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internazionale

Donne e Uomini, femminicidio, questione maschile novembre 13, 2013

Un docu-film per il 25 novembre, giornata contro la violenza

Il documentario “Marta’s Suitcase” del regista austriaco Günter Schwaiger racconta la storia di una donna spagnola vittima di una brutale aggressione da parte dell’ex-marito, che ora sta per uscire di prigione. Lei è certa che ci riproverà, così a ormai 10 anni di distanza è ancora costretta a nascondersi e combattere quotidianamente il trauma e la paura.
In parallelo il documentario mostra l’attività dell’associazione Männerwelten di Salisburgo, che offre ascolto e sostegno agli uomini violenti. Uno di loro accetta di raccontare anonimamente la sua esperienza, fornendo un inedito e agghiacciante controcampo al racconto di Marta. Girato in Paesi culturalmente e socialmente distanti come Austria e Spagna, il film mostra l’universalità del problema a partire da due casi reali: la sofferenza e la lotta delle donne vittime di violenza domestica da una parte e il lavoro e le motivazioni di chi si impegna per prevenirla dall’altra.
In programmazione nelle sale spagnole, “Marta’s Suitcase” è stato presentato per la prima volta in Italia nel corso di “Internazionale” a Ferrara lo scorso ottobre, e fino alla prossima primavera sarà in tour in molte città italiane nell’ambito di “Mondovisioni – I documentari di Internazionale”, che ripropone in tutta Italia la rassegna presentata al festival.
Per il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza -ma anche prima e dopo quella data- il documentario sarà disponibile -versione sottotitolata in italiano- a chiunque ne faccia richiesta per proiezioni speciali, incontri ed eventi.
Il documentario può essere richiesto scrivendo a: info@cineagenzia.it, o contattando il 347 5781713.
Donne e Uomini, esperienze, Politica novembre 28, 2010

SE TUTTE LE DONNE

Leggo l’editoriale dell’ottimo Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale: “Se tutte le donne andassero a scuola, se tutte le donne si laureassero, se tutte le donne smettessero di guardare programmi televisivi dove le donne sono svilite… se non comprassero più i prodotti che fanno pubblicità usando il corpo delle donne… se votassero solo le donne... Se tutte le donne si organizzassero. Se tutte le donne facessero sentire la loro voce. Se tutte le donne sapessero il potere che hanno“.

Se tutte le donne, aggiungo io, si convincessero che il momento è adesso, quello che ho chiamato qui sotto fase ricostituente, intesa come ripartenza corroborante ed empowering, tenendo bene a mente, come numi tutelari, come angeli custodi, come sorelle, come madri, le 21 pioniere costituenti. E per fase ricostituente voglio significare soprattutto -altro che terzo polo!- completare la nostra democrazia a partire dall’assunzione del doppio sguardo, maschile e femminile. Il vero bipolarismo! Che è ora di fare la politica, e di farla a modo nostro. O meglio ancora, di prendere la politica che già facciamo e di portarla a governare il paese…

Alle amiche che passano di qui io domando questo: voi percepite in voi e nelle altre questo desiderio, già formato o in embrione?

Seconda domanda: se questo desiderio si sta effettivamente muovendo, che cosa ne fate? dove lo portate? quali sono i luoghi giusti per praticarlo? quali uomini scegliete come interlocutori?

Do a questo post molta importanza. Forse quello della costruzione di un patto.

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