ma non lo è affatto. Meglio uomini come lui e come Stefano Boeri (bravo Stefano,  splendido exploit, quasi 13 mila preferenze, il più votato dopo Berlusconi), che si sono messi in ascolto e in legame con le donne, di una donna intrappolata nel potere maschile, con grande ed evidente infelicità a segnarle il viso, che si sente tanto più libera quanto più riesce a dimenticare e a far dimenticare di essere nata di sesso femminile, che in questo non vede un’opportunità ma un grave handicap. E’ in gran parte il vento della libertà femminile, e la bufera del 13 febbraio, questo vento del Nord.

ARIANNA! Qui avevamo lanciato la proposta di Arianna Censi vicesindaca, e dopo che l’idea ha fatto festosamente il giro delle donne di Milano, la riprendiamo. Arianna è perfetta per le ragioni che abbiamo già detto: ha legami storici con le donne di questa città, è giovane e baldanzosa, è un’ottima mediatrice, ed è già stata sindaca, quindi ha tutta l’esperienza amministrativa che fatalmente manca a Giuliano Pisapia. Sarebbe per lui una splendida compagna di viaggio, e un ulteriore segnale da parte sua di voler intensamente ascoltare quello che le donne hanno da dire.

S-VIP non c’è un segno dei tempi, rivelatore dello Zeitgeist, più interessante dell’insuccesso elettorale dei vari vip ingaggiati come specchietti per le allodole: da Ornella Vanoni a Gianni Rivera (ottime persone, per carità, ma evidentemente lì come acchiappavoti), ma anche Emma Bonino e Marco Pannella superstar (per non parlare del povero vecchio Silvio). Gli elettori chiedono serietà, sostanza e capacità di squadra. Anche l’idea del leader più o meno carismatico o showy (neologismo che mi invento sul momento, ma rende l’idea) è al tramonto. La società dello spettacolo sta finendo. Semplicità, autenticità di relazioni, back to the basic, ritorno a quello che conta davvero nella vita: è questo a contare, sempre di più.

p.s. Attendo con grande curiosità -e anche un po’ d’ansia- un’uscita di Silvio Berlusconi. Quasi mi manca: è da tanto che non sta zitto così a lungo. Mi aspetto una cosa delle sue, tipo: tutti in vacanza a spese mie, quest’anno.

p.p.s.: Quello che sta avvenendo a Milano è straordinario soprattutto perché dimostra che contro l’energia vera i soldi non possono nulla! Vale anche per la vita personale!

p.p.p.s.  Ma perché diamo ancora retta ai sondaggi? Imbrogliano o semplicemente non la imbroccano?

Donne e Uomini, Politica Maggio 4, 2011

CHE COSA ASPETTI, MARA?


La campagna elettorale a Milano si arroventa, e le donne sono al centro di moltissime iniziative di tutti gli schieramenti. Anche Letizia Moratti, donna per una notte, dopo aver messo in piedi il suo bell’Expo macho (vedi post qui sotto) ieri ha invitato mille cittadine, raccattate con passaparola populista, a una mega-cena elettorale. Telefonatona di Berlusconi con barzellette a metà serata, come da copione. Tutte felici per la serata vip.

Con grandissimo gusto, il coordinatore lombardo del PdL, Mario Mantovani, ha detto che Pisapia “si deve accontentare di donne come la Concia e la Bindi… Noi possiamo dire di essere messi bene…”. E Letizia Moratti, tornata rapidamente il neutro di sempre, muta. “Una vergognosa offesa, da parte del coordinatore regionale del PdL, alla dignita’ delle donne e di due parlamentari che si battono quotidianamente per i diritti dei cittadini”, ha detto Giuliano Pisapia, che ha parlato inoltre di “silenzio ipocrita di un sindaco donna” che “non e’ piu’ accettabile ed e’ la prova delle sue contraddizioni”.

Vorremmo tutte e tutti sapere che cosa aspetta la ministra per le Pari Opportunità Mara Carfagna a dire la sua su queste ributtanti dichiarazioni di quel gentleman del suo compagno di partito Mantovani, oltre che sulla vicenda di Expo tutto al maschile, di cui si sta parlando in giro per il mondo, ma che in Italia a quanto pare non fa notizia.

Non può occupare quella poltrona e tacere.

Il suo partito offende le donne.

il gentleman mantovani con berlusconi e moratti

economics, Politica Marzo 2, 2011

LUI E MUAMMAR

Oggi traggo dal blog del collega Paolo Brogi (www.brogi.info).

Ancora un altro giorno perso per affrontare la questione Berlusconi socio d’affari con Gheddafi. Basta cliccare su google e scrivere Quinta communications, ed ecco uscire la verità. L’ingresso di Gheddafi un anno fa nella società fondata nel ’90 da Berlusconi e Ben Hammar: un 10% del capitale in capo alla Lafitrade a sua volta controllata da Lafico, la società della famiglia Gheddafi.

Perciò non stupisce che alla resa dei conti Berlusconi sia di nuovo fuori asse rispetto alle altre cancellerie. Oggi si è detto contrario all’ipotesi Usa di mandare in esilio Gheddafi.

Bravo.

Il suo ministro della difesa avanza, titubante, la possibilità che le nostre navi militari siano impiegate insieme a quelle alleate. Più che una proposta è un timore.

Questa è la situazione.

Qualcuno solleverà giovedì il problema del mostruoso conflitto di interessi del nostro presidente del consiglio?

E’ evidente infine che, durante i  calorosi incontri con Gheddafi, Berlusconi  si deve essere spinto un po’ troppo in là. Del resto parlava con un socio in affari.

Quanto di tutto ciò costituisce oggi un elemento concreto di ricattabilità per l’Italia?

AMARE GLI ALTRI, Politica Febbraio 15, 2011

L'ORA DELLA RESPONSABILITA'

Questo è il tempo della responsabilità, e lo è per tutti. Per quelli che inneggiano alla soluzione giudiziaria, e per quelli che gridano alla persecuzione, a occhio e croce il 30 per cento del paese. Per chi è al governo e per chi sta all’opposizione. Per il premier, che dovrebbe attentamente considerare le possibili conseguenze della sua resistenza. Per il Presidente della Repubblica, chiamato a preservare il delicato equilibrio tra i poteri. Per ciascuno di noi, da qualunque parte stia, perché sappia tenere nella giusta considerazione le ragioni dell’altro e porsi in relazione dialettica con lui. Per chi ama la politica e intende continuare a fare politica, e non delegarla ai tribunali.

E’ il momento di abbassare i toni, di dare il massimo valore ai minimi gesti e ai più piccoli spostamenti, e di sentirsi tutti protagonisti di questo difficile pezzo di storia del nostro paese. Il gesto di ognuno significa qualcosa.

Donne e Uomini, Politica Febbraio 15, 2011

NEMESIS (O ANCHE SFIGA)

Per il Gip di Milano Berlusconi deve essere processato con rito immediato. Lette le carte della Procura milanese, Cristina Di Censo ha ritenuto che sussista la prova evidente e ha disposto il giudizio immediato per il premier, accusato dei reati di concussione e prostituzione minorile nell’ambito del caso Ruby. Il Gip ha inoltre fissato l’udienza: si terrà davanti alla quarta sezione penale il prossimo 6 aprile alle ore 9,30. Dove Berlusconi sarà giudicato da tre donne: i magistrati Carmen D’Elia, Orsola De Cristofaro e Giulia Turri. Una sfiga colossale. Qui c’è lo zampino della Dea…

Prima reazione della difesa: “Non ci aspettavamo nulla di diverso” dichiara Piero Longo, difensore di Berlusconi con Niccolò Ghedini. Ma forse tre donne no. E poi fa pure lo spiritosone: “Abbiamo già tre donne nel processo Mills. Benissimo, le signore sono sempre gradite, qualche volta gradevoli”.

Dalla notifica del decreto, Berlusconi ha quindici giorni di tempo per decidere se ricorrere a riti alternativi, che in caso di condanna concedono lo sconto di un terzo della pena.

Ma sul fatto che siano tre donne, difficilmente la difesa potrà eccepire. Nemesis.

Donne e Uomini, Politica, tv Febbraio 14, 2011

TROPPO FACILE, SILVIO

“Le donne sanno quanta considerazione ho per loro. Nei loro confronti mi sono sempre comportato con grande attenzione e con grande rispetto, nelle mie aziende e nel governo. Sono davvero convinto cha abbiano una marcia in piu’. Le donne sono sempre state piu’ brave a scuola sono piu’ intelligenti e piu’ preparate, piu’ responsabili e arrivano alla soluzione dei problemi senza tanti ghirigori. Ho sempre cercato e cerco sempre di fare in modo che ogni donna si senta speciale“.

Lo ha detto il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi intervenendo a Mattino Cinque. Berlusconi, commentando la manifestazione di ieri ha detto che “La Procura di Milano e i media hanno calpestato la dignita’ delle mie ospiti esponendole al pubblico ludibrio senza alcuna ragione e alcun riguardo calpestandone la dignità. E’ davvero una grande vergogna”. Riferendosi poi alla manifestazione delle donne di ieri, Berlusconi ha detto: “Mi e’ sembrato un pretesto per sostenere il teorema giudiziario. Ho visto la consueta mobilitazione faziosa da parte della sinistra che non riesce a vincere”.

Ora, io pretenderei da parte del Presidente del Consiglio un pensiero più complesso di fronte al fatto che oltre un milione di cittadine si sono mobilitate per dire che non si sentono affatto rappresentate da lui. Che dimostri la sua considerazione anche nei loro riguardi.non può pensare di cavarsela con una battuta a Mattino Cinque. Troppo facile, Silvio. Personalmente, pur senza crederci troppo, avevo sperato che l’obiettivo fosse la politica machista nel suo complesso, e non solo le intemperanze del Premier. Ma dopo una giornata come quella di ieri, Berlusconi

P.S. Mi piacerebbe molto, ma davvero molto, parlarci a quattr’occhi.

Donne e Uomini, Politica Febbraio 11, 2011

L'ESERCITO DELLA SALVEZZA

Riproduco qui tre passaggi di un intervento di Lea Melandri sul settimanale “Gli Altri”. Altri strumenti per leggere questa complicata situazione.

… La “spallata” a un potere diventato sempre più odioso ci si aspetta, o si spera, che arrivi dalla “rivolta delle donne”: da un femminismo di lunga data, sottratto improvvisamente al silenzio in cui si diceva fosse precipitato, e da generazioni più giovani svegliate dall’indifferenza, desiderose di trovarsi in tante a dire “basta” a tutti i pericoli che vedono incombere sul loro futuro. Non è la prima volta nella storia, e tanto meno nell’immaginario, che le donne sono viste al medesimo tempo come dannazione e salvezza, e sempre questi due connotati del femminile hanno a che fare con la sessualità: degrado ed elevazione morale. Che cosa poteva essere più esemplificativo, riguardo a questa duplice “natura” della donne, della contrapposizione che abbiamo visto comparire in alcuni appelli e dibattiti pubblici tra donne pronte a vendersi al potente di turno e altre attente invece alla cura e al sacrificio di sé per il bene di una famiglia, la riuscita di un lavoro, di una carriera? Come se non fossero entrambi ruoli imposti che hanno permesso all’uomo di riservare a sé il governo della cosa pubblica.

Non saranno solo il moralismo, e tanto meno la nostalgia di una “normalità” che le donne hanno smascherato da tempo, a  riempire il 13 febbraio le piazze. Ognuna andrà con tutti i motivi di indignazione che più o meno consapevolmente ha accumulato: dalla precarietà esistenziale e lavorativa al peso delle responsabilità famigliari, dalle discriminazioni nella sfera pubblica alla violenza di cui sono ancora vittime nel privato, dall’esaltazione dei loro corpi alla mortificazione della loro intelligenza. Ma purtroppo non saranno queste ragioni, maturate nelle più giovani dall’aver assorbito consapevolezze prodotte dalla storia e dalla cultura del femminismo a essere portate allo scoperto, fatte proprie e sostenute politicamente quanto meritano da una manifestazione che nasce essenzialmente all’insegna dell’antiberlusconismo e della “vergogna di essere italiani”, contrassegnata da un sussulto di “dignità” che gli uomini proiettano sull’immagine “offesa” della donna, rovesciando in modo vistoso una ferita che tocca specificamente il loro sesso, l’immaginario erotico, il potere, la cultura ancora largamente diffusa che si è tramandata per secoli.

C’è da augurarsi che, qualunque sia l’esito della manifestazione, non si spengano gli interrogativi che da qualche anno sono entrati nel dibattito pubblico, sia pure al seguito di vicende che hanno interessato i massimi poteri dello Stato: l’intreccio tra sessualità e politica, la modificazione profonda che hanno subìto i ruoli del maschile e del femminile e l’ombra duratura di identità precostituite, il rischio che in assenza di una riflessione degli uomini su se stessi le donne restino sempre l’oggetto di scontro o di mediazione su cui si è costruita la loro comunità storica.
In particolare, di quello che dice Lea, mi colpisce che con qualunque motivazione e obiettivo una andrà in piazza, quello che si vedrà sarà solo “la spallata a Berlusconi”.

Donne e Uomini, Politica Febbraio 10, 2011

E ALLORA VADO

Ma allora, alla fine vai o non vai? mi chiedono amiche e lettrici.

Vado, anche se ho sempre avuto una certa idiosincrasia per le piazze. Ma vado. Con quello che penso, con i miei desideri, e con i miei obiettivi politici. E che ciascuna ci porti tutta la ricchezza dei suoi, e me la faccia sentire e condividere, la scambi con me. Questo è protagonismo politico. Il mio desiderio è che tutto ciò che le donne nella loro differenza sono, sanno e possono, rimetta al mondo il mondo. Che ciascuna da subito nel proprio contesto -ma proprio tutte: anche le prostitute, e figuriamoci le donne di centrodestra, da cui non mi farò separare, e anche quelle che in piazza non ci verranno-, traendo forza e ispirazione dal desiderio e dal pensiero delle altre, si senta autorizzata a praticare la propria libertà. Non a rivendicare, perché non abbiamo proprio niente da chiedere a nessuno, ma a essere liberamente ciò che siamo.

E dentro questo grande desiderio principale, ne ho uno che in apparenza è più grande ma invece è più piccolo: quello di vedere più donne nei luoghi dove si decide per tutti, per il bene di tutti, e possibilmente anche, molto presto, una premier, cosa che avrebbe una notevole forza simbolica, e io ne ho una bell’e pronta in mente, come ho già detto tante volte. Che gli uomini non si arroghino più il diritto di decidere senza di noi e a prescindere da noi, di amministrare e accaparrarsi tutte le risorse, di segnare di sé e solo di sé lo spazio pubblico, perché da Wall Street al nostro affaticato paese, i guai che questa arroganza ha prodotto sono sotto gli occhi di tutti. La piazza del 13 deve essere il funerale della politica machista. Se poi Berlusconi andrà presto a casa, be’, a me certo non dispiacerà. Ma non sarò lì a fare per conto di altri il lavoro che non hanno saputo fare.

Stiamo vivendo il tempo dell’occasione. Viviamolo con attenzione e precisione, cerchiamo di non sprecarlo.

P.S. Aggiungo, per spiegare come mai in piazza Scala no e il 13 sì. Le organizzatrici della manifestazione del 13 hanno chiarito che “a motivarci non è un giudizio morale su altre donne, ma il desiderio di prendere parola pubblica per dire la nostra forza”. Nella manifestazione di Milano invece si invitava a mostrare di non essere prostitute. Questo, per me e altre, è stato un ostacolo inaggirabile. Il deciso cambio di rotta, conseguente alle proteste di molte, rimuove questo pregiudizio assoluto. Questo rende possibile una partecipazione, sia pure vigile. Manifesteranno anche le prostitute, con ombrellini rossi, e Ritanna Armeni mi dice che lei sfilerà insieme a loro. Temo che vedremo ancora cartelli tipo “olgettine troie”, e questo costituirà un disastro simbolico. Ma almeno non sarà stato nelle premesse.

Donne e Uomini, Politica, tv Febbraio 9, 2011

FUORI DALLA CAMERA, CHE DOBBIAMO FARE ORDINE

Mettetevi nei panni di una donna: che lavora, fa marciare casa e famiglia, va in banca, dal dottore e dal commercialista. La solita fantastica vita d’inferno. E va anche a teatro, al cinema, in libreria, alle mostre, ai dibattiti. Fa politica, la politica vera, la politica prima, quella che viene liquidata come “volontariato” o “cura”. E ama, ovviamente, l’amore è sempre in cima ai suoi pensieri: in qualche modo dovrà tenersi su. E lotta contro un’organizzazione del lavoro assurda, contro il disordine, la sporcizia e gli sprechi, le sue magnifiche ossessioni. Sempre avanti, anche se in salita: la femminilizzazione del mondo è irresistibile. Altro che silenzio: un chiasso del diavolo.

Ma di questa donna e di quelle come lei (praticamente tutte), nella rappresentazione pubblica non c’è traccia. Da anni. La tv degli uomini, i media degli uomini –sono sempre loro a decidere, anche quando il target è femminile-, sembrano il paradiso dell’Islam, pullulante di huri decerebrate. Le donne vanno avanti, ma lì si torna indietro, come in un sogno consolatorio. Ma tu hai troppo da fare, e la cosa migliore è fingere di non vedere, come quando tuo marito ti tradisce e tu tieni duro, sperando che passi.

Però intanto non puoi non notare tante brave telegiornaliste che vanno soggette a una mutazione progressiva, sempre più simili al Modello Unico Televisivo. Che la gnocca di contorno è d’obbligo anche nelle trasmissioni dei paladini della libertà –tutti bruttini- a compensare la signora ospite intelligente ma unappealing. Perfino “L’Unità” sceglie la parte per il tutto, un tonico lato B firmato Oliviero Toscani, un paradossale lancio per la direzione-Concita: la furia delle blogger si scatena. E l’11 dicembre a Roma, nella Piazza San Giovanni che fu di Berlinguer e di Nilde Jotti, il Pd affida la conduzione del suo No-B Day a Martina Panagia, già Seno Alto Cadey e numero due a miss Padania: una che a quanto pare non si fa problemi di schieramento.

Poi un bel giorno a Milano la volante Monforte-bis carica una scellerata ragazzina detta Ruby, e tutto il venefico preparato ti precipita addosso. Non puoi più fingere di non vedere, la spesa falla il venerdì perché sabato devi scendere in piazza a dare prova della tua dignità, fatta coincidere con il fatto di non prostituirti come quelle dannate “olgettine tr..e”. Tante vogliono vedere rotolare la testa corvina di Nicole Minetti. Un grandissimo disordine simbolico che non sarà facile districare.

Non sono santa né puttana, e non so cosa mettermi. Secondo Irene Tinagli, eventuale leader del Nuovo Polo, “chi si presenta in autoreggente lo fa non solo perché gli uomini la vogliono così, ma anche perché é insicura”. E girano online consigli per un look dignitoso: mai pendant alle orecchie, troppo allusivi. “Ho come l’impressione che molte che vanno in piazza in questi giorni guardino il dito, e non la luna”, nota graziosamente Pia Covre, leader del movimento per i diritti civili delle prostitute, interpellata dal settimanale “Gli Altri”.

Le promotrici della manifestazione del 13 febbraio sentono a questo punto di dover precisare che “a motivarci non è un giudizio morale su altre donne, ma il desiderio di prendere parola pubblica per dire la nostra forza”. E chiamano anche gli uomini a esprimere il loro rifiuto del modello sessista. Modello che, intendiamoci, è sempre quello degli altri. Non abbiamo ancora avuto la fortuna di sentire un uomo interrogarsi in prima persona e pubblicamente sulla propria sessualità, su quel tenace intrico sesso-potere-denaro, sul fatto di usare il corpo di altre –e altri- come merce, dando la prostituzione per scontata come un fatto di natura.

Tutti femministi. Fanno bene a cavalcare la tigre, intendiamoci, che è una tigre davvero, ed è pure un bel business. Ma avverte Pia Covre, che di maschi se ne intende: “In questo momento fa comodo usare le donne per battere Berlusconi. C’è quindi una strumentalizzazione”. Detto da una che pure Berlusconi non lo ama affatto.

Domanda delle 100 pistole: qual è l’obiettivo? La testa del premier? O, più in generale, il machismo della nostra politica? Che cosa chiede la piazza? Non c’è protagonismo politico, in mancanza di chiarezza.

La filosofa Luisa Muraro fa notare che in questo neofemminismo maschile “c’è un pericolo, quello della idealizzazione: un altro passo e si finisce nella misoginia, perché le donne reali non corrispondono agli ideali di nessuno”. Ce n’è anche un altro, di pericolo: che mentre noi stiamo lì con sciarpa bianca a difendere la nostra dignità, le decisioni politiche continuino indisturbati a prenderle loro. La manifestazione del 13 dovrebbe servire a dire che tutto questo non sarebbe capitato, se a decidere ci fossero state anche le donne. E invece non c’erano, e continuano a non esserci, e quelle poche che ci sono non vengono ascoltate. Dovrebbe chiedere che la scadente politica maschile si apra finalmente alla società e alla politica femminile, che assuma con decisione il doppio sguardo.

“Fuori dalla Camera, che dobbiamo fare ordine”: lo slogan, femminilissimo, potrebbe essere questo. E fuori dai partiti, dalla tv, dai media, dai consigli di amministrazione, perché se siamo arrivate a questo punto è perché lì continuano a esserci solo maschi.

Il tempo (kairòs) è questo. Il tempo del genio femminile, per dirla con papa Wojtila, il tempo della saggezza, che per la tradizione ebraica è il volto femminile di Dio. Lo dicono i preti, lo dicono i rabbini. Lo dice anche il mio ortolano, per niente femminista, marito di una brava ragazza che manda avanti magnificamente casa e bottega. E sarebbe contento di avere tante brave ragazze anche lì, dove si decide per conto di tutti. Anche una premier, perché no? che costituirebbe l’esito naturale di questa assurda storia italiana.

Sono tutti pronti. Anche noi siamo pronte. Ma i politici, femministi compresi, loro no.

(pubblicato oggi sul Corriere della Sera).

Donne e Uomini, Politica Febbraio 4, 2011

UNO DI LORO

Per quelli che lo hanno votato, che credono in lui e non smettono di sostenerlo, anche in questo frangente oggettivamente imbarazzante, Silvio Berlusconi è uno di loro. Ovvero, non è un politico. E’ l’antitesi della vecchia politica. Anzi, è in lotta contro la vecchia politica. E’ uno come loro che ce l’ha fatta. Che è diventato ricco, famoso e quindi anche pieno di donne. Positivo, ottimista, in gran forma, e sempre capace di levarsi dai guai.

Questo va ben capito da chi non lo ha votato, non ha mai creduto in lui e oggi gli dice “vattene”. E’ decisivo capire definitivamente questo, se si vuole davvero costruire un’alternativa. Lo sprezzo, l’indignazione e il senso di superiorità morale rispetto agli elettori di centro destra fanno solo ostacolo.

Questo è da sempre il paese dei Guelfi e Ghibellini. Non è una novità, in fondo. L’unica vera sostanziale novità, e che sulla scena della politica oggi ci sono anche le donne. Questa sì che è una variabile interessante. Lui è intelligente, l’ha capito.

E ne ha paura.