Gordon, Manuel e la piccola Carmen

Gordon e Manuel sono una coppia gay. Hanno un bimbo di 23 mesi, Alvaro, nato con ovodonazione e maternità surrogata in India. E una piccola appena nata, Carmen, partorita da una donna thailandese. Carmen è biologicamente figlia di Gordon e di una donatrice sconosciuta. La donna che l’ha partorita non ha alcun legame  genetico con la bambina. Ma ora questa donna rifiuta di firmare le carte che permetterebbero alla famiglia di lasciare il Paese, e la coppia è bloccata a Bangkok, in una località sconosciuta, insieme ai due bambini. Il terrore è che le autorità thailandesi portino via loro la piccola.

La madre surrogata ha cambiato idea sul permesso di espatrio per la bambina quando ha scoperto che sarebbe stata figlia di due uomini. Ha detto che non lo sapeva, e che è molto preoccupata per lei.

Da febbraio in Thailandia la maternità surrogata non è più consentita in seguito ad alcuni casi drammatici (un businessman giapponese che si era procurato in questo modo 16 figli e un bambino down rifiutato dalla coppia che l’aveva “commissionato”). Non è chiaro, quindi, quale potrebbe essere l’esito della vicenda di Carmen: le autorità potrebbero acconsentire all’espatrio della bambina, decidere di affidarla alla madre surrogata o dichiararla adottabile.

Toccare i fondamentali della vita comporta spesso dilemmi irresolubili, se non con decisioni umanamente arbitrarie.

Carmen è figlia biologica di Gordon, ma la madre portatrice, a sorpresa, rivendica di voler prendere parte alle decisioni che la riguardano, manifestando l’instaurarsi di un legame con lei nel corso della gestazione. Con ogni probabilità è stata pagata per il suo “lavoro”, ma non le basta. Per la bambina che ha partorito “pretende” un padre e una madre. Ma in effetti, al netto delle sue legittime convinzioni etiche, non avrebbe alcun diritto di separare la bambina dal padre biologico.

Intanto c’è una bimba che sta vivendo le sue prime settimane in un clima drammatico, e un bimbo di 23 mesi insieme a lei.

A chiunque tocchi la parte di Salomone in questa piccola grande tragedia, si aggrappi a questa certezza: i bambini, prima di tutto. Tutti i diritti sono loro. I grandi che a vario titolo li hanno chiamati al mondo -con i loro gameti o con il proprio utero- se ne dovranno fare una ragione.

 

 

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