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Corpo-anima, Donne e Uomini settembre 1, 2015

Viagra “rosa”: anche no, grazie

La notizia della commercializzazione (da parte del Food & Drug Administration americano) del Viagra “rosa”, nome commerciale Addyi, mi ha sostanzialmente depresso. Potrei prenderne uno e vedere se mi tiro su, visto che si tratta di un antidepressivo che agisce su dopamina e serotonina, a differenza del Viagra blu pour homme, la cui azione è meramente vascolare e meccanica. Tra i “modesti” possibili effetti collaterali del farmaco sessualmente corretto e antidiscriminatorio, un brusco calo di pressione e la perdita di coscienza: e da svenute non credo si possa combinare granché.

Il Viagra rosa sarebbe particolarmente indicato per le donne in perimenopausa e menopausa, soggette a un calo della libido perfettamente fisiologico, poiché a quel punto il compito riproduttivo dovrebbe essere stato completato (per i coetanei maschi forse non del tutto, ma sarebbe meglio di sì). A me il “perfettamente fisiologico” piace. Natura non facit saltus, sicché quel po’ di desiderio agisce ancora, allietando le decadi successive ai 50: che, con il prolungarsi dell’aspettativa di vita, non sono poi poche. Ma certo non si tratta più della spinta dei 20 e dei 30 quando i geni, allo scopo di perpetuarsi, ti comandano un’attività frenetica.

Forse sarebbe preferibile lasciare le cose come stanno, confidando nella naturale armonia e accompagnando dolcemente il declino ormonale, a cui corrisponde l’emergere di nuovi desideri e nuovi interessi non meno soddisfacenti. Resistere ingoiando pillolette che sballano i neurotrasmettitori non mi pare questa gran strategia: riserverei il ricorso ad antidepressivi a effettive necessità, che purtroppo non mancano.

Tenendo anche conto, amiche, di un fatto: che la gran parte degli uomini, anche da vecchi, sono attratti da donne ormonalmente attive (magari leggersi Philip Roth, che lo racconta magnificamente e senza ipocrisie). Tra una splendida, fascinosa, colta, elegante, charmosissima settantenne e una trentenne senza arte né parte ma estrogenicamente rilucente, be’, proprio non c’è gara.

Coraggio.

 

Donne e Uomini maggio 19, 2010

NOI E IL “LORO” CORPO

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Però, pensavo stamattina : la pillola Ru486, quella contraccettiva, quella del giorno dopo, la terapia ormonale sostitutiva perché invecchiare naturalmente non si può (belle bombardate di ormoni, giù, come un bicchier d’acqua); l’allattamento al seno che non è chic; e neanche il seno piccolo o un po’ moscio è chic (e dagli con protesi, mastoplastiche, bocche da fellatio, se no che bocche sono?). Essere cicciottelle nemmeno se ne parla (diete, anoressizzanti, correre come delle idiote sui tapis roulant, dittatura della taglia 42, fianchi maschili e seni da trans). Corpo da esibire, se no che corpo è? Niente cellulite, rughe o altre schifezze del genere. Botox, che va al cervello. Tacchi 12, 13, 18, lordosi, caviglie a rischio-storta per le zeppe. Figli da concordarsi con l’azienda, e poi non vengono, e allora via con la fecondazione assistita, altre bombardate di ormoni. Ovuli in vendita, uteri in affitto, uteri da asportare, tanto a che cosa servono? Parti cesarei come se piovesse. E non essere depressa, beccati un po’ di benzodiazepine, un po’ di serotoninergici, fai qualcosa. E poi (……….)

Pensavo, stamattina: niente burqa, dalle nostre parti. Ma anche qui, modestamente, il corpo femminile resta un bel campo di battaglia. Il corpo è mio, ma zitti-zitti se lo gestiscono loro. C’è qualcosa che non torna.