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Archivio

Archivio Luglio 11, 2008

RETRIEVER

A Conselve, Padova, un cane husky ha prelevato una bambina di due mesi dalla culla e l’ha depositata nel giardino della casa dei suoi padroni. La bambina per fortuna sta bene, il recupero non ha avuto conseguenze.  Probabilmente il cane Sky voleva fare omaggio ai suoi padroni di questa magnifica piccola preda. Si è comportato come un perfetto retriever, anche se non so se il riporto sia una specialità degli husky. Il mio labrador, razza retriever per eccellenza, per fortuna non è specializzato in bambini. Recupera palloni preferibilmente sgonfi, in dieci anni ne avrà portato a casa almeno duecento. Li mettiamo in una speciale cesta e, sia pure con rammarico, di tanto in tanto ne buttiamo un po’. Un’altra sua specialità sono i cuscini, limitatamente a quelli della mia comprensiva vicina di casa.

Siamo in tanti a volere bene ai cani, talmente bene che spesso, e a sproposito, chiediamo loro di essere uomini. Non c’è nulla di sorprendente nel comportamento di Sky. Ha fatto il cane. Ed è stato molto bravo, per quello che ne sa lui. Speriamo non gli tocchi pagare in qualche modo tanta fedeltà a se stesso.

Archivio Luglio 9, 2008

SOTTO LA PELLE, NIENTE

Leggo, e vedo in un reportage fotografico alquanto spietato, che Jennifer Lopez non “passa” la prova costume. E’ in Italia, ospite sulla barca dei suoi amici Dolce & Gabbana. Pallida, cellulite sulle cosce, il famoso sedere che non sembra più lui ma quello di una qualunque sposa latina. Anche il costume non è granché. La foto ingrassa, ma non si può dire che J Lo sia snella.

Per quello che ne so la ragazza non dev’essere lontana dalla quarantina, ha partorito da qualche mese un paio di gemelli e verosimilmente li attacca al seno. In tempi non lontani l’opimo splendore di una donna che allattava era la bellezza femminile al suo trionfo. Oggi non c’è niente di più antiestetico di una mamma. A meno che -vedi Victoria Beckham, sempre più magra dopo ogni parto- le sue ossa non tornino a liberarsi in fretta di ogni residuo di carne. Sotto la pelle niente, salvo due enormi protesi esteticamente corrette al posto dell’odiosa ghiandola mammaria.

Archivio Luglio 8, 2008

IL COMUNISMO?

“Una soluzione deve pur esserci”, mi scrive Maria Rosa. E mi piace molto questa fiducia, questa sicurezza nel fatto che i problemi in qualche modo -con la pazienza, con la tenacia, con il provare e riprovare- si possano risolvere, che da qualche parte la soluzione ci sia, che esista un posto dove le soluzioni finalmente si incontrano.

Nico suggerisce che questo posto è “il comunismo”: converrà tuttavia sul fatto che purtroppo dalla soluzione che lui propone storicamente sono nati più problemi di quelli che si è supposto di risolvere. Temo quindi che si dovrà guardare in altre direzioni. Sono lieta che anche lui abbia una fiducia, anche se non posso davvero dire di condividerla.

Archivio Luglio 7, 2008

LO SPAZIO PER PERDERSI NEL TEMPO

C’è sensibilità, vedo, intorno al fatto che ai bambini non è concesso di perdere tempo. Io direi meglio: perdersi nel tempo, sfuggire a quell’unico senso del tempo per trovarne un altro, un tempo “magico”, come direbbero loro, un tempo di cui essere quasi gli unici testimoni, insegnandone ai noi adulti. Capiamo, evidentemente, che non perdere tempo vuole dire perdere qualcosa d’altro che è molto prezioso.

Il fatto è che si deve offrire loro lo spazio per perdersi nel tempo. Detto in una parola: chi può far loro compagnia, mentre fanno questo “lavoro”? Se le mamme e i papà lavorano, e lavorano sempre, e sempre di più, “chi guarderà i bambini?”, come si chiedeva il titolo del saggio di una psicoanalista francese? Come si deve fare?

Archivio Luglio 5, 2008

PREZIOSISSIMO TEMPO PERSO

Riproduco qui la lettera di un sacerdote che dice una piccola cosa di buon senso.

“Gentile signora Terragni, ho letto, e condivido, quanto scrive ultimamente circa gli asili-nido.
Sono un sacerdote che opera nella città di Milano e vorrei se mi concede due minuti, provare a presentare alla sua attenzione un‘altra questione riguardante questa volta i bambini un po’ più grandi (anche se non so sia un problema reale o solo da me immaginato).
Ovunque il mese di maggio – e mi sembra in modo più accentuato a Milano – per i bambini e famiglie è ricco di appuntamenti non poco gravosi. Per questo ho cercato di anticipare ad Aprile le Prime Comunioni e posticipare ad ottobre le Cresime, anche se ovviamente non basta…
Ciò che mi colpisce, però, è vedere questi bambini che arrivano alla fine dell’anno scolastico stanchissimi e il lunedì successivo iniziare le attività estive (Grest in oratorio, campus nelle scuole e chi più ne ha più ne metta…).
Lei scrive che “l’interesse del bambino è sempre prioritario rispetto a quello di mamma, papà, datori di lavoro, educatori e così via”. In questo senso credo che i bambini hanno bisogno e dovrebbero, almeno per qualche giorno, svegliarsi più tardi, perdere tempo, “dimenticare” i ritmi frenetici e organizzati dell’anno e soprattutto dell’ultimo mese di scuola; invece alle otto di mattina eccoli lì pronti per nuove attività…(spesso appesantite dalla canicola estiva).
Capisco che quando i genitori lavorano – e oggi più che mai tale possibilità è una benedizione – i bambini non possono stare a casa da soli (non tutti hanno la fortuna di avere i nonni…); resta tuttavia il fatto che li vedo stanchissimi e hanno bisogno di riposo, di tirare un po’ il fiato.
Se bastasse sognare e un po’ di fantasia, mi piacerebbe pensare che in un mondo dove i genitori lavorano, fosse possibile spostare l’inizio del lavoro di un paio d’ore. Ma è una fantasia.
Come vede quindi non ho soluzioni, sollevo solo la questione che mi pare sia inerente “l’interesse del bambino”, felice poi di essere anche eventualmente smentito.
E chissà, magari parlandone qualche piccola soluzione si può escogitare.
Un cordiale saluto,

don Federico

Archivio Luglio 4, 2008

DUE PERSONE PER CUI PREGARE

Due persone per cui pregare -se si prega- questa mattina. Thomas Beatie, il padre-madre transgender di Washington, che ha partorito con cesareo, e la sua bambina: perché nella loro vita vada tutto bene-avevo scritto tutto “pene”, figuratevi: nel caso qualcuno avesse dubbi su quanto profondamente ci toccano cose come queste- e dal male di questa onnipotenza agita venga comunque il meglio, per loro e per tutti. E una preghiera anche per quell’altra bambina di Liegi, Nora, marocchina di 19 anni che è morta volando dal secondo piano per liberarsi dalla sofferenza del matrimonio combinato che l’attendeva nel suo paese. Perché dal suo dolore nasca libertà. E le donne si sottraggano finalmente alle pratiche autosessiste, di madre in figlia. E così sia.

Archivio Luglio 3, 2008

DECALOGO

Alcuni frequentatori di questo neonato blog si sono un po’ risentiti per quelle tre regolette di netiquette che ho impartito ieri, come una maestrina pedante. Viene in mio soccorso Marisa, con il decalogo ufficiale che qui sotto riproduco e che consoglio vivamente di consultare.

Si tratta in fondo di rispettare l’ambiente -anche iun blog lo è- evitando di abusarne, di depositare deiezioni, di inquinarlo in qualunque modo. Non c’è davvero da arrabbiarsi.

Impariamo tutti insieme. Buona lettura.

Quella che segue è la netiquette approvata dalla Registration Authority Italiana.

Etica e norme di buon uso dei servizi di rete:

Fra gli utenti dei servizi telematici di rete si sono sviluppati nel corso del tempo una serie di “tradizioni” e di “principi di buon comportamento” (galateo) che vanno collettivamente sotto il nome di “netiquette”.
Ecco un breve sunto dei principi fondamentali della “netiquette”, a cui tutti sono (sarebbero) tenuti ad adeguarsi.

1. Quando si arriva in un nuovo newsgroup o in una nuova lista di distribuzione via posta elettronica, è bene leggere i messaggi che vi circolano per almeno due settimane prima di inviare propri messaggi in giro per il mondo: in tale modo ci si rende conto dell’argomento e del metodo con cui lo si tratta in tale comunità.
2. Se si manda un messaggio, è bene che esso sia sintetico e descriva in modo chiaro e diretto il problema.
3. Non usare i caratteri tutti in maiuscolo nel titolo o nel testo dei tuoi messaggi, nella rete questo comportamento equivale ad “urlare” ed è altamente disdicevole.
4. Non divagare rispetto all’argomento del newsgroup o della lista di distribuzione; anche se talvolta questo comportamento è accettato o almeno tollerato aggiungendo il tag [OT] (cioè Off Topic che significa “fuori argomento”) nell’oggetto del proprio messaggio.
5. Se si risponde ad un messaggio, evidenziare i passaggi rilevanti del messaggio originario, allo scopo di facilitare la comprensione da parte di coloro che non lo hanno letto, ma non riportare mai sistematicamente l’intero messaggio originale.
6. Non condurre “guerre di opinione” sulla rete a colpi di messaggi e contromessaggi: se ci sono diatribe personali, è meglio risolverle via posta elettronica in corrispondenza privata tra gli interessati.
7. Non pubblicare mai, senza l’esplicito permesso dell’autore, il contenuto di messaggi di posta elettronica o privati.
8. Non pubblicare messaggi stupidi o che semplicemente prendono le parti dell’uno o dell’altro fra i contendenti in una discussione.
9. Non inviare tramite posta elettronica messaggi pubblicitari o comunicazioni che non siano stati sollecitati in modo esplicito.
10. Non essere intolleranti con chi commette errori sintattici o grammaticali. Chi scrive, è comunque tenuto a migliorare il proprio linguaggio in modo da risultare comprensibile alla collettività.

Archivio Luglio 2, 2008

RACCOMANDAZIONI PER L’USO

Grazie, per cominciare, a tutti coloro che partecipano attivamente a questo blog. Ma voglio ricordare qualche buona regola di netiquette:

a) sintesi: è certo che gli interventi troppo lunghi non vengono letti, quindi sono sprecati

b) discrezione: è impossibile avere un’opinione davvero interessante su qualunque argomento, quindi non è davvero il caso di intervenire esibizionisticamente su tutto. L’attenzione degli altri merita rispetto.

c) apertura: il blog è accessibile a tutti, perciò è preferibile evitare ogni autoreferenzialità tipo: sono d’accordo con quello che diceva Caio il 15 aprile  in risposta all’intervento di Sempronia il 12 marzo…

Si tratta di dire con semplicità quello che si pensa, se si ritiene degno di nota, più brevemente e chiaramente possibile.

Buona giornata a tutti.

Archivio Luglio 1, 2008

UN ORRORE GIA’ VISTO

Vi sono varie ragioni a favore dell’ipotesi di schedare i piccoli Rom, ben argomentate da vari rappresentanti del governo: per esempio, come dice l’attivissima ministra della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, il fatto di assicurarsi che vadano regolarmente a scuola.

C’è solo una ragione, ma una ragione davvero immane, per non procedere alla rilevazione delle impronte: il fatto che il provvedimento riguarderebbe solo l’etnia rom. Una logica tristemente nota, come la storia insegna, che in pochi passi conduce dai trattamenti “speciali” all’elezione di un popolo o di una “razza” a capro espiatorio, con tutti gli orrori che ne conseguono. Un prezzo troppo alto, per i rom e per noi tutti.

Se ci si vuole assicurare che i piccoli rom vadano a scuola non sarà difficile trovare altri sistemi.

La Chiesa ha ragione a opporsi, e noi con lei.

Archivio Giugno 30, 2008

IL CLOCHARD SALVATORE

Mentre io vengo aggredita da automobilisti borderline e da padroncine di cani, un lettore mi fa il reportage, sempre milanese, che vi ripropongo. Altra scena dal rovente week end metropolitano.

“Viale Stefini, Milano: sabato 28 giugno, ore 12.

Il clochard Salvatore non ce la faceva più. Anche nei giorni scorsi aveva minacciato di farlo, ma sabato sembrava proprio convinto. Perché, alla fine, nessuno lo aveva mai veramente ascoltato.

Ci aveva messo un attimo: aveva scavalcato la ringhiera ed era in bilico sulla copertura in lamiera, tra l’altro appena costruita, della ferrovia. E diceva che voleva buttarsi di sotto e farla finita.

La gente era alle finestre, sui marciapiedi. In pochi minuti sono arrivate ambulanze, vigili, pompieri e poliziotti. Tutti tentavano di farlo desistere, ma la situazione peggiorava, perché Salvatore era stanco: adesso era lui che non voleva più ascoltare nessuno.

Ha consegnato un foglio ad un poliziotto; gridava di essere stanco, che voleva una casa, un lavoro. “Ho bisogno di dormire”, dice.

E’ passata un’ora, quasi due, sotto un sole cocente e un’atmosfera pesante.

All’improvviso è arrivata una persona: “Sono del commissariato, conosco Salvatore da vent’anni: fatemi parlare con lui”.

Salvatore, ormai stremato, lo ha guardato: si sono riconosciuti. Tra loro è stato anche accennato un sorriso.

Il commissario è salito sulla scala dei pompieri: era l’unico che effettivamente avrebbe potuto parlare con Salvatore. Sono passati alcuni minuti, poi c’è stata una forte stretta di mano: quasi un patto tra due vecchi amici, che sono riusciti a sfidare ancora il destino.

Salvatore è stato salvato: non sappiamo cosa gli sia stato promesso, ma nonostante tutto, ha creduto ancora alla vita. Nonostante l’Expo, i grattacieli in progetto, la Milano da bere che ritorna puntuale. Mentre la gente ha tanta fame e voglia di dormire, in questa città che non avrebbe bisogno di apparire, ma solo di vivere meglio”.