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diavolo

Politica, TEMPI MODERNI febbraio 23, 2010

TENTATI DAL DIAVOLO

diavolo

Tempo fa la lingua era molto più efficace nel dire il fascino del male, parlando del Diavolo e delle sue tentazioni, allegoria di chiarezza lampante, in cui le cose diventavano immediatamente evidenti. Se ci fate caso, il male ha la caratteristica di essere ipnotico, di chiamarci al suo cospetto e di impedirci di distogliere lo sguardo da lui, riducendoci all’impotenza (a vendergli l’anima). Anch’io cedo alle sue tentazioni, e sto lì, come tutti, a contemplare il disastro della corruzione nel nostro paese, oggetto degli ultimi post. E invece lo sguardo va velocemente distolto di lì, perché possa posarsi sul bene in essere.

Io non rubo, non sono corrotta e non mi lascio corrompere, non faccio “marchette” (in gergo, prestazioni giornalistiche su commissione), cerco sempre di dire la verità, onoro i miei debiti, cerco di non volere il male di nessuno, insegno a mio figlio la convenienza dell’onestà e dell’amore, insomma non sarò perfetta ma cerco di fare le cose che, sono sicura, fanno tutti quelli che passano da queste parti, e un sacco di altra gente. Ci scommetterei, la maggioranza della gente del nostro paese.

Così, io dico, dobbiamo guardarci l’un l’altro, e andare avanti per la nostra strada, fiduciosi, e fare in modo che da questa integrità e da questa fiducia vengano buone idee e si ingeneri quel circolo virtuoso che ci porterà fuori di qui. Non dico che si deve fingere di non vedere, ma si deve saper vedere anche quello che c’è di buono e stargli vicino. Si deve seguire l’esempio degli illuminati e dei santi, che al Demonio hanno sempre opposto la loro perfetta indifferenza, scostandosene rapidamente. Solo così verrà qualche buona idea, solo così si potrà contenere e ridurre il male che ci affligge.

Quanto alla corruzione, abbiamo tante volte detto che l’effetto paradosso di Tangentopoli è stato quello di “sdoganare” e diffondere queste cattive pratiche. Come è potuto capitare? Forse, mi domando -piena di dubbi, ma me lo domando- è che gli abbiamo dato troppa importanza? Forse è che siamo stati troppo al cospetto di quel male, fino a sfibrarci e a ridurci all’impotenza?

esperienze novembre 21, 2008

IL DIAVOLO, PROBABILMENTE

Il fascino del negativo (parlo per me stessa, anzitutto) è irresistibile.

Ore, giorni, anni, vite intere spesi a scovare il male, a cercare tutto quello che non va, e a descriverlo minuziosamente, a farne una mappatura estenuante: i partiti, e i vecchi, e i corrotti, e la burocrazia… E quindi a servirlo, dedicandovisi con zelo e passione. Una vita intera non basterebbe, e se bastasse ci sarebbe subito pronto dell’altro male a cui dedicarsi, rapiti dal vortice, senza possibile via di fuga. Tutto il nostro tempo e le nostre energie investite nell’indagine adorante di quello che non va, quando lo sappiamo già tutti benissimo, l’abbiamo detto più e più volte, e da sempre, nei secoli dei secoli. Cambiano i particolari, ma la storia è sempre la stessa, e noi che collaboriamo con zelo a propagarla e perpetuarla.

il diavolo (rosalinda celentano) in "la passione di cristo" di mel gibson

Il diavolo (Rosalinda Celentano), da "La passione di Cristo" di Mel Gibson

Il diavolo, probabilmente: basterebbe dire questo, e sarebbe detto tutto. L’angelo caduto e invidioso che non può che tentarci e distrarci dal bene -dalla notte dei tempi non dispone di altre armi-, per abbagliarci e farci precipitare insieme a lui. Che ci impedisce di credere e di costruire, e ci consente come unica possibilità di illusorio movimento il cerchio snervante e soffocante di una rabbia e di un’indignazione sterili, sempre uguali a se stesse.

Ma è solo il bene a fare la differenza. E’ sul bene -o su Dio, sul Logos, su Amore, ognuno ha il suo modo di chiamarlo-che si dovrebbe tenere fisso lo sguardo, per mettersi al suo servizio e farlo crescere. Ed è così difficile. Ci vogliono occhi così limpidi, guariti da ogni male, e una tale fervida fiducia nella buona novella che ci si annuncia di continuo, e che chiede che la diffondiamo…

Se ci si riuscisse con continuità, a volere bene con tutto il nostro cuore, il più sarebbe fatto. E amen, o Om, che poi è dire lo stesso: sia ciò che E’, ora e sempre.