Sul Corriere.it la notizia sull’operazione Cauldron, nome in codice di un programma portato avanti dal Ministero per la Difesa inglese nel 1952, in piena Guerra Fredda: test su animali, in particolare su scimmie (83 esemplari di Macacus Rhesus) per verificare i possibili effetti di una guerra batteriologica. Sull’esperimento fu realizzato un filmato, recentemente pubblicato su Youtube: guardatelo, se non siete troppo impressionabili. Io non ce l’ho fatta.

Sono una donna piuttosto coraggiosa, ma non sono in grado di sopportare la vista di un animale maltrattato. Semplicemente perdo i sensi, il rifiuto è radicale. Mi sono chiesta la ragione di una reazione così violenta. Credo che sia perché nel maltrattamento degli animali (a scopo di “ricerca” o per puro sadismo, senza altri scopi: gli episodi di crudeltà purtroppo si stanno moltiplicando) si può intuire istantaneamente tutto il potenziale distruttivo di un sentimento pervertito. E’ l’umanità stessa che si nega, contravvenendo a una legge radicata in quello che chiamarei istinto: la cura delle creature piccole, fiduciosamente affidate alla nostra specie “adulta”.

Salta quell’ “istinto”, salta quel fondamentale, e salta tutto. Crolla rovinosamente e all’improvviso il senso della civiltà umana e di ogni legame, come un misero castello di carta. Dev’essere questo, la vertigine che mi prende.

Troppo male in un colpo solo, che sembra rendere vana ogni fatica. La parte piccola, indifesa, bisognosa, dipendente di me che soffre e muore come quelle povere creature.

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