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TEMPI MODERNI

TEMPI MODERNI, tv Ottobre 26, 2010

LA DROGA SARAH

Sarah Scazzi probabilmente è una delle parole più cliccate in Italia nelle ultime settimane, insieme ad Avetrana, Sabrina, ecc. Una specie di droga di cui non si fa più a meno. Sabrina ride, Misseri ritratta, la madre, la zia, il plastico della villetta, il garage, i pellegrinaggi in pullman da tutto il sud. Due cose:

a) come ho detto in via paradossale in un’intervista al Riformista, non si dovrebbero fare profitti con questa storia. Niente consigli per gli acquisti, se decidi di darci dentro ancora e ancora con una vicenda da audience garantita, costruita sul cadavere lasciato a mollo di una ragazzina di 15 anni.

b) la storia dei gitanti ad Avetrana è spaventosa. E del resto, a pensarci bene: sei lì, in Puglia, in Lucania, in Calabria, a un tiro di schioppo dall’epicentro del Fatto dei Fatti, hai la possibilità di essere anche tu protagonista di qualcosa di grosso, larger than life, di poter raccontare in prima persona -“il buco era così e così”, “il portellone del garage è dipinto di verde, io l’ho visto”, e così via-. Visita guidata e poi panino in piazza, la televisione ti ha definitivamente spanato le sinapsi.

Non per giustificare: perché poi la responsabilità individuale non può essere sostituita da nulla. Guai se recediamo su questo.

AMARE GLI ALTRI, Politica, TEMPI MODERNI Ottobre 19, 2010

AUFWIEDERSEHEN MULTIKULTI

Avrete sentito che per Angela Merkel il modello di una Germania multiculturale, nella quale coabitano armoniosamente culture differenti, è ”completamente fallito”. La Germania, dice la Cancelliera, non può fare a meno del lavoro degli immigrati, ma essi devono integrarsi e adottare la cultura e i valori tedeschi. L’approccio ‘Multikulti’, ”viviamo fianco a fianco e ne siamo felici è  completamente fallito”. In Germania vivono quasi 3 milioni e mezzo di musulmani. Nel giro di un ventennio saranno 7 milioni. In alcune città, come Francoforte, 2 bambini su 3 sotto i cinque anni sono figli di immigrati.

Secondo il settimanale Der Spiegel, elementi di Sharia, la legge islamica, si sono ormai introdotti nel diritto tedesco, “un lento processo di capitolazione”. E’ capitato per esempio che , in base al Corano, giudici tedeschi abbiano negato il divorzio a donne malmenate dai mariti musulmani, perché in quella religione “è previsto che l’uomo possa punire la moglie”.

“Noi ci sentiamo parte della concezione cristiana dell’uomo” ha ribadito Merkel “e chi non rispetta questo nostro sentire si trova nel posto sbagliato“.

Che effetto vi fa?

TEMPI MODERNI, tv Ottobre 15, 2010

ESSERE SABRINA IN TV

Non mi capita spesso di essere d’accordo con Walter Veltroni. Ma l’ho sentito ieri sera a Porta a Porta definire “barbara” la sovraesposizione mediatica di cugine, fratello e parenti vari di Sarah Scazzi, e non ho potuto che concordare.

Prima di raggiungere sua madre al paese il fratello di Sarah è passato da Roma in tv. Sabrina, cugina della ragazza e figlia del presunto assassino, la si vede in tv più spesso di Maria De Filippi. Si ha la sensazione che “essere in tv” per molti in questa famiglia sia la vera cosa che sta capitando, e non invece il fatto che quella ragazzina è morta, che è morta assassinata dallo zio, che il suo cadavere è stato violentato prima di essere gettato in una cisterna. Il fatto di essere finalmente protagonisti della scena televisiva -lo dico pasolinianamente, o warholianamente-, l’unica vera scena in cui si è vivi e si è qualcuno, in definitiva in cui si è, diventa più forte di tutto il resto, perfino della vergogna, dell’orrore, del dolore. Cinque minuti di celebrità, magari nella speranza che diventino dieci, cento, un milione: ci sarà pur sempre un reality in cui continuare a vivere questa vita più vera del vero, larger than life.

Perciò fa abbastanza ridere -ammesso che si possa ridere- e anzi è la controprova di quanto vado dicendo il fatto che la giovane Sabrina sia stata portata via incappucciata dai carabinieri per raggiungere la Procura di Taranto, dove sarà ascoltata come persona informata dei fatti. Incappucciata nella vita, a viso scoperto in tv.

TEMPI MODERNI Ottobre 12, 2010

NEMICO INVISIBILE

Quando uno tira pugni e combatte fino quasi a uccidere con il primo o la prima che gli capita, come è successo nella storia del tassista milanese o in quest’ultima della giovane rumena, e per ragioni più o meno futili -decisamente futile nel caso romano, forse un po’ meno in quello milanese- vuole dire che è già in guerra contro un nemico invisibile. Ua guerra fantasmatica che viene agita su un oggetto occasionale.

Chi è questo nemico invisibile?

Politica, TEMPI MODERNI Ottobre 1, 2010

PALLOTTOLE

Maurizio Belpietro, direttore di Libero, è sfuggito a un attentato nella sua casa a Milano. Un uomo con la divisa della Guardia di Finanza è stato intercettato da un agente di scorta del giornalista, che ha esploso tre colpi, e si è dileguato.

L’altra sera a Roma un noto penalista romano, Piergiorgio Manca, è stato gambizzato da due attentatori in scooter nei pressi del suo studio ai Parioli. L’avvocato è uno dei difensori di un commercialista, Marco Iannilli, coinvolto nell’inchiesta sul maxiriciclaggio da oltre due milioni di euro che ha coinvolto i vertici di Fastweb e Telecom Sparkle e che ha come personaggio centrale Gennaro Mokbel.

Due attentati, a Roma e a Milano, e nessuna evidente relazione.

Pallottole, tritolo, bombe, fanno sempre venire in mente un film che in Italia abbiamo già visto. Così uno/a, specie se ha più di quarant’anni, comincia a macinare pensieri, in automatico, e di sicuro si sbaglia. E’ un riflesso pavloviano.

C’è la crisi di governo alle porte, volano pallottole qua e là, e ti vengono in mente le cose più astruse…

AMARE GLI ALTRI, TEMPI MODERNI Settembre 28, 2010

ROM IN CENTRO

Percepisco una diffusa insofferenza sulla questione dei Rom. Non nei confronti dei Rom, voglio dire, quanto del fatto che la vicenda dei Rom stia diventando centrale nel dibattito politico, e usata strumentalmente per sistemare conti politici interni: vedi Maroni versus Moratti. La Lega  detesta Moratti, anzi Brichetto -ed è in ottima compagnia-. Sono cominciate anche all’interno della coalizione, chiamiamola così, di centrodestra le manovre in vista dell’elezione del sindaco di Milano.

Ma qui vorrei parlare d’altro, non del centrodestra. Chiedervi se la questione dei Rom voi la sentite come decisiva o tutto sommato secondaria. Sento tanta gente dire: esistiamo anche noi, cittadini qualunque; la politica si dovrebbe occupare di noi, prima di tutto. Che cosa ve ne pare? E’ il caso di seguire e partecipare a questo dibattito? Si tratta davvero di una questione politicamente rilevante, o invece tutto sommato è marginale?

TEMPI MODERNI Settembre 5, 2010

OCCHI A PALLA

Certo che il mondo è strano, e la storia è sempre sorprendente. Ditemi sinceramente quanti di voi, solo uno o due anni fa, avrebbero scommesso un soldo sulla Turchia, che invece sta vivendo un vero boom economico e geopolitico –bene! mi sono simpatici, i cugini turchi-. Per non parlare del miracolo cinese, di cui sappiamo già tutto. Ma un orgoglio cinese, e forse è la fortuna del nostro West devitalizzato, fa fatica a prendere forma.

Ho visto che per alzare le loro quotazioni molte imprese cinesi “affittano” occidentali preferibilmente del tutto incompetenti, e gli fanno recitare la parte del Ceo, auto blu e tutto il resto: ai vertici, occhi tondi e tratti caucasici possono fare la differenza. Vi confesso che ci ho fatto un pensiero: non fosse che ho qui la mia famiglia e non ho voglia di rischiare un hamburger di cane, sarebbe stata un’esperienza.

Intanto la nuova classe media comincia ad attrezzarsi in proprio: nel 2010 gli interventi di chirurgia per procurarsi occhioni e nasi sfilatisi guadagna addirittura il 35 per cento in più. Entro l’anno saranno stati spesi 40 miliardi di euro per rifare la faccia ai ragazzi nelle cliniche thailandesi e sudcoreane. Se poi il figlio riesci a fartelo occidentale da subito, partendo alla volta degli States a fine gravidanza e mettendolo al mondo lì, con la dote di una cittadinanza yankee –la plica mongolica gliela rimuoverai a tempo debito- allora hai fatto l’en plein: capita anche questo, fra i cinesi-bene. sono stati la prima voce di spesa “scolastica” per le famiglie della nuova classe media. Con la faccia semi-occidentale i voti sono migliori, ci si laurea più in fretta e una volta laureati

Noi guardiamo alla Cina, dunque, ma la Cina non smette di guardare noi: le nostre facce, i nostri vestiti, la nostra cultura, il nostro stile di vita. Loro avranno il cash, ma noi abbiamo –secondo loro, almeno- tutto quello che il cash non può comprare, o che può comprare solo in parte.

Il capitalismo non è solo questione di soldi, e tra le soluzioni storiche, pur con tutti i suoi limiti, forse non è stata la peggiore. Quanto meno se provi a guardarlo con occhi a mandorla.

pubblicato su Io donna-Corriere della Sera il 4 settembre 2010

Donne e Uomini, Politica, TEMPI MODERNI Agosto 31, 2010

DOLCI RISVEGLI


Non bastasse quel grande cesso di Gheddafi che pianta tende in mezzo alla città, pretende sfilate di cavalli berberi e platee di ragazze da ammaestrare, ricatta l’Europa (o mi mollate 5 miliardi o sarete invasi dagli immigrati: come se i flussi migratori dipendessero da lui) e dice che Gesù era musulmano, la prima telefonata del mattino è quella del mio gestore telefonico: ho tardato ben 12 giorni nel pagamento della bolletta. Dico alla signorina del call center:

“Certo che se foste ugualmente solleciti quando uno ha un problema…”

“Se prende la ricevuta sistemiamo subito la cosa”.

“Le ho detto: scattate per un minimo ritardo, e poi d’estate, quando si sa che una è in giro e magari le scappa qualcosa. Ma se c’è un problema passano dei mesi”.

“Se prende la ricevuta sistemiamo subito la cosa”.

“Ma cos’è, un nastro registrato? Ha sentito quello che le ho detto?”.

“Io devo verificare il pagamento”.

“D’accordo. Allora la saluto”.

Non abbiamo verificato il pagamento. Vorrei una legge per l’abolizione dei call center. Vorrei dire a Gheddafi: ora prenditi tenda, cavalli e tutto, e tornatene in Libia. Vorrei che il nostro premier gli rappresentasse la nostra indisponibilità ai ricatti, business o non business, e avesse a cuore la dignità della cittadine di questo paese.

Dolci rivegli.

(scritto in verde, in onore del nostro illustre ospite).

TEMPI MODERNI Agosto 7, 2010

TENDENZIALMENTE

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Nell’avvisarvi che stanotte potremmo essere investiti da uno tsunami solare, ma la cosa non dovrebbe avere conseguenze preoccupanti; nel raccomandarvi di evitare viaggi a Mosca, se avete bisogno di aria buona; nel confessarvi che tra i senesi e i cavalli, io scelgo i cavalli; nell’informarvi del fatto che Julia Roberts si è improvvisamente convertita all’induismo; nell’incoraggiare le signore a usare tutti i capi viola e fucsia che si sono comprate, perché la prossima estate ne faremo stracci per la polvere: pare che andrà da pazzi il tremendissimo giallo (questa la mia personalissima mini-rassegna stampa di oggi), vi dico che tendenzialmente io staccherei, per un paio di settimane, e mi farei un giretto. Tendenzialmente, dico: non posso escludere che mi scappi un post.

La mia casa è comunque a vostra disposizione. Non fate troppo disordine. A presto!

Corpo-anima, TEMPI MODERNI Luglio 24, 2010

SPUTTANA IL PRETE

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Ok, sputtana il prete è il gioco dell’estate. Ok, non puoi predicare bene e razzolare male. W queste inchiestone scoop sulla lussuria nella Chiesa, così siamo tutti più tranquilli. Il Vicariato di Roma ordina a tutti i preti gay di venire allo scoperto e di lasciare la tonaca. Occhio, perché se ubbidissero tutti vedremmo un esodo biblico, e non lo dico con l’intento di diffamare, ma come pura constatazione di realtà: io ne ho conosciuti davvero tanti, di sacerdoti omosessuali. Che lo erano, palesemente, vistosamente, anche se sono pressoché certa che non avessero una vita sessuale, intesa come pratica della propria sessualità: nessun essere vivente dotato di un sesso può “smettere” la sua vita sessuale. Può sublimarla, offrirla al Signore, può imbrigliarla e farci i suoi conti nei modi più svariati, ma l’autocastrazione non è pensabile.

Detto questo, sono furiosa: perché qui è colpita l’omosessualità, non la doppia vita. La doppia vita non consiste nell’essere omosessuale, “condizione” che non si sceglie. Uno può essere omosessuale e voler fare il prete, ed essere anche un grande prete, un grandissimo prete che sale ai vertici delle gerarchie ecclesiastiche. E’ già così. La doppia vita consiste nell’avere rapporti sessuali, omo o etero che siano, nel tradire la promessa di rinunciare a praticare la propria sessualità, perfino nella masturbazione.

Non ci si può impegnare a non essere omosessuali, così come non ci si può impegnare a essere o non essere eterosessuali. Si può promettere solo di non esercitare la propria sessualità, qualunque essa sia, in nome di un bene più grande.

Che la Chiesa impedisca agli omosessuali di prendere i voti è assurdo e ipocrita. Escano piuttosto allo scoperto i sacerdoti, i vescovi, i cardinali omosessuali, e rivendichino di poter stare nella Chiesa. E semmai invitino i giovani omosessuali che scelgono i voti solo per poter nascondere la loro condizione, come è sempre capitato, a non intraprendere più questa strada, che fa male a tutti, alla Chiesa e a loro stessi.