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Archivio

Archivio ottobre 29, 2008

POTENDO SCEGLIERE

Domanda ai frequentatori:

potendo scegliere, che cosa preferireste vedere qui, visto che siamo ancora in fase di impostazione? Liberi dibattiti o botta-e-risposta (lettera e replica)? O eventualmente tutti e due?

Grazie per la collaborazione, e buona giornata

Archivio ottobre 28, 2008

PRIVILEGI

Sono una privilegiata: non ho neanche un euro in borsa, e dormo tranquilla sulla spalla del mio “bambino”: che cosa si può volere di più?

Archivio ottobre 28, 2008

SUPERMANAGER

A proposito di “fat cats”, i famosi supermanager, e non solo americani, che vengono salutati con liquidazioni milionarie pur lasciandosi terra bruciata alle spalle – e anzi, a quanto pare, molto meglio se ce la lasciano-: una significativa notazione di Warren Buffett, uno che se ne intende, essendo l’uomo più ricco del mondo:

Dimenticate l’antica massima che nulla rende vincenti come il successo: oggi la regola prevalente per i top manager è che niente rende come un fallimento”.

Ergo: non è sempre che non ne siano capaci, come potrebbe apparire. Può essere che non abbiano la minima intenzione di far andare bene le cose.

Se avete voglia e cuore di saperne di più: Gianni Dragoni e Giorgio Meletti, “La paga dei padroni”. (Chiarelettere)

Archivio ottobre 28, 2008

NESSUNA MISOGINIA

Dopo esserci addolciti con la struggente bellezza del video qui sotto, ancora due parole sulle donne, gli uomini, la politica.

Signori, non c’è proprio da convincere nessuno sulle capacità femminili. La società ne è perfettamente consapevole, e la politica anche. La misoginia non c’entra. I politici sono anche padri che vorrebbero il meglio per le loro figlie, pagano loro la migliore formazione, master e quant’altro, le aiutano a fare carriera e non sopporterebbero che venissero fermate da un glass ceiling. Non si tratta di dargli il tempo di abituarsi, o di disintossicarsi dal monosex, come qualcuno ha scritto intervenendo qui. Sanno già perfettamente cos’è, hanno già perfettamente chiara l’assurdità della situazione. E’ semplicemente che nessuno intende fare un passo indietro. Tutto qui. Una donna in più fa un uomo in meno. E tutti quei maschi che nella vita, soprattutto a sinistra, non hanno fatto altro che la politica -o meglio, quella che comunemente si intende come politica- non intendono rinunciare alla propria posizione con relative rendite. Chi li sbatte più fuori di lì?

Archivio ottobre 27, 2008

CONTRO LA SEX WAR

Vedete se questo vi fa passare la voglia di combattere -uomini contro le donne, donne contro gli uomini)….

Archivio ottobre 27, 2008

UNA PROVA “BENEAGURANTE”

Mi sto alfabetizzando nei new media. Portate pazienza. Ci provo con un filmato molto beneagurante. Vediamo se funziona. Buona settimana a tutti. Om.

Archivio ottobre 26, 2008

TANTO PER NON CAMBIARE

Foto pubblicata dal Corriere dei leader Pd sul palco della manifestazione di ieri a Roma: Cesare Damiano, Massimo D’Alema, Piero Fassino, Dario Franceschini, Giuseppe Fioroni, Matteo Colaninno. Giorgio Tonini, Antonello Soro. Niente donne. E non mi pare che ne sentano la mancanza.

Poi leggo che in Israele Tzipi Livni ha rinunciato a formare il governo: le trattative con gli ultraortodossi del partito Shas, decisive per la formazione di una maggioranza, non sono andate a buon fine. Del resto i rabbini di Shas lo avevano già chiarito: a capo di Israele Livni non la volevano. L’ha detto Mosè Maimonide in non so quale secolo: “In Israele non può esserci un re donna”.

Ci sono ben altri problemi, voi direte. Temo che gran parte di questi “ben altri problemi” abbiano a che vedere con il problema di cui sopra.

Archivio ottobre 25, 2008

MANDARLI TUTTI IN OSPEDALE

Il senatore ed ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, intervistato da un quotidiano (nel caso vi fosse sfuggito):

Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito… Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì… questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio”.

Questo post non lo categorizzo come “politica”. Questa non è politica. Questo non è amore per la polis.

Archivio ottobre 25, 2008

ROTH E GREER

Due consigli di lettura, visto che è sabato e si può fare un salto in libreria.

Appena terminato “Il fantasma esce di scena” (Einaudi) di Philip Roth, uomo libero.

Appena iniziato “La storia di un matrimonio” di Andrew Sean Greer (Adelphi). Ha l’aria di essere straordinario.

Archivio ottobre 25, 2008

NON E’ BELLO ESSERE POVERI

C’è il rischio, quando si parla di razzismo, di ficcarsi in un cul de sac. “Io razzista? Figuriamoci!”. E non si viene a capo di nulla. Mi ha illuminato quello che ho sentito dire a un signore nero, elegantemente incravattato: “La questione non è il colore della pelle. La questione è la povertà”. Non tutta la questione, forse, ma una parte cospicua.
Uno magari è stato povero, sa bene cos’è. Ha lottato per tirarsene fuori. Oggi i suoi figli capiscono l’inglese, sanno stare a tavola, hanno amici nella buona società. Magnifico. Poi un bel giorno gli arriva al piano di sotto una famiglia da chissà dove. Lei col foulard, quattro o cinque bambini moccolosi, tutti quei calzini stesi, gli odori dalla cucina. Il ritorno del rimosso, una rampa di scale più sotto. La paura che scatena la rabbia. La rabbia che diventa violenza. Ci vuole una grande anima per resistere, molte risorse interiori. E snon tutti le hanno.
Non c’è niente di sbagliato nel non voler essere poveri. Ho in mente un’orribile professoressa, signora borghesissima che purgava i suoi sensi di colpa insegnando in una scuola con molti bambini stranieri e presentandosi in classe indecorosamente ed esibizionisticamente stracciata. Niente analisi logica, niente storia o geografia. Solo “sperimentazioni”, cretinate multietniche e un sacco di altre inutili idiozie che non facevano crescere gli ultimi e tiravano verso il basso i primi. Perché lei “amava” snobisticamente i poveri, che pertanto dovevano restare poveri, o il suo goal esistenziale sarebbe andato a gambe all’aria.
Ma i poveri non vogliono restare poveri. I poveri vogliono uscirsene di lì. E’ facile che sbaglino strada, pensando che basti una bella macchina presa a credito o una cintura griffata. Ma quel moto dell’animo è sacrosanto. Non c’è niente di buono nell’essere poveri. E la bellezza, quella vera, la cultura, possono tutto. Avrebbe fatto meglio, la scellerata prof, presentandosi con uno di quei  bei tailleur che sicuramente aveva in guardaroba.
Prima sapremo garantire agli italiani “stranieri” diritti, rispetto, decoro, integrazione, occasioni culturali, prima faremo fuori la loro –e la nostra- povertà. Più gli faremo guerra, e peggio sarà per tutti. E non venitemi a parlare di San Francesco. Quella è tutta un’altra storia.
(pibblicato su Io donna – Corriere della Sera il 25 ottobre 2008)