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Politica maggio 18, 2014

Oltre Hitler. Oltre ogni limite

 

Beppe Grillo ieri a Torino

Chi segue questo blog conosce la mia attenzione e il mio rispetto per i 5 Stelle e per i suoi elettori: digitate Grillo e M5S, i post sono qui da vedere, ad accompagnare la speranza che quel movimento notevolmente innovativo, a forte presenza femminile, con una decisa attenzione all’ambiente, intraprendesse prima o poi quella che ho chiamato “svolta gandhiana”, a cominciare da una maggiore mitezza nel linguaggio: il medium è il messaggio.

Le cose sono andate in tutt’altro modo: un’escalation incontenibile di violenza verbale, coprolalia, sessismo. Una regressione agli istinti più bassi. L’incapacità di fuoruscire dalla fase del “no”, malattia infantile del grillismo. Le censure, le epurazioni. La mistica -antidemocratica- della rete. Una misoginia senza freni. Fino alla piazza torinese di ieri, che a mio parere segna la svolta definitiva: in piazza Castello il M5S è politicamente morto o, al contrario, si è posizionato irreversibilmente e con successo tra i populismi fascistoidi e antidemocratici alla Le Pen. Ci toccherà aspettare una settimana per saperlo.

Un furente Beppe Grillo ha offerto alla piazza torinese il meglio del suo peggio. Non sono Hitler, sono oltre Hitler” (imbarazzando anche i suoi). “Bisogna ringraziarlo, Stalin… Schultz, vedi di andare affanculo“. “L’ebetino di Firenze è andato a dare due linguate a quel culone tedesco (Angela Merkel, ndr): citazione berlusconiana purissima, così come quel titillare il sentimento antitedesco. “Digos, Dia e Carabinieri sono con noi: le parole più gravi, di sapore golpistico, insieme alla promessa di processi sommari “contro i giornalisti, i politici e gli imprenditori che hanno rovinato questo Paese e alle ingiurie contro l’inno di Mameli. Oltre non si potrebbe, ma mai porre limiti all’Improvvidenza. Sentiremo il comizio conclusivo a Milano: se non è del tutto pazzo un po’ di freno a mano lo tirerà.

Di qui in ogni caso non si torna indietro, questo è certo: ieri Torino ha visto un nuovo Beppe Grillo, che dà ragione a chi fin dal principio ha paventato la sua pericolosità politica e la sua deriva fascistica. Di fronte a quell’one-man-show gni ipotesi di dialogo democratico decade. E stupisce molto che con sfortunato tempismo proprio due giorni fa in un’intervista a “Il Manifesto” la fondatrice della Lista Tsipras Barbara Spinelli, figlia di Altiero, padre fondatore dell’Europa, abbia aperto all’antieuropeista Grillo auspicando “un dia­logo con i 5 stelle e di deci­dere su punti spe­ci­fici poli­ti­che con­cor­date. Ci sono molte cose in comune… Ci sono molte posi­zioni di Grillo com­ple­ta­mente con­di­vi­si­bili, e fra l’altro simili se non iden­ti­che alle nostre. M5S potrebbe svol­gere un ruolo molto impor­tante”.

Grande, grandissima, enorme confusione sotto il cielo.

 

 

Politica, Senza categoria febbraio 18, 2013

Movimento 20 Stelle

La piazza straripante per Grillo a Torino, che vedete qui sopra -la composta, sabauda, atarassica Torino, che noi milanesi stralunati ed estroversi da sempre fatichiamo a capire – dovrebbe aver sciolto ogni riserva di dubbio: che arrivi al 18, al 20 o anche oltre, il Movimento 5 Stelle entrerà in Parlamento alla grande, terzo o forse secondo (io credo) partito. Il che comporta senz’altro una cosa: non sarà più possibile pensare di cavarsela dileggiando, minimizzando o intasando la rete di rumours e notizie tossiche. L’ultima, stamattina, sul fatto che i 5 Stelle sarebbero contro la legge 194 sull’aborto: dal sito non risulta, ma alcune dichiarazioni della capolista al Senato nelle Marche, Serenella Fucksia, autorizzerebbero dubbi in questo senso.

In attesa che Fucksia chiarisca, ribadirei questo: con quella forza politica, con i suoi parlamentari eletti ci si dovrà misurare, e già da tempo il buon senso suggerirebbe di abbandonare il piano dei gossip e dei veleni per mettersi sul piano del confronto reale. La piazza di Milano (domani in Duomo alle 18.30) sarà molto significativa.

La litania più insistente recita che il Movimento 5 Stelle è un movimento di protesta e non di proposta: il che non corrisponde al vero. Il programma dei 5 Stelle, che potrà piacere o non piacere- è online da molti mesi. Puoi essere d’accordo o non d’accordo sul reddito minimo di cittadinanza o sul no-Tav, ma le posizioni sono molto chiare. La vera nebulosa -forse è un mio problema, ma non credo- riguarda i meccanismi di democrazia interna: non ho ancora ben capito come ci si regolerà per stabilire le posizioni del movimento, eventuali alleanze o convergenze programmatiche e così via. Una volta lì dentro, poi, protesta e ostruzionismo non basteranno più. L’altra cosa che non mi è chiara -ma data la configurazione dei 5 Stelle forse non è primaria- è chi sarebbe il candidato premier. C’è un altro dubbio, che ha a che fare con il nostro digital divide: se, com’è stato nel caso delle Parlamentarie, la maggior parte della vita interna del movimento si svolge online, le decisioni vengono prese lì e così via, questo taglierebbe fuori molti cittadini che non sono in rete.

Quello che colpisce, a pochi giorni dal voto -pur tenendo conto delle necessità della competizione- è l’asprezza dei toni, andata e ritorno. Grillo, che dovrebbe forse cominciare a mostrare la sua faccia meno urlata e più “di governo”, ma anche i suoi competitor, che insistono a trattare una forza politica con un enorme seguito come se avesse ancora di fronte un comico pazzo + 4 amici.

Dal 26 febbraio, la musica dovrà cambiare. Per il nostro bene, dico.

Politica, TEMPI MODERNI maggio 12, 2011

FATEMI UN PIACERE PERSONALE

Amiche e amici, vi tengo compagnia come posso, ogni giorno siamo qui a discutere insieme, anche la sera, il sabato, la domenica, le feste comandate e in piena estate. Potreste ricambiarmi con un favore personale?

Andate a votare. A Milano, Torino, Bologna, Napoli, Cosenza, ecc.: andateci.

Massimo rispetto per l’astensione, ci sono circostanze in cui è la cosa giusta. Ma questa volta non lo sarebbe. Frugate nel cassetto del comodino -io lo tengo nella credenza-,  tirate fuori il certificato elettorale, verificate la scadenza della carta di identità, e andateci, domenica o lunedì mattina. E vi dirò di più: fate in modo che il vostro voto sia un supervoto, indicate anche una candidata o un candidatoscrivendo il suo nome in corrispondenza della lista che scegliete. Voi sapete che alle politiche non si può scegliere, le liste sono bloccate, non perdiamo l’abitudine a farlo anche quando si può. La persona giusta conta forse più del partito giusto.

Non ne potete più della politica, vediamo tutti cose stomachevoli, ma ne vedremo anche di più se riununciamo alla piccola ed enorme prerogativa di scegliere. La vostra passione politica è sfibrata, appannata, infiacchita, sopita. Ma c’è: una delle nostre pregevoli caratteristiche di italiani è una grande attenzione a quello che capita politicamente, forse con una discutibile propensione alla rissosità. ma siamo animali a sangue politicamente caldo.

Andate a votare, perciò. E anzi, vi chiedo di più: datevi in questi due giorni l’obiettivo di convincerne almeno un altro, oltre a voi stessi. E farete il capolavoro se riuscirete a convincerlo a votare dalla parte giusta (se no lasciate stare, grazie).

E qual è la parte giusta? Io non lo dirò oltre, l’ho detto in abbondanza, e quel minimo di par condicio la devo pur rispettare. Se proprio non vi sovviene e vi interessa saperlo, fatevi un giretto in questo blog. Io so dove ci sono persone oneste, generose, capaci, in spirito di servizio, che non vogliono trarre un profitto personale dalla loro elezione, che non avrebbero nessuna ragione di prendersi questa rogna, perché la loro vita è già piena, la loro professione è già avviata… eppure lo fanno. Ne indicherò una.

Andate a votare, amiche e amici. Facciamo insieme questa parte significativa del nostro mestiere di cittadini,

Ne vale quasi sempre la pena. Ma stavolta di più.

Donne e Uomini maggio 7, 2010

TORINO, AFGHANISTAN

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Dal Corriere.it

Per umiliare la figlia, considerata sessualmente troppo disinvolta, un padre l’ha sottoposta personalmente al test della verginità e ora per effetto di una sentenza della Cassazione, rischia la condanna per violenza sessuale. Il caso arriva da Torino dove un 55enne, per verificare la perdita della verginità della ragazza, dopo averla denudata, aveva fugacemente introdotto le dita della mano nella vagina. Denunciato dalla figlia, il padre era stato assolto da ogni accusa in primo grado mentre la Corte d’appello di Torino il 17 giugno 2009 lo aveva condannato a otto mesi di reclusione per il reato più lieve di violenza privata. Una condanna contro la quale la procura del capoluogo piemontese ha fatto ricorso con successo in Cassazione sostenendo che «l’esplorazione vaginale su donna non collaborativa non solo non può produrre alcun risultato certo e non esclude che l’uomo, sebbene fortemente contrariato dalla presunta disdicevole condotta della figlia, avesse agito su impulso sessuale».

Mio commento: della vicenda, già allucinante, particolare sconcertante nel passaggio della sentenza dove si dice che «l’esplorazione vaginale su donna non collaborativa… non può produrre alcun risultato certo“. Come a dire: oltretutto è inefficace. Ma questo che cosa c’entra con il comportamento di quel padre? Se l’esplorazione fosse stata “efficace” sarebbe stato autorizzato a farlo, o la sua colpa sarebbe stata meno grave?