Un post per i milanesi, posso?

Mentre i nostri assessori si accomodano definitivamente, fanno i loro amari conti sui budget, sistemano la macchina organizzativa, si preparano alla vera partenza di settembre, noi possiamo cominciare a lavorare. Io ad esempio vi propongo questo, in spirito amoroso per la città: un piccolo censimento, anzi due, e senza spostarvi da dove siete, da dove vivete e da dove lavorate, sui luoghi del cuore che avrebbero bisogno della nostra attenzione, e sulle realtà milanesi-associazioni e singoli- che stanno già facendo cose utili e originali per il bene comune. Due censimenti paralleli, quindi.

In ogni quartiere c’è un cuore pulsante o anche più di uno -una piazza, un giardino, una cascina, una villa, o anche un negozio, o un qualunque tratto  non particolarmente visibile agli occhi dei “foresti”- che rappresenta il suo centro energetico naturale, che esprime il genius loci, lo spirito di quella comunità. E non è raro che si tratti di luoghi degradati e fatiscenti, che avrebbero bisogno di attenzione e investimenti. Sarebbe interessante un’indicazione “dal basso” -detesto questa espressione, preferirei “di lato”- per costruire un registro di realtà “adottabili” da chi volesse fare un dono alla città.

Esempi a caso per capirci: l’alzaia del naviglio Martesana, a tratti ancora meravigliosamente selvaggia, “fiume” padre di vari quartieri cittadini; o i tunnel delle ferrovie in via Sammartini, che potrebbero diventare i nostri docks.

L’altro censimento, come dicevo, riguarderebbe i lavori volontari già in corso nei vari quartieri: un registro per valorizzare i progetti più interessanti e meritevoli di sostegno.

Con questi due registri in mano si potrebbero contattare potenziali “adottanti” e chiedere il loro investimento concreto, facendo incontrare il desiderio dei cittadini con quello di chi vuole fare uno dono alla città.

Quindi segnalate! C’è una città da fare!

 

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