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Marina Terragni

Uncategorized Settembre 14, 2020

Cira-Ciro, le masculille, il queer

C’è una parola napoletana, “masculilla”, corrispettivo del più noto “femminiello” per raccontare Cira-Ciro Migliore, la giovane donna (il suo corpo è femminile e all’anagrafe è donna) brutalmente aggredita dal fratello della sua compagna Maria Paola Gaglione, uccisa nella spedizione punitiva.

In quella cultura antica che precede di millenni la tassonomia queer, alcune creature decidono di non appartenere al genere che sarebbe loro assegnato in base al sesso di nascita. E vivono, si abbigliano, si comportano come se appartenessero a un genere terzo, né precisamente maschile né precisamente femminile, tradizionalmente accettati nella loro scelta dalla comunità che attribuisce loro un posto e un ruolo preciso.

I femminielli della tradizione non si dicono donne anche se sono ammessi a vivere tra le donne. Discendenti dei Coribanti della dea Cibele, svolgono alcuni compiti rituali: la “tombolata del femminiello” -ancora in uso- allude a questi riti ancestrali. Idem le più rare “masculille” che non si dicono uomini ma fanno parte di un genere terzo e non sono costrette a una scelta tra i due generi. Tant’è che la madre di Cira-Ciro, testimone di quella cultura, la chiama alternativamente “mia figlia” e “mio figlio”.

La subcultura queer interviene su questo tessuto, delicato come una trina antica, e lo strappa rovinosamente: la tragedia di Caivano non si può leggere e decifrare con le lenti classificatorie di origine anglosassone (è sempre bene ricordare che fino al 1982 la Gran Bretagna ha perseguito l’omosessualità come reato penale). Quella subcultura mainstream sta distruggendo ciò che resta di una tradizione mediterranea millenaria, piegandolo a un uso politico contingente e usando questo orribile fatto di cronaca per promuovere il cosiddetto self-id: ovvero la possibilità di definirsi liberamente uomo o donna a prescindere dal corpo sessuato di nascita senza alcun atto pubblico che accompagni e sancisca il passaggio (è già pronta una legge).

Molte donne partecipano con empatia al dolore di Ciro-Cira e accettano di chiamarla “ragazzo”: è bene però che sappiano che la loro empatia sarà usata politicamente contro di loro, e dovranno conseguentemente accettare di chiamare “ragazza” qualunque uomo che con il corpo di uomo intatto vorrà accedere ai loro spazi, godere delle -poche- azioni positive destinate alle donne, delle quote lavorative e politiche, partecipare -e vincere- alle competizioni sportive femminili per il fatto che “si autoidentifica” come donna, anche in mancanza di qualunque percorso di transizione pubblicamente regolato. Sono pronte ad accettarlo?

Cira-Ciro è una masculilla che amava -riamata- una ragazza. Lei e il suo amore sono state vittime della prepotenza inaudita di un maschio che ha ritenuto suo compito difendere l’onore della famiglia e decidere della sessualità della sorella: si chiama violenza patriarcale misogina, è antica tanto quanto, ed è la prima cosa che dovrebbe balzare all’occhio in questa tragica storia.

Si chiama femminicidio, e ce ne intendiamo.

Uncategorized Settembre 2, 2020

NO-MASK DI SINISTRA?

Sabato 5 settembre a Roma manifesteranno i no-mask italiani.  

Ci saranno Forza Nuova e i Gilet Arancioni, l’arcivescovo filo-Trump Carlo Maria Viganò, i deputati Sara Cunial (ex M5S) e Vittorio Sgarbi (ma solo virtualmente); Alicia Erazo (Commissione internazionale dei Diritti umani) il filosofo Diego Fusaro, il cantante Povia. Annunciati ospiti anche dall’estero, tipo l’ultradestro tedesco Udo Voigt (Npd), uno che inneggia alle SS.

No-vax, No 5G, Gilet arancioni, vecchi Forconi, seguaci di QAnon, comitati, associazioni di madri, lavoratori, imprenditori, commercianti, tassisti, ultrà del calcio, disoccupati e precari.

L’estrema destra ha saldamente in mano il mazzo di un’armata Brancaleone non solo di destra tenuta insieme da un non meglio definito spirito no-mask. Ma più ancora della inaudita trasversalità colpisce la mancanza di obiettivi chiari che non siano “via le mascherine”: prima di tutto a scuola, ma anche sui luoghi di lavoro e ovunque ci si aggreghi. 

Quanto alla scuola, a Wuhan ci stanno provando, vedremo come va: le mascherine sono consigliate ma non obbligatorie; in Germania invece più di 100 scuole hanno già richiuso, e in Florida dopo due settimane di lezioni ci sarebbero 9 mila i ragazzi contagiati. 

Forse i manifestanti hanno idee migliori per prevenire i contagi. Più probabilmente ritengono che il virus non esista tout court: “combattiamo contro la dittatura sanitaria e la fake news del Covid“. 

La destra coglierà l’occasione per la sua campagna elettorale antigovernativa e tuonerà contro il complotto pluto-giudaico-massonico. 

Ma chi in quell’ammucchiata non è di destra, e ce ne sono, quali contenuti ha da proporre? Liberi tutti? –l’anteprima e relativi risultati li abbiamo visti con le feste ferragostane-. Racconterà che il virus non esiste più, ammesso che sia mai esistito?

Leader dei no-mask “di sinistra” o quanto meno non di destra, Robert Kennedy junior, figlio di Bob, che in un discorso definito “storico” alla piazza berlinese ha parlato della pandemia come dell’occasione perfetta per “orchestrare l’ubbidienza della popolazione”, dei governi servi di Big Pharma che “amano le epidemie”, di Bill Gates e Anthony Fauci che “gonfiano i numeri”, della paura come propedeutica a ogni dittatura. 

A che cosa sarebbe servita la pandemia? Secondo Kennedy a portare il 5G nella comunità a vantaggio di Bill Gates, Mark Zuckenberg e Jeff Bezos, che si impossessano dei nostri dati per fare profitti, annientano la classe media e cancellano la democrazia. 

Jeff Bezos ha fatto molti soldi con il Covid, questo è vero, sfondando il tetto dei 200 miliardi di patrimonio (seguono nella classifica dei più ricchi del mondo Gates e Zuckenberg): del resto questa gente fa soldi con tutto, tutte le occasioni sono buone. Forse ancora più che con l’exploit in Borsa di Amazon -o almeno tanto quanto – Bezos ha fatto i soldi accumulando una mostruosa quantità di dati che ci riguardano. In pochi anni il celebre 99 a 1 di Occupy Wall Street è diventato 999 a 1. Il tema dei Big Data esiste eccome, così come quello dei poveri sempre più poveri.

Ma la risposta può essere “il Covid non esiste”? 

Abbiamo visto, purtroppo, che esiste eccome: nel mondo si sfiora il milione di morti. Morti “con Covid” e non “di Covid”, sottolineano i negazionisti. Ma basterebbe che la metà fossero morti “di Covid” per dire che la pandemia è una cosa seria e che non possiamo permetterci di abbassare la guardia. 

E allora, torno a chiedere (non ai neonazi a cui non intendo chiedere nulla, ma alle persone di buona volontà che parteciperanno alla giornata di sabato o supporteranno l’iniziativa): che cosa proponete? che cosa volete? 

Pensate di potere ottenere la giustizia economica e sociale nel mondo convincendo la gente a levarsi la mascherina e ad ammucchiarsi senza precauzioni? Pensate di salvarla in questo modo, la democrazia?

In concreto: che cosa avete in mente per le scuole, per i luoghi di lavoro e di vita in comune? Continuo a chiederlo ad alcune di queste persone certamente in buona fede -ne conosco svariate- ma non riesco ad avere risposte. 

Chiedo ancora: non vi spaventerebbe portare sulle spalle la responsabilità di qualcuno che si ammala, magari seriamente, perché ha creduto a quello che gli avete detto?     

Corpo-anima, Donne e Uomini, questione maschile Febbraio 11, 2020

IN RADICE- PER L’INVIOLABILITA’ DEL CORPO FEMMINILE

Un’ampia rete di associazioni e singole femministe radicali italiane collegate con il femminismo europeo darà vita nel prossimo marzo a un’articolata serie di iniziative alleate sul tema dell’INVIOLABILITÀ DEL CORPO FEMMINILE e invita altri gruppi e singole a unirsi alla mobilitazione. Per aderire scrivere a inviolabili01@gmail.com o nei commenti al post