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benedetto XVI

Donne e Uomini, questione maschile febbraio 11, 2013

Il patriarcato si dimette

La notizia delle dimissioni del Papa –dimissioni del Papa è il più straordinario degli ossimori!– in questa gelida giornata di fine inverno ha un carico simbolico straordinario.

Il massimo grado del potere maschile su questa terra –appena un gradino sotto Dio, segnaposto di Dio, colui che per definizione  ce la fa sempre- che invece dice “non ce la faccio”. Apripista e fondatore di una inaudita categoria, quella degli ex-pontefici (tolto Celestino V che nel 1294 lasciò il soglio sempre più turbato dagli inganni di una curia corrotta). Non è finito il mondo, come si profetizzava, ma certamente sta finendo un mondo, quello patriarcale, che in questo solenne “non ce la faccio” (“… le mie forze e l’età avanzata non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino… benché consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà dichiaro di rinunciare…”) trova a rappresentarlo le parole più alte. Il predecessore Giovanni Paolo II aveva deciso di farcela, fino allo stremo delle sue forze. Benedetto XVI invece non ce la fa. Tanti uomini oggi non ce la fanno.

Che le ragioni del passo indietro siano di salute, o–come molti ipotizzano- si tratti dell’insopportabilità delle pressioni interne, o della prossimità di un grande scandalo che starebbe per investire la Chiesa di Roma, questo “non ce la faccio” ha il suono inaudito di una resa definitiva.

Più che la profezia dei Maya si realizza, con una timida variazione, quella di Nanni Moretti con il suo “Habemus Papam”: se Benedetto XVI lascia prima della fine del suo mandato, papa Melville rinuncia a priori. Il baco della paura arriva a minacciare perfino la sommità del monumentale ordine simbolico maschile. La parata virile, qui al suo massimo sfarzo, non tiene più. «Venti o trent’anni fa non mi sarebbe venuto in mente un film del genere» ha ammesso Nanni Moretti. Nel film il portavoce vaticano, parlando della fuga del papa, usa le stesse parole: «Nessuno ha mai immaginato che potesse capitare una cosa del genere». Bene, sta capitando.

Lo spettacolo del patriarcato che non ce la fa è ben visibile anche in quella finanza tossica, in quel gioco d’azzardo con cui gli uomini ex-patriarcali, alla cui volontà di dominio le donne oppongono la loro soggettività, cercano consolazione, compensazione e conferma della loro illusoria onnipotenza.

(Etty Hillesum ce l’ha fatta a portare la croce fino in fondo. Ad Auschwitz, Perché Dio, come disse, ha bisogno di noi).

 

 

 

 

 

Politica giugno 11, 2011

BENEDETTI REFERENDUM

Questa immagine dice tutto: francescanamente, anche la Chiesa si mobilita per l’acqua bene comune (senza contare le parole di papa Benedetto XVI, in questo tedeschissimo, sulle energie non nocive).

E’ un momento di grande trasformazione per il nostro paese. Stiamo disegnando l’Italia che verrà, per noi e per i nostri figli. E il referendum è uno strumento di grande efficacia. A Milano poi ne abbiamo nove, per delineare alcune importantissime linee direttive che impegneranno la neonata giunta.

Quindi, animo! Andiamo a votare, e facciamo votare (ci va anche il nostro caro Presidente, e poi per un po’, almeno fino a quest’autunno, basta urne). Il quorum è vicinissimo, spingiamo insieme. E ricordate che l’Italia nasce da un referendum.

p.s. Per me, nove bei sì.

 

Politica gennaio 22, 2011

HABEMUS JULIUM

Silvio Berlusconi ha preso una gran brutta botta dal Vaticano -e non è ancora finita…- e nemmeno Gianni Letta riesce più a trovare le necessarie mediazioni. Il premier deve aver accusato il duro colpo, tant’è che ieri non si è fatto vedere ai funerali di Luca Sanna, l’alpino ucciso in Afghanistan. e non si è prodotto in alcun acting out significativo.

Parallelamente salgono molto le quotazioni di Giulio Tremonti, che papa Ratzinger chiama “il professor Tremonti”, non nascondendo il suo apprezzamento e la sua stima. Forse allude a questo Umberto Bossi quando consiglia a Berlusconi di “riposarsi un po’, che ci pensiamo noi”?

Intanto il professor Tremonti è stato parte attiva alla presentazione di un libro che raccoglie un discorso sull’economia di Enrico Berliguer, “La via dell’austerità”, insieme alla figlia Bianca, a Emanuele Macaluso, Nicola Zingaretti, Bobo Craxi, Gianni De Michelis. Ha elogiato la lungimiranza del grande leader comunista e ha citato il celebre discorso di Pasolini sulla scomparsa delle lucciole. Qualcuno ha intravisto nella circostanza prove di governissimo.

Giulio Tremonti perciò apprezzato a destra e a manca, gradito al Vaticano, e sempre più in alto nei sondaggi sulla popolarità. Tutto sta a convincere Silvio Berlusconi ad “andare a riposarsi”. Non un po’, ma definitivamente. Magari ad Antigua.

Forse dandogli le necessarie garanzie… Forse garantendogli un’uscita “onorevole”…