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Politica novembre 23, 2015

Napoli, è nato ‘nu criature: Possibile, nuovo soggetto politico

Sabato 21 novembre, in una giornata storica per Napoli (la candidatura a ri-sindaco di Antonio Bassolino e l’addio a Don Luigi Condurro, noventaduenne maestro della storica pizzeria “Da Michele”), sull’Arenile di Bagnoli flagellato da marosi e libeccio è nato Possibile, nuovo soggetto politico fortemente voluto dal no-leader Pippo Civati (la fase congressuale si concluderà a febbraio).

Un migliaio tra partecipanti e delegati eletti dalle centinaia di comitati di tutte le regioni, età media più da concerti che da politica –stupefacente, di questi tempi-, molte donne –anche questo non scontato-, gran quantità di competenze e di giovani “professori”, libertà da schemi novecenteschi, clima creativo e da work in progress.

E’ nato “’nu criature” che non somiglia a nessuno e crea non pochi interrogativi: è rosso? è verde? è rosa come il suo logo? e come diavolo si comporterà?

Uguaglianza ma non egualitarismo, lavoro, casa, lotta alla povertà e reddito minimo, vera battaglia sull’evasione fiscale, decisa svolta ambientale, alternativa energetica, punto sui diritti, fine della questione maschile. Umori langeriani. Quanto alla guerra in corso: basta con la vendita di armi, e miglior cordinamento delle intelligence europee. Centralità del Sud, con tutto il suo potenziale inespresso. Forma: partito semi-liquido, con piattaforma web e indispensabili dotazioni virtuali – ma con i piedi solidamente piantati nei contesti, nei posti dove si vive e si lavora, si soffre, si cerca di essere felici, si costruiscono relazioni, dove già si stanno sperimentando buone pratiche e dove c’è sempre qualcosa di importante da fare (qui l’intervento di Civati).

(5 stelle di sinistra? si chiede qualcuno)

Un passo avanti, dalla retorica della partecipazione verso la pienezza della sovranità: il che poi non sarebbe un grande azzardo, essendo che la Costituzione lo prevede. Quindi un’assemblea sovrana e comitati locali altrettanto sovrani, coordinati tra loro per temi e progetti. La piramide gerarchica perde pezzi e si appiattisce in una forma reticolare con un segretario eletto, primus inter pares.

Ambizioni di governo ma nessun “vincismo”, e niente soluzioni politiciste calate dall’alto: per le prox amministrative, ad esempio, saranno i singoli contesti a decidere se, come e con chi, in una prospettiva di dialogo con i soggetti di sinistra, gli ambientalisti, i riformisti e i radicali interessati a un’idea di Italia che si distanzia dal mainstream governativo.

La proposta “nessuna alleanza con il Pd” è stata accolta dall’assemblea napoletana con un boato festoso e inequivocabile.

ambiente, Politica settembre 16, 2015

Salviamo il nostro mare! 3 referendum contro le trivelle + altri 5

Polignano a Mare, uno dei siti prescelti per le trivellazioni alla ricerca di petrolio

E’ tradizione italiana che i media oscurino le notizie sui referendum. Mai come stavolta, però. Contribuirà a rompere il silenzio l’adesione di Italia Nostra a 3 degli 8 referendum indetti da Possibile insieme a Green Italia e Sinistra liberale, Azione civile e Verdi, con la collaborazione dei Radicali e anche dei Giovani Democratici in alcune zone del Sud.

Italia Nostra sosterrà i referendum contro le trivellazioni per la ricerca di petrolio in mare (circa 40, concentrate fra il canale di Sicilia, l’Adriatico centrale e il mar Jonio) e per l’abolizione della legge Obiettivo. Ed esorta le Regioni, chiamate da oggi a decidere sulla delibera, a sostenerli. Se infatti se almeno cinque Regioni delibereranno e depositeranno entro il 30 settembre, la prossima primavera i cittadini potranno esprimersi sui referendum ‘In difesa dei mari italiani’ anche nel caso la raccolta di firme in corso non dovesse raggiungere l’obiettivo delle 500 mila.
L’urgenza, segnala Italia Nostra, è drammatica: “In mancanza di questi referendum tutti i procedimenti per i progetti di esplorazione si realizzeranno in tempi molto brevi, minacciando in modo irreversibile il nostro ecosistema. La maggior parte delle perforazioni, infatti, si svolgono entro le 12 miglia dalla linea di costa, nel Mare Adriatico addirittura 5 miglia”. I sindaci del Salento si sono a loro volta mobilitati. Hanno già firmato il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, Giusi Nicolini, sindaca di Lampedusa, e il sindaco di Messina.

Oltre ai referendum ambientali, Possibile promuove altri 5 importanti quesiti sui temi del lavoro, della democrazia e della scuola: contro il demansionamento e i licenziamenti facili, contro i capilista bloccati e i presidi-manager. Li trovate tutti qui.

La raccolta di firme continuerà in tutta Italia per altri dieci giorni, l’oscuramento mediatico non ha impedito la stramobilitazione,con centinaia di migliaia di firme: l’obiettivo è vicino. In alcune realtà metropolitane i prossimi 19-20 settembre è programmato un “week end per la democrazia”, con tavoli referendari diffusi.

 

 

 

 

 

Politica giugno 22, 2015

Civati, anti-leader di Possibile

Pippo Civati ieri a Roma alla presentazione di E’ Possibile

Sostiene Pippo Civati che finché è restato a soffrire nel Pd gli hanno dato, per così dire, dell’ipodotato. Ora che è sceso dal carro del cosiddetto vincitore tanti gli dicono che ha “due palle così” a essere uscito, con quell’elegante espressione che racconta il coraggio come esclusiva virile e ne colloca il ricettacolo in area genitale.

Restando in tema antropologico, o andrologico, per natura e cultura Civati incarna perfettamente la tipologia dell’anti-leader. Ama la politica e ne vuole essere protagonista ma sfugge al ruolo del capataz, proprio lo angoscia. E’ l’uomo solo al non-comando, si offre come snodo, hub, ripetitore multiporta che attiva la rete.

Nel mio ultimo libro (Un gioco da ragazze, 2011) scrivevo questo:

In rete il capo è meno capo e il potere si depotenzia. Nello spazio che lui lascia sgombro si rafforzano le relazioni, tessuto connettivo di un nuovo civismo… Non stai facendo rete se pretendi di conservare un vertice su cui startene appollaiato…

La rete è la piramide gerarchica che si affloscia e si appiattisce… Leader e gerarchie non servono più a far funzionare le organizzazioni. Semmai sono il problema delle organizzazioni… Il nuovo modello è quello della rete che pulsa, co-crea, redistribuisce e fa fluire, velocizzando i processi e moltiplicando le opportunità… In rete il potere si mostra per quello che è: un trattenimento, un abuso, un ingorgo, qualcosa di «antipatico», ovvero di non condiviso, un blocco dell’energia che fa ammalare il corpo sociale e anche i corpi individuali”.

Aggiungo che la rete c’è già, non c’è bisogno di crearla dal nulla o di ricrearla bonficando un tessuto abbandonato o marcito.

Nei caotici e visionari anni Settanta della mia adolescenza, quando tutto si è manifestato in embrione e in rivoluzioni simboliche, avevo strambi amici che facevano la maglia come forma di militanza, o che scrivevano libri con titoli tipo “L’antimaschio” (Stefano Manish Segre che ora vive a Maui, hi brother). Ricordo un altro amico, Alex Langer –stra-citato ieri, alla prima convention di Possibile, soggetto politico lanciato da Civati– il cui straordinario carisma profetico non attingeva da esuberanze inguinali o da appollaiamenti in cima a piramidi.

Per dire di Possibile, vorrebbe essere questo: una efficace messa in comunicazione e condivisione di quello che come dicevamo c’è già, ovvero la politica vivente nei contesti, le associazioni di cittadine e cittadine su questioni reali, le buone pratiche già operative, le soluzioni pensate globalmente e agite localmente, il lavoro condiviso sui beni comuni (vedi la premio Nobel Elinor Ostrom). Per arrivare a farne proposta di governo.

Qualcosa che, per una volta, non rappresenti le istanze dei bureau delle banche e della finanza più o meno tossica, come di norma i partiti chiamati oggi semplicemente ad amministrare decisioni prese altrove, ma un’idea del politico come “mediatore che ascolta la voce del suo popolo, scorge le vie praticabili e sa mediare, avanzando in vista del bene comune. E in questo mediare si logora, muore: il mediatore perde sempre; perde per far vincere il popolo(Papa Francesco, “Pastorale Sociale”). E per Alex Langer non è stata solo metafora.

Dato che in molti, non solo Francesco, ne parliamo e ne scriviamo da tanto tempo, prima o poi ci si doveva arrivare. Potrebbe essere questa la volta buona. Potrebbe essere Possibile.

Per il resto si può dire che ieri, sotto il sole cocente del solstizio a Roma e con il buon auspicio della congiunzione Luna-Venere-Giove (che splendore!) si sono viste più di duemila belle e chiare facce di donne (tantissime) e uomini competenti e di buona volontà, legati tra loro da un filo di fiducia e di felicità.